“La Via perfetta non conosce la bruttezza, esclude solo ogni preferenza.”/“The perfect path doesn’t know ugliness, it just exclude each preference.”

Shi Jin Mei

-Per me, le cose riattaccate sono soltanto oggetti incollati… Come le riconciliazioni.
-Sono d’accordo.
-Allora non capisco perché riattacca le cose? Non le sembra contradittorio?
-Sono d’accordo con il suo sguardo, non con quello che lei potrebbe divenire.
-E cosa c’entro io?
-Vedere della preziosità nella riconciliazione o riattaccare delle ceramiche con l’oro è parte di una sensibilizzazione… È necessario allenarsi…
-Allora non è attività del cuore ma della mente.
-Sì… Come ascoltarla senza giudicarla o guardare una frattura ed immaginarla risanata dalla luce.

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Kintsugi, 2016 – Maria A. Listur per “La Fabrique” con Arielle de Gasquet

Parigi, mentre in altre nazioni la terra trema, si spacca e insegna.
2016 – Maria A. Listur

 
“The perfect path doesn’t know ugliness, it just exclude each preference.”

Shi Jin Mei

-Things that are reattached are just glued objects, to me… Like the reconciliations.
-I agree.
-So I don’t understand why you reattach things? Don’t you find it contradictory?
-I agree with your look, not with what you could become.
-And what does this have to do with me?
-Seeing the preciousness in the reconciliation or reattaching some ceramics with gold it is a part of becoming more sensible… It’s necessary to practice…
-Then it’s not a heart but an intellectual activity.
-Yes… Like listening to you without judging or looking to a fracture and imagining it healed by light.

Paris, while in other nations the earth trembles, cracks and teaches.
2016 – Maria A. Listur

CONSONANZA/CONSONANCE

Come si fa, amore mio,
per compilare un calepino tuo e mio
senza traccia
dove ciò che sono e ciò che dico
coincida ed equivalga
a ciò che dico, a ciò che sono
e che aderisca lieve alla tua parola
ai tuoi significati
al tuo corpo che ascolta
che sa di me,
senza la povera linearità
del tempo?

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Particolare mani/Hands detail, Caravaggio
Incredulità di San Tommaso/Incredulity of Saint Thomas

Parigi, quando la brina brilla.
2016 – Maria A. Listur

 

CONSONANCE

How do we, my love,
compile a dictionary, yours and mine
without trace
where what I am and what I say
corresponds and is equivalent
to what I say, to what I am
and that adheres lightly to your word
to your significances
to your body that listens
that knows of me,
without the poor linearity
of time?

Paris, when the dew glows.
2016 – Maria A. Listur

“Non c’è più nessun bosco per gli eremiti.”/“There is no forest for the hermits anymore.”

Elias Canetti

-Naturale?
-Sì, naturale.
-Lei pensa che io sia naturale?
-Ho voluto dire che “a me lei sembra una persona “naturalmente” disponibile e diligente…” ma ora sembra che io l’abbia insultata!
-No… L’insulto dipende così tanto dalla cultura che non so cosa potrebbe risultarmi un insulto…
-Ma… Noto che non ha apprezzato il mio complimento.
-Complimento? Non credo si possa fare un complimento a una persona sconosciuta. Può darsi che si tratti di seduzione o d’interesse ma, complimentarsi implica conoscere, altrimenti quale apprezzamento sarebbe sincero?
-Interesse? Seduzione? No. Ho voluto dirle che avevo notato la sua disponibilità e che sembra un suo comportamento naturale e costante.
-Costante sì, naturale no.
-Beh! Ci stiamo capendo!
-Le auguro una bella giornata. Devo andare.
-Non rimane per il brindisi?
-No.
-L’accompagno.
-Dove?
-Alla porta.
-Non si preoccupi. Rimanga con gli invitati. Conosco l’uscita.
-Voglio.
-Cosa?
-Accompagnarla.
-Bene.

Attraversiamo un giardino lungo sette pini di cento anni. Ogni passo chiede silenzio ma il silenzio si nasconde:

-Non si sente naturale?
-In quale senso?
-Come persona, come donna, come…
-Io non mi riconosco una persona naturale. Sono una costruzione. Lei crede di essere naturale?
-In questo momento mi sento abbastanza naturale e credo che anche lei sia naturalmente distante.
-Si sbaglia, almeno per quanto mi riguarda, io sono una costruzione di quello che voglio, molto ben riuscita.
-Distante?
-Perché voglio.

