SCELTE/CHOICES

Nessun lume né canto.
Tutto in silenzio,
in accogliente riflesso.
Un passo amicale
che accetti…
E accetta.
Il freddo pungente
dell’infanzia del cuore.
Kilometri a piedi
per odorare l’autunno.
Un tiepido vino
al calar della luce.
Una gioia serena
in delicatezza,
matura.
Un altro anno che passa
e me lo tolgo di mezzo!
E certa.
Festeggio.

Versailles---Gran-Canal

Versailles – Le Gran Canal.

A Versailles il 28 ottobre 2015,
a pregare in risate. – Maria A. Listur

 

CHOICES

Neither light nor chant.
Everything is silence,
in welcoming reflex.
A friendly step
that may accept…
And it does.
The biting cold
of the infanthood of the heart.
Kilometers by foot
to smell the autumn.
A tepid wine
at the setting of the light.
A serene joy
in delicacy,
mature.
Another year that passes
and I get it out of the way!
And certain.
I celebrate.

At Versailles the 28th of October 2015,
praying in laughs. – Maria A. Listur

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“L’innocenza non è un attributo parziale.”/“Innocence is not a partial feature.”

Found. for Inner Peace

-No! No e No!
-Stai alzando la voce!
-È inaccettabile!
-Stai reagendo esageratamente…
-Non sto reagendo. Sto rispondendo!
-Io non ti ho fatto nessuna domanda.
-C’è dell’interrogazione tacita nella tua affermazione!
-No… Mi dispiace.
-Sì, invece. Stai difendendo lui.
-Io non sto difendendo nessuno. Ti sto dicendo cosa penso.
-Non ti riconosco!
-In quale senso? Non somiglio a me stessa?
-No.
-In senso estetico?
-Non fare la cretina!
-Per favore… Ti prego.
-Per favore lo dico io! Tu sei mia amica prima di essere “sua amica”!
-Ti prego…
-Ti prego un c…!
-So che sei ferita… Ti prego di riflettere un po’… Puoi?
-No! Non posso! Sono avvelenata da tanta saggezza del c…!
-Ti ha detto qualcosa di sincero e semplice… Puoi provare ad accettare?
-No! Trovo una grande idiozia che a quasi sessanta anni e dopo anni di matrimonio, lui senta paura! Paura di cosa?
-Ha detto di te…
-Ma per favore! E tu credi che veramente abbia paura di me? Dopo tutti questi anni, di colpo, ha paura di me… Non riesce a dormire con me! Non sa come trattarmi… Ed è attratto da una vita diversa! Paura? Questo si chiama: “Ti sto avvertendo che vado via con un’altra ma, voglio avere la coscienza a posto!!!” Ecco chi stai difendendo! Capito? Capito? Rispondimi!
-Ti prego di abbassare la voce… Capisco…
-Se vuoi che sussurri, sussurro… Che cosa capisci? Cosa c… capisci?
-Se non urlerai, ti ripeterò quello che ti ha fatto arrabbiare…
-No… Non ripetere… No! Sì invece! Ripeti!
-Stiamo diventando tutte quante delle madri. Insopportabili. A tutte le età.
-Ora, senza voler urlare ma pensa che sto gridando: perché pensi questa grandissima idiozia?
-Trovo che tutto il potere e libertà che abbiamo raggiunto a livello sociale, politico ed economico – come se fossero piani diversi – non ha ancora trovato un linguaggio sentimentale… Ancora confondiamo autonomia, libertà, indipendenza, potere… E schiacciamo. Come fa una madre.
-Non tutte le madri schiacciano!
-Tutte le madri o coloro che ricoprono quel ruolo, almeno una volta, hanno schiacciato e posso assicurarti che, per generare paura, sia sufficiente.
-È lo stesso che fanno ancora tantissimi uomini! E in modo terrificante in alcune etnie che non oso nominare!
-Sì… Ma siamo noi a partorire e a decidere da quale tetta devono succhiare… Abbiamo un naturale potere che anche molto prima della tetta, forgia un destino…
-Ti odio.
-Passerà.

Parigi, dove Eros nutre solitudini. 2015 – Maria A. Listur

 

“Innocence is not a partial feature.”

