RELIGIEUSE/RELIGIOUS

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RELIGIOUS

When the internal dialogue
became just an image
every heart appeared more vivid
the nudity reflected by every heart was mine
wisdom and pain of those hearts that I felt in me was also their light.
Since then, I wash each slag,
I let go lightness, every weight.
I strip memories from the teachings
it’s the purpose, the path; now sense, color
education, and sound also.
Constant like the water falling from the mountains
from me I scratch off the sorrow of each doctrine,
in the dawn I jump off
– like a suicide victim from the bridge
who in the falling discovers the water near –
and I save myself, every time, in every moment
to say from inside of my immature body:
“I am saved!” “Once again!”
And those hands that deprived me
or that chest that made me an orphan
become an unusual mother
vitality and concreteness of the father
playful brothers and sisters,
sweet breeze of autumn.
I gently graze the waters
refresh the feathers, the pores,
the bleeding wings,
Inhale, exhale,
and with the belly full of solemn laughs
I rise to see and illuminate
all the dead ones,
all the living,
this skin,
new and secular.

Paris, 2016 – Maria A. Listur
Nori Irto ph

COSE/THINGS

Una, ventitré oppure mille
le cose che si ammirano
comprano oppure scambiano
e tu, amore mio, sempre lo stesso
parte di ogni filo, della luce,
della valigia che non si vede.

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Baratto nella Casa di Luce/Trade in the House of Light
Gubbio, 2016

Parigi, essenziale, quasi vuota. 2016

 

THINGS

One, twenty-three or a thousand
the things that are being admired
bought or traded
and you, my love, always the same
part of each thread, of the light,
of the suitcase that isn’t seen.

Paris, essential, almost empty. 2016

“Il mondo è diventato un grande magazzino, provvisto di cose che vengono consumate rapidamente – cose che riempiono tanto il cielo quanto la terra.”/“The world has become a department store, with things that are consumed rapidly – things that fill up the sky as well as the earth.”

Byung Chul-Han

-Signora…
-…
-Signora…
-…
-Signora!
-Ah! Mio dio! Che succede?!
-L’ho chiamata tre volte! Mi ha fatto paura!
-Lei mi ha fatto paura! Come le viene in mente di urlare a una persona che dorme!
-Non mi è sembrata addormentata!
-Meno male che non ho l’età della bell’addormentata del bosco né lei quella del principe azzurro altrimenti mi ristecchiva!
-Scusi scusi scusi!!
-Perché urla?
-Perché mi sono impaurito!
-Si figuri l’effetto che ha fatto a me!
-Mi è parsa… Come dire… Morta… Scusi…
-La prossima volta, prima di…
-Ah no! Non me lo faccia di nuovo!
-Non parlo di me… Parlo di chiunque lei troverà che si riposa: prima guardi se respira, s’è veramente immobile…
-Lei mi è parsa immobile…
-Mi ha guardato bene?
-Sì… E poi…
-E poi?
-Le cadevano delle lacrime dagli occhi chiusi, come mia zia Aurélie…
-Cosa?
-Sì, lei ha pianto e io ho ricordato che quando mia zia Aurélie è morta, molto giovane, dentro la bara le uscivano delle lacrime dagli occhi…
-Lei è sicuro che non fosse già in stato di decomposizione?
-Signora!
-Beh! Lei mi vede morta, mi risveglia urlando, mi dice che somiglio a sua zia piangente nella bara ed io non ho il diritto di porle una domanda? Scusi eh!
-Eh no! Non queste cose! Non si può parlare della morte senza rispetto!
-Ho capito. Meglio le lacrime dei morti che quelle dei vivi vero? Per cosa mi ha svegliato?
-Stiamo chiudendo il giardino e deve uscire.
-Ha già avvertito tutti gli altri?
-Signora, ho usato il megafono…
-Ed io sono l’unica che non ha sentito?
-Esattamente. Ora capisce?
-Cosa?
-Che è sorda oppure morta!
-Né sorda né morta! Rilassata!
-Allora provi a vendere il suo metodo di rilassamento perché sembra funzioni molto bene!
-E lei si informi sulla funzione delle lacrime dei dormenti…
-E se domani me lo spiega lei?
-Accetto soltanto se barattiamo… Che ne dice di una lezione sulla funzione delle lacrime durante il rilassamento con… ?
-Un tronchetto di rosa damascena che essuda o piange, decida lei, e che non riesco a curare… Se la prende?
-Ha mai provato a odorare della rosa le sue lacrime?

