“La violenza è una mancanza di vocabolario.”/“Violence is lack of vocabulary.”

Gilles Vigneault

-Sarebbe bene se lei si permettesse di utilizzare i suoi aspetti più infantili…
-A cosa servirebbero?
-A perdere il controllo, a lasciar andare la logica, a rinunciare ai significati, a perdere la paura della violenza…
-E secondo lei, questo servirebbe all’organizzazione dello spettacolo?
-Sì.
-Ha dei figli?
-No.
-E perché?
-Non lo so… Non li ho. Punto.
-Sposato?
-Divorziato.
-E perché?
-Per… Perché… Che ne so! Cosa c’entra?
-Sto facendo quello che mi ha chiesto.
-Le ho chiesto di stare in una posizione infantile non di farmi un interrogatorio.
-Per me non è un interrogatorio… È la mia tappa infantile dei perché?
-Allora cambi tappa!
-Quale vuole?
-Non lo so! Scelga lei! Faccia come vuole!
-Guardi che i bambini sono logici, sanno tenere il controllo della situazione e sono fedeli ai significati… Siamo noi che non capiamo il loro linguaggio…
-Provi ad andare verso un periodo prima dei giochi…
-Se vuole che perda il controllo, sappia che non ho bisogno di diventare una bambina…
-Provi.
-Lei è pronto?
-Cosa vuol dire?
-Mi deve stringere tra le braccia. Mi deve sorreggere.
-Mi pone in una situazione troppo ambivalente.
-Guardi che se non mi tiene tra le braccia io non faccio la neonata…
-E perché?
-Perché non funziona l’essere abbandonati a se stessi.
-Ma lei è un’adulta.
-Che sa perdere il controllo senza bisogno di tornare all’infanzia.
-Lei è ingestibile!
-No… Sono un bebè che sa cosa significa costruirsi le braccia giuste per crescere!

Dove creare è anche delimitare. 2015 – Maria A. Listur

 

“Violence is lack of vocabulary.”

Gilles Vigneault

-It would be good if you would allow yourself to utilize your most childish aspects…
-What could they be useful for?
-To lose control, to let logic go away, to give up on meanings, to lose the fear of violence
-And according to you, this would be useful to the organization of the show?
-Yes.
-You have kids?
-No.
-And why?
-I don’t know… I don’t. That’s it.
-Married?
-Divorced.
-And why?
-For… Because… I don’t know! What’s got to do with anything?
-I am doing what you have asked me to do.
-I told you to place yourself in a childish position not to interrogate me.
-To me it’s not an interrogation… It’s my childish stage of whys?
-Then change stage!
-Which do you want?
-I don’t know! You choose! Do as you please!
-Well kids are logical, they can keep under control the situation and are loyal to language… It’s us who do not understand their language…
-Try to go back to a time before the games…
-If you want me to lose control, you better know that I have no need of becoming a girl…
-Try.
-Are you ready?
-What do you mean?
-You have to hold me in your arms, you have to hold me.
-You put me in a situation too much ambivalent.
-Look if you don’t hold me in your arms I won’t do the newborn…
-And why?
-Because it doesn’t work to be abandoned to ourselves.
-But you are an adult.
-That can lose control without having the necessity to go back to childhood.
-You are unmanageable!
-No… I am a newborn that knows what it means to create the right arms for herself in order to grow up!

Where creating is also delimiting. 2015 – Maria A. Listur

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