Found. for Inner Peace

-No! No and No!
-You are raising your voice!
-It’s unacceptable!
-You are over reacting…
-I am not reacting. I am answering!
-I haven’t asked you any question.
-There is an implicit interrogation in your affirmation!
-No… I am sorry.
-Yes, indeed. You are defending him.
-I am not defending anyone. I am telling you what I think.
-I don’t recognize you!
-How do you mean? Don’t I look like myself?
-No.
-In an esthetic sense?
-Don’t play the fool!
-Please… I beg you.
-It’s me who is saying I beg you! You are my friend before being “his friend”!
-I beg you…
-I beg you my a..!
-I know you are hurt… I beg you to think a little… Can you?
-No! I can’t! I am f…ing raging by so much wisdom!
-He said something simple and sincere… Can you try to accept?
-No! I find it stupid that after sixty years of marriage he is feeling afraid! Afraid of what?
-He said about you…
-Come on! And you believe he is afraid of me? After all these years, suddenly, he is afraid of me… He can’t sleep with me! He doesn’t know how to treat me… And he is attracted by a different life! Afraid? This is called: “I am warning you that I am going with an other but, I want my conscience clear!!!” This is who you are defending! Got it? Got it? Answer me!
-I beg you to lower your voice… I got it…
-If you want me to whisper, I will… What do you get? What the f… do you get?
-If you won’t yell, I am going to repeat what made you mad…
-No… Don’t repeat it… No! Or rather yes! Repeat it!
-We are all becoming mothers. Intolerable ones. At all ages
-Now, without wanting to yell but think as I was screaming: Why do you think this enormous foolishness?
-I find that all the power and the freedom that we have reached at a social, political and economical level – as they were different planes – haven’t found yet a sentimental language… We still confuse autonomy, liberty, independence, power… And we crush. As a mother does.
-Not all the mothers do!
-All the mothers or those who perform that role, at least once, have crushed and I can assure you that, to generate fear, it is enough.
-It’s the same that so many men do! And in a frightening way in some ethnic groups that I don’t dare to say
-Yes…But we are the ones to give birth and to decide from what breast they have to suck on… We have a natural power that even much earlier than the breast, forges a destiny…
-I hate you.
-It will pass.

Paris, where Eros nourishes solitudes. 2015 – Maria A. Listur

Istante/Instant

Un istallazione in una fiera d’arte, immensa – anzi – imponente, mi commuove. Sono lì grazie a una donna con la quale si può dire: “Ecco qualcosa che tocca… Qualcosa che richiama la purezza e la complessità… Mie.” Si può dire perché le proprie sensazioni non vengono prese per delle verità e perché poi, si ride.
Le chiedo di fotografarla in un punto dell’istallazione.
Lei si para davanti al quadro, con naturalezza, con generosità.
Faccio la foto e vedo: la linearità della sua figura femminile tra un triciclo e un quadro poi scorgo il profilo di una madre tra un triciclo e un’astrazione lirica tanto necessaria alla maternità; infine, vedo innumerevoli donne e uomini tra il proprio triciclo e l’astratta ignoranza del divenire.
Tra l’infanzia e l’assurdo: una fiera, la vita.

FIAC-2015-2

FIAC-2015-1

Con Arielle de Gasquet – FIAC 2015

Parigi, illuminata nella volontà di curare. 2015 – Maria A. Listur

 

Instant

An installation in an art fair, immense – or rather – imposing, moves me. I am there thanks to a woman with whom I can say: “Here is something that moves… Something that recalls the purity and the complexity… Mine.” I can say so because our own sensations are not taken as truths and because afterwards, we laugh. I ask her to take a picture of her in a spot of the installation.
She stands in front of the painting, naturally, generously.
I am taking the picture and seeing: the linearity of her feminine figure between a tricycle and a painting than I detect the profile of a mother between a tricycle and a lyric abstraction so necessary to maternity; finally, I see uncountable women and men between the tricycle and the abstract ignorance of the becoming.
Between the infanthood and the absurd: a fair, the life.

Paris, illuminated in the will of caring. 2015 – Maria A. Listur

DISTILLAZIONI NECESSARIE/NECESSARY DISTILLATIONS

Si confonde con l’appagamento,
con il trionfo, con lo splendore.
Spesso si mescola alla copiosità,
alla ricchezza, alla prosperità!
Certa la s’immagina nel fascino,
nella bellezza, nell’amenità.
Si proietta nel riparo, nella salute,
nel rimedio, nella tonicità!
Si crede di saperla riconoscere…
Inafferrabile, indefinibile,
immobile, austera e silenziosa,
si riposa anche sotto il buio,
le rovine, la tristezza:
la gioia.
Lei sa.