Parigi, sul prato del mio paradiso del popolo – 2016, Maria A. Listur

 

“The world has become a department store, with things that are consumed rapidly – things that fill up the sky as well as the earth.”

Byung Chul-Han

-Madam…
-…
-Madam…
-…
-Madam!
-Ah! My God! What’s happening?!
-I have called you three times! You scared me!
-You scared me! How could you even think of screaming to a person who is sleeping!
-You didn’t seem asleep!
-Good thing that I don’t have the age of sleeping beauty neither you the age of prince charming otherwise you would have killed me twice!
-Sorry sorry sorry!!
-Why are you screaming?
-Because you scared me!
-Let alone the effect it had on me!
-You seemed… How to say it… Dead… Sorry…
-Next time, before…
-Ah no! Don’t’ you do that again to me!
-I am not talking about myself… I am talking about whoever you find here resting: first look if he/she is breathing, if he/she is really motionless…
-You seemed motionless…
-Have you look at me well?
-Yes… And then…
-And then?
-Tears were falling from you closed eyes, like my aunt Aurélie…
-What?
– Yes, you were crying and I remembered that when my aunt Aurélie died, very young, inside the coffin tears were dropping from her eyes…
-Are you sure she wasn’t already decomposing?
-Madam!
-Well! You thought I was dead, woke me up screaming, told me that I remind you an aunt crying in the coffin and I have no right to ask you a question? Excuse me!
-Well no! Not this thing! You can’t talk about dead without respect!
-I got it. Better the tears of dead ones than those of the alive ones right? Why did you wake me?
-We are closing the garden and you have to leave.
-Have you told it everybody else?
-Madam, I used the megaphone…
-And I am the only one that didn’t hear you?
-Exactly. Now do you understand?
-What?
-That you are either deaf or dead!
-Neither deaf nor dead! Relaxed!
-Then try selling your method to relax because it seems working very well!
-And you inform yourself about the function of the tears for sleeping people…
-What if you explain it to me tomorrow?
-I accept only if we do a trade… How about a lesson on the function of the tears during relaxation with… ?
-A branch of the Damascus Rose that exudes or cries, you choose, and that I can’t cure… Do you want it?
-Have you ever tried sensing of the rose its tears?

Paris, on the lawn of my paradise of the people – 2016, Maria A. Listur

NESSO/CONNECTION

Quanti spazi di sconosciuta solidarietà
dallo spirito che è corpo sussurrano:
“Accetta ciò che è. Già è.”

PZTR5692

Nidos – Agosto 2016, insieme a BIEN NACIDOS and Co.

Nel cuore dell’Italia, nidi. 2016 – Maria A. Listur

 

CONNECTION

So many spaces of unknown solidarity
from the spirit that is body they whisper:
Accept what it is. Already is.

In the heart of Italy, nests. 2016 – Maria A. Listur

SENSO/SENSE

Tutto nello sguardo,
anche l’assassinio,
la pietas, la verità.
Tutto!
Tutto l’amore che si sa.

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Georges de la Tour – Il nuovo nato, dettaglio
Rennes, Francia

Parigi, dove dal cielo cadono diamanti.
2016 – Maria A. Listur

 

SENSE

Everything in the glance,
the assassination too,
the pietas, the truth.
Everything!
All the love that is known.

Paris, where diamonds fall from the sky.
2016 – Maria A. Listur

“Impariamo l’umiltà accettando allegramente l’umiliazione.”/“Let’s learn humbleness joyously accepting the humiliation.”

