BUON ANNO nuovo/HAPPY new YEAR

Sembra rincominciare un tempo continuo
Vogliamo aderire al compiuto e al nuovo?
Vogliamo fare d’ogni istante rinnovato universo?
Sconosciuti equilibri? Avvii dell’Uno e del Vero?

Madre

Madre Teresa – Archive Web

Parigi, tra luci che completano prospettive.
2015 – Maria A. Listur

 

HAPPY new YEAR

It seems to start again a continuous time
Do we want to adhere to the completed and the new?
Do we want to make of each renewed moment universe?
Unknown balances? Beginning of the One and of the Real?

Paris, among the lights that complete perspectives.
2015 – Maria A. Listur

“Tutto ciò che è bello appartiene alla stessa epoca.”/“Everything that is beautiful belongs to the same time.”

Oscar Wilde

-Quando lei era giovane, non si avevano le facilità che abbiamo ora!
-Quanti anni ha?
-Non sia così formale! Mi può dare del tu!
-Quanti anni hai?
-Diciotto.
-Credo che le facilità cambino secondo i ranghi, l’educazione, i propri limiti, non credo sia soltanto una questione di età…
-Mi vuol dire che il rinascimento era meglio?
-Scusa?
-Questo tempo è il migliore che sia mai esistito!
-Sicuramente questo istante è il migliore, ora.
-No no no! Io non volevo sembrare un guru! Io parlo di tecnologia e di…
-Guru?
-Lei sembra un po’ evanescente! Comunque volevo dire tecnologia e sesso!
-Ah!
-S’imbarazza? Uhhh! S’imbarazza!
-Mi vedi imbarazzata?
-Io la sento imbarazzata.
-Non sono imbarazzata. Ho detto “Ah!” perché mi piace l’argomento ma non potrò mai osservarlo con gli occhi di una persona giovane. Ti ascolto.
-Ho finito.
-Credevo stessi enunciando qualcosa, un’ipotesi…
-Io non enuncio! Io vivo…
-Ah!
-Mi sta giudicando.
-Giudicando? Quando?
-Ora… Vedo il suo sguardo che dice “Facile vivere quando si hanno soltanto diciotto anni!”
-Io avrei pensato questo, ora?
-Sì! E non soltanto!
-Ti sbagli…
-Non mi sbaglio… Mia madre dice sempre che lei è una donna molto veloce!
-Per cucinare e pulire…
-Ora mi vuole sedurre con la sua finta umiltà?
-Pensi che io sia una finta umile?
-Sì.
-Ti sbagli.
-È sincera?
-Non sono umile.
-Questo mi piace! Così si vive! Le faccio vedere sul mio Ipad un discorso di Mandela dove parla delle eccellenze!
-L’ho visto, e ho anche una bella trascrizione. Se vuoi, te la faccio avere tramite la tua mamma…
-Va bene! Ci conto ma, non le dica a mia madre che abbiamo parlato di sesso.
-Sesso?
-Ora non faccia l’ingenua!
-Sai che hai ragione?
-Vero?
-Vero. Quando io ero giovane, eravamo “didascalici”…

Parigi, quando attendere gli amici diventa un brevissimo master sulla propria ignoranza. 2015 – Maria A. Listur

 

“Everything that is beautiful belongs to the same time.”

Oscar Wilde

-When you were young, we didn’t have the facilities that we have now!
-How old are you Madam?
-Don’t be so formal! You can be more familiar!
-How old are you?
-Eighteen.
-I think that the facilities change according to the status, the education, our own limits, I don’t think it’s just a question of age…
-Do you mean to tell me that the renaissance was better?
-Excuse me?
-This is the best time ever existed!
-Certainly this moment is the best, now.
-No no no! I didn’t mean to sound like a guru! I am talking about technology…
-Guru?
-You seem more evanescent! Anyhow I meant to say technology and sex!
-Ah!
-Are you embarrassed? Uhhh! You are indeed!
-Do you see me embarrassed?
-I feel you are embarrassed.
-I am not embarrassed. I said “Ah!” because I like the topic but I could never observe it with the eyes of a young person. I am listening.
-I am finished.
-I thought you were about to enunciate something, a hypothesis…
-I don’t enunciate! I live…
-Ah!
-You are judging me.
-Judging? When?
-Just now…I can see your eyes saying “Easy to live when you are just eighteen years old!”
-Was I thinking this, now?
-Yes! And not only that!
-You are wrong…
-I am not wrong… My mother says you are a very fast woman!
-To cook and clean…
-Now you want to seduce me with your fake humbleness?
-You think I am a fake humble person?
-Yes.
-You are wrong.
-You are sincere?
-I am not humble.
-I like that! This is living! I’ll show you on my iPad a speech by Mandela, where he talks about excellences!
-I have seen it, and I have also a nice transcription. If you want, I can give it to you through your mother…
-All right! I am counting on it but, don’t tell my mother that we have talked about sex.
-Sex?
-Now don’t be silly!
-You know that you are right?
-Really?
-Really. When I was young, we were “didactic” …