Sospensioni-dett

SOSPENSIONI/SUSPENSIONS, dett. – 2015 – Maria A. Listur

Parigi, sotto la rugiada dell’alba
2015 – Maria A. Listur

 

NECESSARY DISTILLATIONS

It is confused with satisfaction,
with triumph, with splendor.
Often, it is mixed with abundance,
with richness, with prosperity!
Sure it is imagined in fascination,
in beauty, in amenity.
It is projected in the shelter, in health,
in remedy, in being toned!
We think we can recognize it…
Elusive, indefinable,
immobile, austere and silent,
rests even under the darkness,
the ruins, the sadness:
the joy.
She knows.

Paris, under the dew of the dawn
2015 – Maria A. Listur

“Le uniche cose indispensabili sono le cose inutili.”/The only essential things are the useless things.”

Francis Picabia

-Signora Listur?
-Sì.
-Ha due minuti?
-Le costeranno una fortuna!
-Per parlare con lei si deve pagare?
-Per parlare dall’Italia dovrà pagare. Sono all’estero.
-Non importa.
-Bene. Chi è lei?
-P. B.
-Non la conosco.
-Non mi conosce. Io sono un suo lettore.
-Come ha ottenuto il mio telefono?
-Me l’ha dato R. S. che è stato un suo collaboratore?
-Collaboratore?
-Mi ha detto che avete fatto un documentario insieme.
-Un collega. In cosa posso esserle utile?
-Vorrei sapere come mai si occupa d’incontri.
-Vuole dire: scrivere esperienze personali e non, riferite a diversi tipi d’incontri?
-Sì. Ho voluto sintetizzare per non rubarle tempo.
-Lei non può derubare quello che non si può avere.
-Come mai?
-Cosa? Scrivere sugli incontri o l’impossibile furto dello spazio temporale?
-Scrivere sugli incontri.
-Perché mi pone questa domanda?
-Per curiosità.
-Soltanto per curiosità?
-No. Anche per spirito critico.
-Scrivo sugli incontri perché intuisco una specie di copulazione nella creazione di ogni cosa.
-Copulazione?
-Copulazione.
-Non le sembra una parola un po’ eccessiva?
-No, trovo sia eccessivo il conto che dovrà pagare per parlare con me.
-Non si occupi del mio portafoglio…
-Lei crede che il suo portafoglio sia qualcosa di personale?
-Non lo è?
-Non per me.
-Scontro tra protezione dell’altro e costi telefonici?
-Incontro tra sconosciuto curioso e ascoltatrice dell’inutile.
-Ricevuto.
-Buon pomeriggio.

Durante un pomeriggio d’autunno, ci si diverte nelle novità. 2015 – Maria A. Listur

 

The only essential things are the useless things.”

Francis Picabia

-Mrs. Listur?
-Yes.
-Do you have two minutes?
-They’ll cost you a fortune!
-Do I have to pay to talk to you?
-To talk from Italy it’ll cost you. I am overseas.
-It doesn’t matter.
-All right. Who are you?
-P. B.
-I don’t know you.
-You don’t know me. I am a reader of yours.
-How did you get my number?
– R. S. gave it to me he has been a collaborator of yours?
-Collaborator?
-He told me you made a documentary together.
-A colleague. What can I help you with?
-I want to know how come you talk about encounters.
-You meant to say: writing about personal and other experiences, referred to different types of encounters?
-Yes. I made it short, I don’t want to take up too much of your time.
-You can’t take what you can’t have.
-How come?
-What? Writing about the encounters or the impossible steal of space-time?
-Writing about the encounters.
-Why do you ask this question?
-Out of curiosity.
-Only out of curiosity?
-No. Also for critical sensibility.
-I write about the encounters because I sense a sort of copulation in the creation of everything
-Copulation?
-Copulation.
-Don’t you find it a bit excessive?
-No, I find excessive the money you will have to pay to talk to me.
-Don’t worry about my wallet…
-Do you think that your wallet is something personal?
-Isn’t it?
-Not for me.
-Collision between protection of the other and phone bills?
-Encounter between a curious stranger and the listener of the worthless.
-Got it.
-Good day.

During an afternoon of autumn, enjoying the news. 2015 – Maria A. Listur

FEDELTÀ/LOYALTY

Si cambia prospettiva dello stesso cielo.
Si parte, si arriva, si compie altro abbraccio.
Si compra quel sapore che ricorda un tempo.
Si riparte, si arriva, si ricompie altro abbraccio.
Si annusano profumi, aromi che sono la storia.
Ancora si parte, si arriva, ci salva l’abbraccio.
All’infinito, totalmente dentro.
Mentre il fiore
nato durante le assenze,
attende. Fedele.

