“La vita non è un ristorante ma un buffet. Lasciatevi servire.”
/“Life is not restaurant but a buffet. Let yourself be served.”

Dominique Glocheux

-Buongiorno.
-Buongiorno.
-Attende per la visita?
-Sì.
-E non è meglio stare dentro?
-Non c’è un “dentro”, si aspetta fuori fino alla chiamata delle guide.
-Freddo eh?
-Oggi c’è un bel sole.
-Sole? Non mi dica che questo qui le sembra un sole.
-Veramente non mi sembra… Lui è un sole, il sole.
-Si vede che non conosce il vero Sole!
-Dove risiede il suo vero sole?
-In Nicaragua.
-Ah!
-Dovrebbe andarci.
-Sono nata in Sudamerica.
-Allora mi faccia il piacere! Come può chiamare sole questo pianto di luce!
-Che bella espressione… Io lo chiamo sole perché è anche il mio…
-Ma se tra poco piove! Io detesto questo clima.
-Io invece mi trovo bene.
-È deprimente!
-Può darsi.
-Le piace deprimersi? No… Scherzo! Le piace veramente?
-Sì. Questo cambiamento continuo mi solleva, mi fa aderire di più ai cambiamenti della vita.
-Io invece amo la stabilità del cielo blu, del sole, dell’orizzonte calmo.
-Allora che viene a fare qui?
-In quale senso?
-Questo progetto di condivisioni di spazi implica un’accoglienza costante delle persone che già abitano il posto e che non hanno legami con l’arte.
-Vengo a provare.
-Cosa?
-Se posso condividere.
-E se non potrà?
-Me ne andrò.
-E la gente?
-E lei signora? Lei è sicura di condividere?
-Non ho bisogno di essere sicura, condividere è l’unica cosa che voglio.
-Diciamo che lei si sente un po’ come il sole…
-Non ci conosciamo e lei è già diventato sarcastico?
-Beh… lei mi sembra troppo magnanima! Crede sia possibile condividere tutto?
-Non ho mai detto la parola “tutto”… Almeno dobbiamo accettare che il sole è sempre uno.

Parigi, di fronte a un ospedale dove le sale diventeranno degli atelier. 2016 – Maria A. Listur

 

“Life is not restaurant but a buffet. Let yourself be served.”

Dominique Glocheux

-Good day.
-Good day.
-Are you waiting for the visit?
-Yes.
-Isn’t it better to wait inside?
-There is no “inside”, we wait outside until the guides call us.
-Cold uh?
-Today there is a nice sun.
-Sun? Don’t tell me that this one looks like a sun to you.
-Actually it isn’t like… He is a sun, the sun.
-I can tell that you don’t know the real Sun!
-Where does your real sun reside?
-In Nicaragua.
-Ah!
-You should go.
-I was born in South America.
-So give me a break! How can you call this cry of light the sun!
-Nice expression… I call it sun because it is also mine…
-But it is almost about to rain! I hate this weather.
-On the contrary I like it here.
-It’s depressing!
-Could be.
-Do you like to be depressed? No… I am joking! You really like it here?
-Yes, this continuous changing lifts me up, it makes me accept more the changes in life.
-I love the stability of the blue sky, of the sun, of the calm horizon instead.
-So why do you come here?
-In what sense?
-This project of sharing spaces entails a constant welcoming of those people who live already in this place and have no connection to art.
-I come to test.
-What?
-If I can share.
-And if you won’t be able to?
-I will leave.
-And the people?
-And you madam? Are you sure you can share?
-I don’t need to be sure, sharing is the only thing I want.
-We could say that you are like the sun…
-We don’t know each other and you are already becoming sarcastic?
-Well… you seem too magnanimous to me! You think it’s possible to share everything?
-I have never used the word “everything”… Though we have to accept that the sun is always one.

Paris, in front of a hospital where the rooms will become ateliers. 2016 – Maria A. Listur

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