Parigi, sotto la luce di quello che crediamo di essere.
2016 – Maria A. Listur

 

“There is no forest for the hermits anymore.”

Elias Canetti

-Natural?
-Yes, natural.
-Do you think I am natural?
-I meant to say that “to me you seem a person “naturally” willing and diligent…” but now seems like I insulted you!
-No… The insult depends so much from the culture I don’t know what it could insult me…
-But… I notice that you haven’t appreciate my compliment.
-Compliment? I don’t believe that you can pay a complete stranger a compliment. It might be we are dealing with seduction or interest but, complimenting implies knowing, otherwise what appreciation would be sincere?
-Interest? Seduction? No. I meant to say that I notice your willing and it seems a natural and constant behavior of yours.
-Constant yes, natural no.
-Well! We understand each other!
-I wish you a good day. I have to go.
-Won’t you stay for the toast?
-No.
-I am walking you.
-Where?
-To the door.
-Don’t worry. Stay with your guests. I know the way.
-I want to.
-What?
-Walk you.
-Fine.

We walk across a garden along seven pines of a hundred years. Each step requires silence but silence is hiding:

-Don’t you feel natural?
-In what sense?
-As a person, As a woman, as…
-I don’t find myself to be a natural person. I am a construct. Do you believe you are natural?
-In this moment I feel natural enough and I think that you are being naturally distant.
-You are wrong, at least as far as I am concerned, I am a construct of what I want, very well achieved.
-Distant?
-Because I want to.

Paris, under the light of what we believe to be. 2016 – Maria A. Listur

SPIRITO BESTIALE/BEASTLY SPIRIT

Come il leone, che dell’efferatezza
fa suo riposo
come la formica, perseverante
come il cigno, di furia elegante
come le blatte, che anche pestate
risgorgano in figli
come l’aquila – regale – predatrice dell’equo
come un drago di luce, di ombre,
inavvertibile:
vorrei non tanto divenire
quanto accettarmi.

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Klara Kristalova ceramics art

Parigi, nella luce sofisticata dell’autunno.
2016 – Maria A. Listur

 

BEASTLY SPIRIT

Like the lion, that in the brutality
takes its own rest
like the ant, perseverant
like the swan, of elegant fury
like the cockroach, that even stomped on
gush out children
like the eagle – regal – predator of the fair
like the dragon of light, of shadow,
undetectable:
I wish not to become
but to accept myself.

Paris, in the sophisticated light of autumn.
2016 – Maria A. Listur

“Tutto quello che si ignora si disprezza.”/“All which we ignore we despise.”

Antonio Machado

-La poesia è inutile! Inutile!
-Ed è quello il suo potere.
-Abbiamo bisogno di storie “smart”, veloci! Che ci colpiscano, che non ci permettano di pensare e passino direttamente al messaggio che vogliamo trasmettere!
-Lei sta parlando di pubblicità.
-No! Parlo di letteratura e di teatro! Di cinema, di arte!
-Mi deve scusare ma io non utilizzo il linguaggio che lei desidera utilizzare.
-Lo so! Trasformi i suoi contenuti in quello che io voglio e avrà fatto quello che ci serve.
-Serve a lei, non a me.
-Se lei fosse un po’ più…
-Non lo dica per favore! Non dica niente!
-Un po’ più…
-La prego! Zitto! Non sarò né un po’ più, né un po’ meno di niente… Sono questo e così rimango almeno fino a questa sera…
-La richiamo domani?
-Mi richiami domani.
-Non penso veramente che la poesia sia inutile.
-Invece lo è ma, il suo potere risiede nella necessità di scrivere poesia, a prescindere.

Parigi, quando la percezione del tempo lineare cambia la qualità della vita. 2016 – Maria A. Listur

 

“All which we ignore we despise.”

Antonio Machado

-Poetry is useless! Useless!
-And that is its power.
-We need “smart” stories, fast ones! That blow us, that do not allow us to think
and that convey directly to us the message that we want to give!
-You are talking about advertisement.
-No! I am talking about literature and theatre! About cinema, about art!
-You must excuse me but I don’t use the language that you wish to use.
-I know! Change your contents in what I want and you will have done what is necessary to us.
-It is necessary to you, not to me.
-If you could be a little more…
-Please don’t say it! Don’t say anything!
-A little more…
-I beg you! Hush!
-I won’t be a little more, a little less of anything… I am this
and I will remain like this at least until tonight…
-Shall I call you back tomorrow?
-Call me back tomorrow.
-I don’t really think that poetry is useless.
-It is indeed, its power resides in the necessity of writing poetry, no matter what.

