“La lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri.”/“Loyalty is a debt, and the most sacred one, towards ourselves, even before towards others.”


Luigi Pirandello

Siamo di fronte al suo ultimo lavoro; è già pronto per il prossimo, e qui intendo “prossimo” in quanto persone e in quanto successivo impegno.
Qualcuno che lo conosce poco domanda, con una sorte di ingenua superbia (come quella di chi anche conoscendolo di più lo chiama “loco”, pazzo in spagnolo):

– Perché non usa uno schermo nelle sue pièce teatrali? La gente capirebbe meglio, vedrebbe molto di più…

Il silenzio sembra una spugna capace di assorbire ogni colpo. La risposta si fa attendere. Io credo che in questi casi, lui si rallenti ma che non pensi; è la brama – dei sacrifici, delle rinunce, delle genialità che vengono lette come “follie” – che risponde:

– Il giorno in cui farò una pièce di teatro che racconti la storia della televisione sicuramente userò uno schermo.

E nel suo sguardo, quello che scopre linee dove alcuni vedono soltanto punti, si annuncia un sorriso identico a quello che trent’anni fa svelò tutto il mio freddo e lo trasformò in teatro.

Buenos Aires, con il maestro Adrián Blanco,
quando si beve il nostro vino e si mangia il nostro pane.

2018 – Maria A. Listur

 

“Loyalty is a debt, and the most sacred one, towards ourselves, even before towards others.”


Luigi Pirandello

We are in front of his last work; he is ready for the next one, and here I mean “next” as people and as following engagement.
Someone who knows him little asks, with a sort of ingenuous haughtiness (as the one of those that even knowing him more call him “loco”, crazy in Spanish):

– Why doesn’t he use a screen in his theatrical plays? People would understand more, would be able to see much more…

Silence seems a sponge able to absorb every blow. The answer is late to arrive. I believe in this case, he slows down but he doesn’t think; it is the longing – for the sacrifices, for the renouncements, for the genialities that are seen as “craziness” – that he replies:

– The day I’ll do a theatrical play that talks about the story of television I will surely use a screen.

And in his glance, that one that reveals the lines where some see only dots, a smile is announced identical to that one that thirty years ago unveiled the whole of my coldness and transformed it in theatre.

Buenos Aires, with master Adrián Blanco,
when we drink our wine and we eat our bread.

2018 – Maria A. Listur

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