“Da un certo punto in là non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.”/“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-Cosa vuoi dire?
-Vorrei…
-Non esiste che tu decida!
-Ma… Io… Non…
-Non puoi decidere!
-Ti prego.
-Non mi pregare! Non puoi decidere! Come te lo devo dire?
-Non lo dimenticherò mai!
-Uhhh! Che paura!
-E un giorno…
-Non ti azzardare a minacciarmi!
-… me ne andrò.
-Nel frattempo farai quello che ti dico io!
-No.
-Lo farai!
-No.
-Ora non parlo più! Te la stai cercando! Torna in camera tua. Muoviti!
-…
-Guarda che non uscirai da qui!
-…
-Ecco come finisce questa storia!

La madre prende per il braccio la bambina e spariscono dietro una porta che immagino porti alla zona notte. Dopo un po’, la madre torna sorridente e dice:

-Mi scuso se ho fatto questa scenata davanti a lei. Ora mi capisce?
-No.
-Cosa vuole dire? Non ha sentito? Non ha visto il tipo?
-Non la capisco…
-Mi sta giudicando?
-Come faccio a giudicarla se non la capisco?
-È una bambina e non può decidere cosa fare! Sono io la madre e decido io.
-Certo. Ma, ha detto “vorrei”…
-E poi ha detto “me ne andrò!” Si rende conto?
-Ed è vero… Un giorno se ne andrà…
-Mi stava provocando! Non l’ha notato?
-No, non l’ho notato…
-E invece, quanto si nota che lei non ha vissuto tutto il tempo con suo figlio!
-O che ho avuto una madre come lei…
-Perché sorride mentre lo dice?
-Perché mia madre è stata il mio trampolino di lancio.
-Ed è servito a qualcosa?
-Certo! È stata lei che mi ha dato la spinta verso i miei salti mortali.
-Siete molto legate?
-Non ne abbiamo bisogno.
-Come mai?
-Siamo madre e figlia. Esiste un legame più profondo?
-E con suo figlio?
-Lo chieda a lui.

Roma, nel giorno in qui si festeggiano le madri; e da me anche la prole. 2015 – Maria A. Listur

 

“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-What do you mean?
-I would like…
-No way you will decide!
-But… I… Don’t…
-You can’t decide!
-I beg you.
-Don’t beg me! You can’t decide! How should I tell you?
-I will never forget it!
-Uhhh! Scary!
-And one day…
-Don’t you dare threaten me!
-… I will leave.
-In the meantime you will do as I say!
-No.
-You will!
-No.
-I am done with the talking! You are asking for it! Go back to your room. Move!
-…
-You won’t get out of here!
-…
-This is how this story ends!

The mother takes the baby girl by the arm and they both disappear behind a door that I imagine leads to the sleeping area. After a while, the mother comes back smiling:

-I am sorry if I have made a scene in front of you. Now you understand me?
-No.
-What do you mean? Haven’t you heard? Haven’t you see the type?
-I don’t get it…
-Are you judging me?
-How can I judge you if I don’t understand you?
-She is a baby girl and can’t decide what to do! I am the mother and I decide.
-Sure. But she said “I would like”…
-And then she said “I will leave!” Do you get it?
-And that’s true…One day she will…
-She was provoking me! Haven’t you noticed?
-No, I haven’t…
-Well, I can surely tell you haven’t live all time with your son!
-Or that I have had a mother like you…
-Why do you smile while saying this?
-Because my mother has been my springboard.
-Has it been useful?
-Sure! She was the one who gave the push towards my somersaults.
-Are you very close?
-We don’t need to be.
-How come?
-We are mother and daughter. Is there anything more profound?
-And with your son?
-Ask him.

Rome, in the day in which mothers are celebrated; and in my place the progeny as well. 2015 – Maria A. Listur

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