PRESENZA/PRESENCE

Ogni distanza si annulla
L’impensabile si affaccia
L’irreperibile ha coscienza
La traccia si svela in aromi
Il vuoto ha una cornice
-fu di carne e di ossa-
Odierna memoria.

Pres-I 27.jpg

Pres-II 27.jpg

Luisa Berselli ph – PRESENZA I-II/27
Arco de Palmira, riprod. – Piazza della Signoria, 2017 – FI
Tracer l’éphémère, Paris 11 11 16: Hommage à tous les morts pour la France – MD’art ed.

Parigi-Firenze, 2016/2017
Quando permettiamo che le ali siano tangibili.

 

PRESENCE

Every distance cancels itself
The unthinkable shows itself
The unrepeatable is the conscience
The trace unveils in aromas
The emptiness has a frame
-it was of flesh and bones-
Recent memory.

Paris-Florence, 2016/2017
When we allow the wings to be tangible.

CONTRO-INCONTRO/COUNTER-ENCOUNTER

-Quale senso ha il mare sotto la pioggia, in un abbraccio di grigio?
-Privilegio dei daltonici e di chi ama il mare.

canal blog.jpgMare del Nord/Sea of North

Stretto della Manica, sotto il canto dell’oceano. 2017
Maria A. Listur

 

COUNTER-ENCOUNTER

-What meaning has the sea under the rain, in an embrace of grey?
-Privilege of the color blind people and of those who love the sea.

The English Channel, under the chant of the ocean. 2017
Maria A. Listur

“Posso promettere di essere sincero, non di essere imparziale.”/“I can promise to be sincere, not to be impartial.”

Johann Wolfgang Goethe

-Non ti trovi insincera?
-No.
-Falsa?
-Se le persone non chiedono il tuo parere per quale motivo dovresti darlo?
-Non stiamo parlando di “persone” ma di “amici”.
-Sono persone e quando si tratta di dire qualcosa che contrasta con il loro modo di vivere o di essere non è tanto facile condividere…
-Mai?
-Tutto è soggettivo… Quando mi sono sentita ferita, se ho creduto servisse a qualcosa, ho preferito dirlo.
-Servire a qualcosa?
-Servire alla relazione… Alcune volte, sempre secondo la mia esperienza, non serve. Mi è capitato di avere le persone sedute davanti a me ma non nella relazione…
-Ah…
-… spesso capita che non si accorgono di aver creato distanze e le sentono quando la distanza diventa vuoto.
-Come fai a sapere quando tacere o dire?
-Sono superba negli affetti quindi ingenua, parto dall’alto, ho consapevolezza della mancanza di tempo non soltanto per il mio tempo piuttosto per il tempo della natura, per la sua stanchezza…
-Quindi?
-Quindi, non mi fermo lì dove le persone non si prendono la responsabilità dei loro atti, e invece di proporre come sanare ciò che hanno maltrattato chiedono cosa mai ti abbia allontanato.
-E dove metti i limiti affettivi degli altri?
-Quando si tratta di ricevere non ci sono molti limiti… I problemi scattano quando si dà per scontato che si può contare, che si possono perdere le delicatezze e la cura degli inizi, la “distanza nutriente”. Nel momento in cui una relazione diventa “tacita” e senza “galateo” io non ci sto.
-Mai.
-Mai.
-Quindi? Finisce?
-Non sempre, mi è anche spesso capitato che l’altra persona notasse la mancanza di cura e che facesse una proposta costruttiva quindi si è continuato, meglio di prima, cresciuti, delicatamente migliorati.
-E quando succede a te?
-Cosa?
-Di non curare l’altro?
-Sono stata messa tra gli adulti e le loro mancanze troppo presto nella vita perciò non so smettere di curare le relazioni, ho imparato per sopravvivenza. Ora posso non essere del “gusto” dell’altro tuttavia non smetto mai di ascoltare ma, se diventa tutto tacito, so che posso dire addio…
-E cosa succede con il tuo investimento affettivo?
-Sono cresciuta da orfana…

Parigi, 2017 – Quando il pettine si ammorbidisce per rispettare i nodi.