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Il cielo del Velario di Palazzo Altemps/The sky of the Velarium of Altemps Palace – Maria Vera Quattrini ph

Reggio Emilia, nella gioia di essere.
2015 – Maria A. Listur

 

LOYALTY

We change prospective of the same sky.
We leave, we arrive, we accomplish another hug.
We buy that taste that reminds a time.
We leave again, we arrive, we accomplish again another hug.
We smell perfumes, aromas that are the story.
Again we leave, we arrive, the hug saves us.
Endlessly, totally inside.
While the flower
born during the absences,
Awaits. Faithful.

Reggio Emilia, in the joy of being.
2015 – Maria A. Listur

“La fine del mondo è quando si cessa di aver fiducia.”/“The end of the world is when we stop having faith.”

Madeleine Ouellette-Michalska

In mezzo a un piccolo villaggio nel centro di una città, appena passata l’alba, leggo sotto un albero che minaccia un precoce autunno.
Una donna e una bambina ridono con contagiosa allegria, non evito l’osservazione.
Vanno oltre a me e di scatto la madre si volta e mi parla:
-“Scusi, ho lasciato delle cose a casa, mi può tenere la bambina?”
-“Certo”, rispondo.
La donna dice alla bambina, che sembra avere intorno ai quattro anni:
-“Rimani un attimo con la signora, ho dimenticato il copriletto. Arrivo.”
La bambina la guarda e annuisce con la testa poi guarda me e sorride.
La donna scompare dietro uno degli archi del villaggio.
Io sorrido già da prima quindi, mi trova preparata per la sua imperterrita fiducia.
Ci guardiamo, lei guarda il mio libro, io il piccolo passeggino che afferra a destra con dentro un neonato di gomma asessuato e abbigliato con una mutanda da maschietto in testa.
Io rido mentre lo guardo e lei ride nel vedermi ridere. Le chiedo:
-“Come si chiama?”
-“Non si chiama.”
-“Come mai?”
-“Non si chiama.”
-“Vogliamo chiamarlo?”
-“Non vuole.”
-“Il bebè è una bambina?”
-“No!”
-“Ah… È un bambino!”
-“No!”
Io rido e lei mi segue nella risata, cerco di farle un’altra domanda ma, la sua risata mi contagia ancora tuttavia, ci riesco:
-“Cosa è questo bebè con la mutanda in testa?”
-“Un signore!”
-“Ah! Non è un bebè!”
-“No… Lui è un signore che fa la cacca dalla testa!”
Arriva la madre che si ferma a gustarsi le nostre risate. Poi dice:
-“La ringrazio.”
-“Sono io che ringrazio lei.”
-“Saluta la signora!”
-“Ciao mia amica!” Risponde la bambina che mi ha regalato l’amicizia più breve della mia vita insieme a una sintesi di qualcosa che non saprei “de-scrivere”.

Parigi, quando le mattine sembrano miracoli.
2015 – Maria A. Listur

 

“The end of the world is when we stop having faith.”

Madeleine Ouellette-Michalska

In the middle of a small village in the center of a city, just after dawn, I am reading under a tree that is threatening an early autumn.
A woman and a girl laugh of a contagious happiness, I don’t avoid observing.
They go pass me and suddenly the mother turns and talks to me:
-“Excuse me I have left some things at home could you watch my baby girl?”
-“Sure”, I reply.
The woman says the girl, who seems to be around four years old:
-“Just stay for a moment with the woman, I have forgotten the bed cover. I’ll be back.”
The girl looks at her and nods with the head then she looks at me and smiles.
The woman disappears behind one of the arches of the village.
I smile since before so, she finds me ready for her undismayed faith.
We look at each other, she looks at my book, I at the little carrier that she holds on the right
with inside a plastic sexless newborn and dressed with a male underwear on his head.
I laugh while I am looking at it and she laughs seeing me laughing. I ask her:
-“What’s his name?”
-“He has no name.”
-“How come?”
-“He has no name.”
-“Shall we name him?”
-“He doesn’t want to.”
-“The newborn is a girl?”
-“No!”
-“Ah… Is a boy!”
-“No!”
I laugh and she follows me in the laugh, I try to ask her another question but, her laugh affects me again however, I manage:
-“What is this baby with an underwear on his head?”
-“A mister!”
-“Ah! He is not a baby!”
-“No… He is a mister who poops from his head!”
The mother arrives and she pauses to enjoy our laughs. The she says:
-“I thank you.”
-“I am the one who thanks you.”
-“Say goodbye to the lady!”
-“Ciao my friend!” The girl replies giving me the shortest friendship of my life together with a synthesis that I wouldn’t know how to “de-scribe”.