Madre Teresa di Calcutta

-Come ti senti?
-Bene.
-Bene?
-Sì.
-E come fai?
-Che vuol dire “come fai”?
-Come fai a “sentirti” bene?
-Accetto.
-E quando hai imparato?
-Che cosa? Il colpo di un no?
-Non semplificare… Questo non è stato un no.
-Ah no? E cosa è stato?
-Un no dopo averti assicurato il lavoro.
-Hai ragione.
-Un no dopo sei mesi di messaggi, complimenti, belle parol…
-Vuoi che ti passi un coltello?
-Mi dispiace farti vedere la realtà! Tuttavia la devi vedere! La realtà è questa: che tu…
-Ohh! Ti disturba che io accetti? Che non mi stia tirando i capelli?
-Beh! Non mi disturba però mi turba… Non capisco come fai a non arrabbiarti un po’!
-Non posso.
-Ma dai! Io so benissimo di cosa sei capace se ti arrabbi! Tu hai paura della tua rabbia! Ti terrorizza perdere il controllo! Chissà che cosa faresti se tocchi la realtà del tradimento eh? Cosa faresti? Vorrei vedere!
-Tradimento? Io non credo nel tradimento.
-Ah no? Pensa te! E come chiami quello là che ti ha messo contro di me chiamandoti “La Papessa” Non era tuo amico e tuo padre guaritore? Come chiami quel altro che ti lascia con dei progetti appesi nell’agenda? O altri che ti promettono che farà per te delle cose, che terranno alla parola data e poi se ne fregano e ti mandano a fare in c…
-Mmmm… Stai diventando sgradevole… Possiamo mettere da parte le parolacce?
-Che educazione! Correggi loro! Dì loro che non ti insultino! Che non ti usino! Non lo dici tu? Lo dico io: si chiama tradimento! Ascolta bene! Tradimento.
-Sono a disagio.
-Ecco la via di mezzo che non mi piace… Il mezzo per giustificarli tutti! Ora parlami di perdono è abbiamo finito!
-Mi stai facendo sentire a disagio!
-Adesso non mi dire che sei tu la responsabile di certi adulti che…
-Sono io che ci ho creduto… Smetti di arrabbiarti… È più facile che sia tu a non sopportare la mia accettazione piuttosto che io smetta di credere…

Parigi, quando le ali di Beckett e quelle di Godot nutrono ogni gesto. 2016 – Maria A. Listur

 

“Let’s learn humbleness joyously accepting the humiliation.”

Madre Teresa di Calcutta

-How do you feel?
-Good.
-Good?
-Yes.
-And how you do it?
-What do you mean by “how you do it”?
-What makes you “feel” well?
-I accept.
-And when did you learn?
-What? The shock of a no?
-Don’t simplify… That wasn’t just a no.
-Really? And what was it?
-A no after guaranteeing a job.
-You are right.
-A no after six months of messages, compliments, nice words…
-Do you want me to hand you a knife?
-I am sorry showing you reality! But you have to see it! The reality is this: that you…
-Hey! Are you bothered that I accept? That I am not ripping my hair off?
-Well! It doesn’t bother me but it does worry me… I don’t get why don’t you get upset a little!
-I can’t.
-Come on! I know well what you are capable of if you get mad! You are afraid of rage! You are terrified of losing control! Who knows what you would do if you touch the reality of betrayal uh? What would you do? I’d like to watch!
-Betrayal? I don’t believe in betrayal.
-Ah no? Imagine that! And how do you call that man that put you against me calling you “The Pope woman”. Wasn’t he your friend and your healing father? How do you call that other one that leaves you with projects hanging on the schedule? Or others who promise you to do certain things, that they will keep their words and afterwards they just fuck up…
-Mmmh… You are becoming unpleasant… Can we leave the bad language out?
-How educated! Correct them! Tell them not to insult you! Not to use you! You don’t say it? I will: It’s call betrayal! Listen well! Betrayal.
-I fell uncomfortable.
-This is the middle ground that I don’t like… A way to justify them all! Now talk to me about forgiveness and we are done.
-You are making me feel uncomfortable!
-Now don’t tell me that you are responsible for certain adults that…
-It was me who believed in them…Stop getting upset…It’s easier that is you who can’t stand my acceptation rather than I stop believing…

Paris, when Beckett’s wings and those of Godot nourish every gesture. 2016 – Maria A. Listur

DI CANDORI, FATTA/OF CANDOR, MADE

Spesso mi sembra di aver bisogno di poco,
di economizzare, di trattenere solo quel che serve
fintantoché non incontro:
la sete di chi si è seduto accanto al fiume,
la tristezza di chi mente,
la solitudine dei vizi,
la paura dietro il dimenticare,
la morte che sembra vita.
Mi sembra… Fintantoché.

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Daniela Ciotola ph, 2016 – Villeneuve Les Avignon

Parigi di pioggia, come stelle cadenti.
2016 – Maria A. Listur

 

OF CANDOR, MADE

Often it seems to me that I am in need of little,
of economizing, of holding only what is necessary
until I meet:
the thirst of who is sitting next to the river,
the sadness of who lies,
the loneliness of the vices,
the fear behind the forgetting,
the death that seems life.
It seems to me… Until.

Paris of rain, like shooting stars.
2016 – Maria A. Listur