 

“I can promise to be sincere, not to be impartial.”

Johann Wolfgang Goethe

-Don’t you find yourself insincere?
-No.
-False?
-If people don’t ask for your opinion why should you give it to them?
-We are not talking about “people” but about “friends”.
-They are people and when it’s about saying something that contrasts their way of living or being it is not so easy to share…
-Ever?
-Everything is subjective… When I felt hurt, if I thought that it might have been of service, I have chosen to say it.
-Be of service?
-Be of service to the relation… Sometimes, always according to my experience, it is not necessary, it has happened to me that I had people seated in front of me but not in the relation…
-Ah…
-… it often happens that they don’t realize they have created a distance and they feel it when the distance has become emptiness.
-How do you know when to be quiet and when to say something?
-I am proud in the affections, therefore naïve, I start from above, I am aware of the lack of time not only mine but rather nature’s time, for its tiredness…
-So?
-So, I don’t stop there where people don’t take their responsibilities for their actions, and rather proposing to heal what they have mistreated they ask what was that made you distance yourself.
-And where do you place the others’ affection limits?
-When it is about receiving there are not many limits… The problems start when it is taken for granted that you can count on things, that you can lose the tenderness and the cure of the beginning. The “nutrient distance”. In the moment in which the relation becomes “implied” and with no “manners” you can count me out.
-Always.
-Always.
-So? It ends?
-Not always, it often happens to me that the other noticed his/her lack of care and that he/she made a positive proposition so we carry on, better than before, grown, gracefully improved.
-And when it happens to you?
-What?
-Not taking care of the other?
-I have been put among the adults and their shortages too early in life, therefore I cannot stop caring for the relations, I have learned to survive. Now I might not be in the “taste” of the other however I never stop listening but, if everything becomes implied, I know I can say goodbye
-And what happens with your affection investment?
-I have been brought up like an orphan…

Paris, 2017 – When the comb softens itself to respect the knots. (when it is not necessary to pay for all your sins)

ORNARE/DECORATE

Dove vai amico mio?
Amica mia, dove ti annidi?
Amore…
Quale bacio interrompi?
Quello non dato?
Quello dell’infanzia?
Quello vuoto di erranza?
Oh cielo! Che non sei altro!
Firmamento possibile, limpida burrasca!
Che si possa accettare di non essere luce,
soltanto! Che non si brilli di celeste,
annoiando! Che ci si serri o ci si dilati,
accettando! E che s’impari a dire “addio”
pacificando!

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L’Illusione, sorella di Icaro – Museo Rodin

Parigi, sotto un cielo che insegna i bagliori del buio.
2017 – Maria A. Listur

 

DECORATE

Where are you going my male friend?
My girl friend, where do you hide?
Love…
What kiss are you interrupting?
The one that hasn’t been given?
The one from childhood?
The one empty of wandering?
Oh heaven! Oh you!
Possible firmament, clear storm!
May we be able to accept not being light,
only! Let everything not be in sky blue,
boring! May we shut ourselves or expand ourselves,
accepting! And may we learn to say “goodbye”
pacifying!

Paris, under a sky that teaches the glares of the night.
2017 – Maria A. Listur

“La natura umana è la vera comunità umana.”/“Human nature is the real human community.”