Paris, when waiting for friends becomes a very short master on our own ignorance. 2015 – Maria A. Listur

BUON NATALE/MERRY CHRISTMAS

Quante versioni di Gesù!
Quante del Cristo!
Tutte vere…
Tutte menzognere.
Io scelgo quella del mago,
dell’allievo della vergine,
dell’alunno del discernente,
tremolante alla volontà del padre.
Padre!
Del redento! Mai crocefisso.
Scelgo quella del figlio;
quello nuovo.
Nato.

Sebastian Laban ph

SEBASTIAN LABAN ph

Parigi, quando si fa luce – 2015 – Maria A. Listur

 

MERRY CHRISTMAS

So many versions of Jesus!
So many of Christ!
All real…
All fakes.
I choose the one of the wizard,
of the disciple of the virgin,
of the student of the one who discerns,
trembling at the father’s will.
Father!
Of the redeemed! Never crucified.
I choose the one of the son;
the new one.
Born.

Paris, when it becomes light – 2015 – Maria A. Listur

“L’avvenire è di coloro che non sono disillusi.”/“The future belongs to those who are not deluded.”

Georges Sorel

-Lo possiamo aiutare? Vero? Vero?
-Vediamo…
-Sì, ti prego… Aiutiamolo…
-Vediamo… Ancora è presto…
-Ti prego…
-Ancora è presto…
-Aiutiamolo, ti prego, aiutiamolo…
-Vediamo… Risponde una voce femminile, dolcissima, nella lingua che ha il suo fuoco nella gola.

L’altra voce, del fuoco ancora tenero, risponde:
-Mamma! Non possiamo lasciarlo fare tanto sforzo.
-Non fa sforzo!
-Lui è là da tanti giorni!
-Attende!
-Mamma! Si stancherà…
-Vedrai che il giorno di Natale sarà a casa è non noterai la fatica!
-Allora è proprio lento!
-Sì… Un po’…
-Ahhh…
-Ahhh?
-Ora capisco perché non è più una sorpresa…
-Non lo è?
-No…
-Mi dispiace.
-Anche a me.
-Avresti voluto non vederlo prima di Natale?
-Avrei voluto che non fosse di pezza…

Decido di affacciarmi dalla finestra, vedo una madre e il suo piccolo figlio che, in silenzio, guardano verso una delle ringhiere haussmanniane dell’edificio dove, dal secondo piano, pende un Père Noël di pezza, in sovrappeso e che sembra terrorizzato dal vuoto.

La madre guarda il suo bambino con aria disperata, dice:
-Anche se è di pezza ed è arrivato troppo presto, possiamo dargli una mano… No?

Il bimbo reagisce velocemente col corpicino e col viso, prima ancora di dire:
-Mamma! Sì! Nascondiamolo fino a Natale! Sì deve riposare!

Parigi, con il cuore a forma di stella, nella gratitudine d’incontrare la fiducia. 2015 – Maria A. Listur

 

“The future belongs to those who are not deluded.”

Georges Sorel

-We can help him? Right? Right?
-We’ll see…
-Yes, I beg you… Let’s help him…
-We’ll see… It’s too soon…
-I beg you…
-It’s too soon…
-Let’s help him, I beg you, let’s help him …
-We’ll see… A feminine voice replies, sweetly, in the language that has its fire in the throat.