Paris, when the perception of linear time changes the quality of life.
2016 – Maria A. Listur

UNA PARTE DEL MONDO/A PART OF THE WORLD

E quando si guarda il pane quotidiano
le mani dell’eternità traspaiono
instancabili nel darci
della saggezza, l’impeto;
e della fame altrui, le spoglie.

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Manu Brabo ph – Pulitzer 2016

Parigi, nello sguardo visibile degli invisibili.
2016 – Maria A. Listur

 

A PART OF THE WORLD

And when we watch the daily bread
the hands of eternity shines on
relentless in giving
of the wisdom, the impetus;
and of others’ hunger, the relics.

Paris, in the visible glance of the invisibles.
2016 – Maria A. Listur

EDUCAZIONE FONDAMENTALE/FUNDAMENTAL EDUCATION

-Dove ha incontrato il maestro?
-In Argentina, nel 1985.
-Viene da lontano!
-Abito a 200 metri.
-Che fortuna!
-Cosa?
-Abitare vicino all’istituto.
-Io trovo una grande fortuna aver incontrato il dottore a 21 anni.
-Questa è la mia seconda volta ed è veramente interessante.
-Mmmm.
-Se dovessi dire cosa le ha trasmesso di fondamentale?
-Una frase?
-Una frase o un pensiero.
-Preferisco un pensiero.
-Proprio scuola di PNL è?
-Lui non la chiama così.
-E come la chiama?
-Lo chieda a lui… La sua voce sarà più profonda della mia.
-E il pensiero?
-“Chiedere scusa prevede un inchino profondo verso il danno, un riflesso di dolore che è radice della consapevolezza, del rispetto e infine dell’etica” Poi, rise e aggiunse: “E anche dell’etichetta!”

Parigi, su Bv. de Montparnasse ai piedi di chi allungando la sua mano mi diede una nuova vita. 1985 – 2016 – Maria A. Listur

 

FUNDAMENTAL EDUCATION

-Where did you meet the master?
-In Argentina, in 1985.
-You came a long way!
-I live 200 meters from here.
-How lucky!
-What?
-To live near the Institute.
-I find to be luckier to have met the doctor at age 21.
-This is my second time and it’s really interesting.
-Ummm.
-Should you say the fundamental thing he has taught you?
-A phrase?
-A phrase or a though.
-I’d rather say a thought.
-Really NLP style?
-He doesn’t call it like that.
-And how does he call it?
-Ask him… His voice will be deeper than mine.
-And the thought?
-“Apologizing requires a deep bow towards the damage, a reflex of pain that is root of the awareness, of the respect and finally of ethics” then, he smiled and added: “And also of the etiquette!”

Paris, on Blvd. de Montparnasse at the feet of whom reaching out gave a new life. 1985 – 2016 – Maria A. Listur

TRACER L’ÉPHÉMÈRE/TRACING THE EPHEMERAL

-Quando è l’ultima volta che si è innamorata?
-Mai.
-Che tristezza!
-Tristezza? Triste è non amare, non onorare…
-Io non potrei vivere senza le farfalle nello stomaco!
-Io non ho percorso tante vie per così poco.

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11 Novembre 2016

Paris, preparation de l’hommage.
2016 – Maria A. Listur

 

TRACING THE EPHEMERAL

-When was the last time you fell in love?
-Never.
-That sad!
-Sad? Sadness is not loving, not honoring…
-I couldn’t live without butterflies in my stomach!
-I haven’t walked so many trails for so little.

Paris, preparation for the homage.
2016 – Maria A. Listur

PUNTI FOCALI/FOCAL POINTS

Dei miei sogni ho cambiato la luce;
anche la qualità del nero di ogni incubo
e mentre sogno sollevo dal corpo
tutto il tempo che cerca ogni senso,
la fantasia di stare da soli.

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http://www.bouddhismeaufeminin.org

Roma, nutrendosi di luce.
2016 – Maria A. Listur

 

FOCAL POINTS

I have changed the light of my dreams;
and also the quality of the black of each nightmare
and while dreaming I lift up from my body
all the time that searches for each sense,
the fantasy of being alone.

Rome, feeding off the light.
2016 – Maria A. Listur