Karl Marx

-Si sente sola?
-Sola?
-Sì, sola.
-Ha mai chiesto a un cinese se si sente cinese?
-Mi sta dicendo di no?
-Le sto dicendo che non comprendo la domanda, capisco cosa vuole dire ma non riesco a rispondere onestamente.
-Onestamente?
-Voglio dire rispondere dopo aver fatto l’esperienza.
-Per lei l’inesperienza è disonestà?
-Non in tutti i casi ma spesso si risponde o si prende posizione senza aver fatto l’esperienza per cui o su chi si risponde, si immagina; e per me, la mente spesso mente… Potrei dire della solitudine ma personalmente non mi sono mai sentita sola.
-Neanche in mezzo al nulla.
-Non so cosa sia il nulla e non conosco il deserto…
-Non c’è bisogno di stare nel deserto per provare il senso del nulla.
-Sono troppo superficiale per lasciarmi prendere di siffatte sensazioni. Io canto, dipingo, scrivo, guardo gli effetti della luce… Non conosco certe profondità dell’animo umano…
-E si occupa d’arte?!
-Sì.
-Senza queste conoscenze, senza “le pagine in bianco”, “la tela vuota” o “la voce afona”, “il dolore alle anche” o “la tristezza del mattino”, “lo spleen, il…
-No… Io sono molto allegra, piango di commozione, per la gioia dell’amore, per i successi degli amici, per l’essere parte, mi arrabbio quando mi serve e lo dico, me ne vado quando non ho altro da dare… Glielo detto, sono molto superficiale.
-Ma… Avrà mai avuto dei tradimenti, delle sofferenze… Avrà anche lei vissuto delle brutte cose!
-Problema degli altri…
-Quindi lei non è stata mai molto cattiva?
-Io sono terribile! Orribile e capace di una furia che lei non può neanche immaginare!
-Ah! E come la mettiamo? E l’allegria?
-Per fortuna so che ogni cosa passa!
-E come fa a creare senza rimanere nelle emozioni, senza abitare i contrasti dei sentimenti, senza conoscere la solitudine e il distacco dal mondo?
-Le sembrerò totalmente banale ma, se io abbraccio troppo un’idea, non la posso raccontare, o dipingere, o cantare, o scrivere… Lasciare andare è per me una prospettiva, non una perdita.
-Quindi lavora sempre da sola.
-No, non ho mai lavorato da sola.
-Vive da sola?
-Provi a chiedere a una persona molto alta se vive da alta.

Attuale quanto Parigi. Scritto quando ancora la visione delle torri non erano casa. 2012 – Maria A. Listur

 

“Human nature is the real human community.”

Karl Marx

-Do you feel lonely?
-Lonely?
-Yes, lonely.
-Have you ever asked to a Chinese if he feels Chinese?
-Are you telling me that you don’t?
-I am telling you that I don’t understand the question, I understand what it means but I can’t answer honestly.
-Honestly?
-I mean answer after I have done the experience.
-For you, inexperience is dishonesty?
-Not in all cases but often we answer or we take a position without having had the experience for which or to which we answer, we imagine; to me, the mind often lies… I could talk about solitude but personally I have never felt alone.
-Not even in the middle of nothing.
-I don’t know what it is the nothing and I haven’t experienced the desert…
-It’s not necessary to be in the desert to feel the sense of nothingness.
-I am too superficial to let myself being taken by such sensations. I sing, paint, write, watch the effect of the light… I don’t know certain deepness of the human soul…
-And you deal with art?!
-Yes.
-Without this awareness, without “the blank pages”, “the empty canvas” or “the aphonic voice”, “the pain in the hips” or “the sadness of the mornings”, “the spleen, the…
-No… I am very happy, I cry for the emotions, for the joy of love, for the success of my friends, for being part of, I get angry when it is necessary to me and I say it, I leave when I have nothing else to give… I told you I am very superficial.
-But… You must have had betrayals, sufferings… You too have experienced ugly things!
-Other’s problems…
-So you have never been very bad have you?
-I am terrible! Horrible and able of a fury that you can’t even imagine!
-Ah! So what’s the deal? And the happiness?
-Luckily I know that everything passes!
-And how can you create without remaining in the emotions, without inhabiting the contrasts of the emotions, without knowing the solitude and the detachment from the world?
-I might seem totally dull but, if I embrace an idea too much, I can’t tell about it, or paint it, or sing it, or write it… Letting go is to me a perspective, more than a loss.
-Therefore you always work alone.
-No, I have never worked alone.
-Do you live alone?
-Try asking a very tall person if he/she lives as a tall person.

Present as Paris. Written when the vision of the towers wasn’t home yet. 2012 – Maria A. Listur