“La pace non conosce i paragoni.”/“Peace doesn’t know comparisons.”

Found. for Inner Peace

-Oh mio Dio! Non le sopporto più!
-Muoviamoci…
-Non ci riesco! Preferisco rientrare!
-Tranquilla… Vieni con me.
-Non ci riesco!
-Va bene. Possiamo sederci al bar di fronte o vuoi proprio rientrare?
-Bene per il bar.

Attraversiamo, chiediamo dell’acqua. Lei dice:

-Ma come fai? Non riesco a sopportare le sirene!
-Allora non potremo fare neanche una passeggiata!
-Me lo dovevi dire che era così forte! Sembra il periodo del processo militare!
-Quale di tutti?
-Argentina! E non cercare di tranquillizzarmi con lezioni di storia!
-Te l’ho chiesto perché io non ricordo le sirene…
-Ah no? E cosa ricordi?
-I gas lacrimogeni…
-E gli spari?
-Le “sgommate” delle macchine Falcon.
-Quelle le hai visto al cinema perché di giorno non le vedevamo…
-Comunque non ricordo le sirene, le ambulanze, i pompieri…
-Il suono mi fa stare male, punto!
-Ora che l’hai detto, te la senti di fare una passeggiata al giardino del Lussemburgo? Ti vorrei far vedere due cosine…
-Proviamo. Scusa per la domanda… Non è stata molto carina…
-Quale domanda?
-Se non la ricordi non te la rifaccio.
-Grazie.
-Scusa, perdonami… Qualche volta dimentico le cose che so della tua vita, vivere lontane mi fa perdere un po’ la prospettiva e ti adatto alla mia vita, a quello che non sei più.
-E bene ricordare che amo ricordare la morte, questa è una chiave che non cambia.
-Certo.
-Io benedico l’essere richiamata alla vita da qualcosa che succede in tutto il mondo e che spesso si dimentica…
-Un giorno in più.
-“Por un minuto de amor, por un instante de calma, por un rayito de sol, te entrego toda mi alma…” Chi era che la cantava?
-Dimenticato…

Parigi, con il cuore e lo stomaco di un’amica, tra le mani. 2016 – Maria A. Listur

 

“Peace doesn’t know comparisons.”

Found. for Inner Peace

-Oh my God! I can’t stand them anymore!
-Let’s move…
-I can’t! I’d rather go back!
-Relax… Come with me.
-I can’t!
-Al right. We can sit at the cafe across the street or do you want to go back?
-The cafe is fine.

We cross the road, ask for some water. She says:

-How do you manage? I can’t bear the sirens!
-That means that we won’t even be able to take a walk!
-You should have told me that it was so strong! It’s feels like during the military trials.
-Which ones of all?
-Argentina! And don’t try to calm me down with history lessons!
-I have asked you because I don’t remember the sirens…
-Really? And what do you remember?
-The tear gases …
-And the shootings?
-The “wheel spins” of the Falcon cars.
-Those I think you saw at the movies because during the day we wouldn’t see them…
-Anyhow I don’t remember the sirens, the ambulances, the firefighters…
-The sound just makes me sick, and that’s that!
-Now that you have said it, do you feel like taking a walk at the Luxemburg’ park? I’d like to show you a couple of things…
-Let’s try. Sorry for the question… It wasn’t very nice…
-What question?
-If you don’t remember it I won’t ask you again.
-Thanks.
-Sorry, forgive me… Sometimes I forget the things I know about your life, leaving far apart makes me lose a little the perspective and I adapt you to my life, to what you are not anymore.
-It’s good to remember that I love to remember death, that is a key that doesn’t change.
-Sure.
-I bless being recall to life by something that is happening all over the world and that often is forgotten…
-One more day.
-“For a minute of love, for a moment of peace, for a little ray of sun, I give you all my life…” Who was the singer?
-I forgot…

Paris, with the heart and the stomach of a friend, in my hands. 2016 – Maria A. Listur

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