The other voice, of the yet tender fire, replies:
-Mom! We can’t leave him doing so much effort.
-He is not!
-He is being there for so many days!
-He is waiting!
-Mom! He’ll get tired…
-You’ll see that on Christmas day he’ll be home and you won’t notice so much effort!
-So he must be very slow!
-Yes… A bit…
-Ahhh…
-Ahhh?
-Now I understand why it is not a surprise anymore…
-Isn’t it?
-No…
-I am sorry.
-Me too.
-You wish you hadn’t see him before Christmas?
-I wish he wouldn’t be made of rag…

I decide to look out the window. I see a mother and her little son that, quietly, are looking towards one of the Haussmann style hand rails of the building where, from the second floor, a Father Christmas of rag is hanging, overweight and that seems to be petrified by the emptiness
The mother is looking at her son desperately, she says:
-Even if he is made of rag he arrived too early, we can help him… No?

The boy reacts quickly with his little body and his face, even before saying:
-Mom! Yes! Let’s hide him until Christmas! He’s got to rest!

Paris, with the heart star shaped, in the gratitude of encountering the faith. 2015 – Maria A. Listur

DONO/GIFT

Muore lei,
si solleva dalla sua illusoria realtà
si stacca dai capelli tremolanti dell’ora.
E si porta via l’astio, la solitudine.
Muore finalmente!
Muore con difficoltà!
Dopo lenta agonia decennale… Muore;
e rallegra tutto lo spazio che lei
– la voglia di discutere –
si è permessa di occupare.

IMG_0876

Bianco, dett. – 2009 – Maria A. Listur

Roma, dove il freddo marmo illumina.
2015 – Maria A. Listur

 

GIFT

She dies,
she lifts herself up
from her deluded reality
she pulls off her trembling hairs
of the hour.
And takes away the hatred,
the solitude.
She dies finally!
She dies with struggle!
After slow decennial agony…
She dies
and she delights all the space that
she,
the desire of arguing,
allowed herself
to occupy.

Rome, where the cold marble illuminates.
2015 – Maria A. Listur

“Condividere è rendere uguale o rendere uno.”/“Sharing is making equal or making one.”

Found. for Inner Peace

-Buongiorno.
-Buongiorno.
-L’ho vista ieri…
-Scusi ma non la conosco… Dove?
-Alla performance.
-Mmm…
-La sua intenzione è quella di dipingere ?
-Non è un’intenzione, io dipingo.
-Sinceramente, lei crede di dipingere?
-Non credo, lo faccio.
-Io ho visto e provato qualcos’altro… Non glielo saprei dire però…
-Non lo voglio sapere. Anche se fosse la cosa più meravigliosa oppure la più orribile…
-Sicura?
-Appartiene a ieri.
-Ha paura di sapere?
-Non mi serve.
-Serve a me dirglielo.
-Capisco.
-Che bello sentire che ha un musicale accento argentino!
-Grazie.
-Nessuno immaginerebbe la ferocia che c’è dietro.
-Animalità?
-Una belva.
-Soltanto una belva?
-Ferita.
-Guarita.

SC-SV-occhi-chiusi

SC-SV-alto

SC-SV-schiena

Stefano Corrias ph per SACRE VOCI/for SACRED VOICES
Performance Gutai insieme a/with Laura Pazzaglia
Cristina Spelti – Daniela Ciotola – Gabriele del Papa
Reggio Emilia – Ottobre/October 2015

Parigi – Roma, ricordo mentre una voce mi richiama alla partenza.

  

“Sharing is making equal or making one.”

Found. for Inner Peace

-Good day.
-Good day.
-I saw you yesterday…
-I am sorry but I don’t know you… Where?
-At the performance.
-Umm…
-Your intention is to paint?
-It’s not an intention, I paint.
-Sincerely, do you think you are painting?
-I don’t think, I do it.
-I saw it and I felt something else… But I couldn’t explain it to you though…
-I don’t want to know. Even if it was the most wonderful thing or the most horrible one…
-Sure?
-It belongs to yesterday.
-Are you afraid of knowing?
-I don’t need it.
-It is necessary to me to tell you.
-I understand.
-It’s nice to hear that you have a musical Argentinean accent!
-Thank you.
-No one could imagine the brutality beyond it.
-Animality?
-A beast.
-Just a beast?
-Wounded.
-Healed.

Paris – Rome, I remember while a voice recalls me to leave.