Paris, when mornings seems miracles.
2015 – Maria A. Listur

MEDITAZIONE/MEDITATION

Quello sguardo dall’alto
che supporta e corrobora
che ripristina prospettive
quello
mi diede
educandomi
– per sempre –
alla semplicità
dell’inchino.

Gaburiela1

Gaburiela – 2015 – Maria A. Listur

Alba, quasi notte nel giorno.
2015 – Maria A. Listur

 

MEDITATION

That glance from above
that supports and corroborates
that restores perspectives
that one
gave me
educating me
– for ever –
to the simplicity
of the bow.

Dawn, almost night in the day.
2015 – Maria A. Listur

“La speranza umana è la zavorra che bisogna gettar via senza posa.”/“Human hope is the ballast that should be thrown away indefatigably.”

Jean Rostand

-Ti amo.
-Anche io.
-Anche tu mi ami?
-Certo, anzi, sì, ti amo.
-E da quando?
-Da sempre.
-Da sempre? Sempre?
-Sì.
-Dai… Mi stai prendendo in giro…
-Io ti ho creduto. Come mai tu non mi credi?
-Io non ho detto di amarti “da sempre”!
-Ah! Scusa… Un sottinteso che parla dei miei sentimenti… Scusa.
-No, scusa tu…
-Di cosa?
-Di non aver provato l’amore prima.
-Sarebbe stata follia! Una forma d’innamoramento!
-Allora tu?
-Io cosa?
-Tu hai detto che mi hai amato dal primo momento. Si è trattato di follia, d’innamoramento o di entrambi? In ogni caso, se stiamo a quello che hai detto prima, non è stato Amore.
-Hai ragione.
-Quindi, neanche tu mi hai amato dal primo momento…
-Purtroppo sì.
-Come purtroppo?
-Parte della mia follia…
-Ti rendi conto che stiamo parlando di qualcosa di serio e sembra uno scherzo?
-Serio?
-Sì, serio. L’amore è una responsabilità!
-Non è uno stato?… Costante…?
-Sì, beh! Non so… Secondo me, è la responsabilità più importante… Certo è che non si tratta di uno scherzo! Ci vuole moltissima pazienza, dedizione, intelligenza!
-Sì certo… Ma… Si potrebbe ricominciare?
-Cosa?
-La dichiarazione.
-Va bene. Te la ripeto: Io ti amo!
-Mmm…
-Hai capito? Ti amo.
-Mmm… Mmm
-Oh! Ora di colpo ti rincretinisci…
-Negli ultimi anni mi sono rincretinita tantissimo…

Parigi Roma Roma Parigi Parigi Roma Roma Parigi… Beh! Che belli sono gli aerei! – 2015 – Maria A. Listur

 

“Human hope is the ballast that should be thrown away indefatigably.”

Jean Rostand

-I love you.
-Me too.
-Do you love me as well?
-Sure, in fact, yes, I love you.
-And since when?
-All along.
-All along? Always?
-Yes.
-Come on… You are making fun of me…
-I have believed you. Why don’t you believe me?
-I didn’t say I love you “all along”!
-Ah! Sorry… An implication that talks about my feelings… Sorry.
-No, I am sorry…
-For what?
-For not having felt love before.
-It would have been madness! A form of falling in love!
-What about you?
-Me what?
-You have told me that you have loved me since the first time. Was it madness, falling in love or both? In any case, if we refer to what you said before, it wasn’t Love.
-You are right.
-So, you haven’t loved me from the first time…
-Unfortunately yes.
-Why unfortunately?
-It’s a part of my madness…
-Do you realize that we are talking about something serious and it seems like a joke?
-Serious?
-Yes, serious. Love is responsibility!
-Isn’t it a state?… Constant…?
-Well, yes! I don’t know… To me it is the most important responsibility… Of course this is not a joke! We need a lot of patience, devotion, intelligence!
-Yes sure… But… Could we start again?
-What?
-The declaration.
-Al right. I’ll repeat it: I love you!
-Umm…
-Did you get it? I love you.
-Umm… Umm
-Hey! Now you became stupid all of a sudden…
-In the last years I became very much stupid…

Paris Rome Rome Paris Paris Rome Rome Paris… Well! I like the planes! – 2015 – Maria A. Listur