CARNE AL FUOCO/IRONS IN THE FIRE

Ad Alberto Burri

Mai salvata dal suo fuoco.
Mai vittima
semmai
ardente fiamma!
Oppure plastica, legno,
guerra, acrilico, sangue
ferro, polvere, brace…
Lacrime.
Qualsiasi cosa avrei voluto
pur di esserci
Perlomeno,
sotto ai tuoi piedi,
sabbia.

Alberto-Burri,-dett

Alberto Burri, dett. – GNAM, Roma

Parigi, mentre il silenzio ricorda.
2015 – Maria A. Listur

 

IRONS IN THE FIRE

To Alberto Burri

Never saved from his own fire.
Never a victim
if anything
burning flame!
Or plastic, wood,
war, acrylic, blood
iron, dust, ember…
Tears.
Anything I would wanted
in order to be there
At least,
under your feet,
sand.

Paris, while silence remembers.
2015 – Maria A. Listur

“La violenza è una mancanza di vocabolario.”/“Violence is lack of vocabulary.”

Gilles Vigneault

-Sarebbe bene se lei si permettesse di utilizzare i suoi aspetti più infantili…
-A cosa servirebbero?
-A perdere il controllo, a lasciar andare la logica, a rinunciare ai significati, a perdere la paura della violenza…
-E secondo lei, questo servirebbe all’organizzazione dello spettacolo?
-Sì.
-Ha dei figli?
-No.
-E perché?
-Non lo so… Non li ho. Punto.
-Sposato?
-Divorziato.
-E perché?
-Per… Perché… Che ne so! Cosa c’entra?
-Sto facendo quello che mi ha chiesto.
-Le ho chiesto di stare in una posizione infantile non di farmi un interrogatorio.
-Per me non è un interrogatorio… È la mia tappa infantile dei perché?
-Allora cambi tappa!
-Quale vuole?
-Non lo so! Scelga lei! Faccia come vuole!
-Guardi che i bambini sono logici, sanno tenere il controllo della situazione e sono fedeli ai significati… Siamo noi che non capiamo il loro linguaggio…
-Provi ad andare verso un periodo prima dei giochi…
-Se vuole che perda il controllo, sappia che non ho bisogno di diventare una bambina…
-Provi.
-Lei è pronto?
-Cosa vuol dire?
-Mi deve stringere tra le braccia. Mi deve sorreggere.
-Mi pone in una situazione troppo ambivalente.
-Guardi che se non mi tiene tra le braccia io non faccio la neonata…
-E perché?
-Perché non funziona l’essere abbandonati a se stessi.
-Ma lei è un’adulta.
-Che sa perdere il controllo senza bisogno di tornare all’infanzia.
-Lei è ingestibile!
-No… Sono un bebè che sa cosa significa costruirsi le braccia giuste per crescere!

Dove creare è anche delimitare. 2015 – Maria A. Listur

 

“Violence is lack of vocabulary.”

Gilles Vigneault

-It would be good if you would allow yourself to utilize your most childish aspects…
-What could they be useful for?
-To lose control, to let logic go away, to give up on meanings, to lose the fear of violence
-And according to you, this would be useful to the organization of the show?
-Yes.
-You have kids?
-No.
-And why?
-I don’t know… I don’t. That’s it.
-Married?
-Divorced.
-And why?
-For… Because… I don’t know! What’s got to do with anything?
-I am doing what you have asked me to do.
-I told you to place yourself in a childish position not to interrogate me.
-To me it’s not an interrogation… It’s my childish stage of whys?
-Then change stage!
-Which do you want?
-I don’t know! You choose! Do as you please!
-Well kids are logical, they can keep under control the situation and are loyal to language… It’s us who do not understand their language…
-Try to go back to a time before the games…
-If you want me to lose control, you better know that I have no need of becoming a girl…
-Try.
-Are you ready?
-What do you mean?
-You have to hold me in your arms, you have to hold me.
-You put me in a situation too much ambivalent.
-Look if you don’t hold me in your arms I won’t do the newborn…
-And why?
-Because it doesn’t work to be abandoned to ourselves.
-But you are an adult.
-That can lose control without having the necessity to go back to childhood.
-You are unmanageable!
-No… I am a newborn that knows what it means to create the right arms for herself in order to grow up!

Where creating is also delimiting. 2015 – Maria A. Listur