PREFERENZE ALTRUI/OTHER’S PREFERENCES

Si allinea quello che passa.
Si ammonticchia vissuto.
Si crea la linea per affetto tra i punti.
Si biasima il gesto dopo l’accaduto.
Ed è quel che resta l’unica traccia,
nata nel bisogno di qualche passante
di disporre l’inutile come fosse futuro.

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Lipstick Stains, Joanna Ference Art

Parigi, mentre la primavera si anticipa.
2019 – Maria A. Listur

 

OTHER’S PREFERENCES

We align what passes by.
We pile up the experienced.
As the line is created among points out of affection.
We blame the gesture after the event.
And it is what remains the only trace,
born in the need of some passerby
of arranging the useless as if it was future.

Paris, while the spring anticipates.
2019 – Maria A. Listur

DOPPIA VARIAZIONE/DOUBLE VARIATION

A Parigi, dopo la 14° Manifestazione dei Gillet Gialli, sabato 16 febbraio 2019 qualcuno suonerà le Variazioni Goldberg a Saint-Germain-des-Prés. Nell’andare verso l’abbazia, mi attraversa un odore che non riesco ad identificare. Gas? L’abbazia mi ristora con il suo profumo d’incenso, con il vuoto.
Il musicista suona e – dopo pochi secondi dall’inizio – sbaglia, trema, sbaglia nuovamente; la scomodità generale nella cappella appena restaurata si manifesta: sguardi tesi tra sconosciuti. Lo stato emotivo del musicista mi tende quindi, scelgo di variare spazio grazie alla memoria. Scelgo? No… Qualcosa di sensoriale mi catapulta nella Plaza de Mayo a Buenos Aires quasi quattro decadi fa. Sento nei muscoli la tensione di quelle corse, l’umano che teme, che grida e poi, il vuoto dopo la tempesta.
La continuazione di sbagli mi richiama a Saint-Germain-des-Prés. Gli sguardi del pubblico cadono a terra, imbarazzati. Plaza de Mayo si è sfumata ma non la voce di uno dei dittatori di quel tempo, evito di scivolare ancora nel tunnel delle somiglianze e anche nel frastuono dato dalla tensione di questo artista che oggi deve suonare.
Mentre cammino verso casa mi rendo conto che l’odore che percepisco non è soltanto gas. È odore d’impotenza.

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Saint-Germain-des-Prés

Parigi, 21 febbraio 2019
Maria A. Listur

 

DOUBLE VARIATION

In Paris, after the 14th Yellow Jacket protest, Saturday February 16th, 2019 someone will play the Goldberg Variations at Saint-Germain-des-Prés. Going towards the abbey, a smell goes through me that I can’t identify. Gas? The abbey restores me with its scent of incense, with its emptiness.
The musician plays and – after few seconds from beginning – misses, trembles, misses again; the general embarrassment in the freshly restored chapel appears: exchanges of glances among strangers. The emotional state of the musician tenses me so, I choose to vary space thanks to the memory. Do I choose? No… Something sensorial throws me in Plaza de Mayo in Buenos Aires almost four decades ago. I can feel in the muscles the tension of those runs, the human that fears, that screams and then, the emptiness after the storm.
The continuance of mistakes calls me back to Saint-Germain-des-Prés. The audience’s glances are falling to the ground embarrassed. Plaza de Mayo has disappeared but not the voice of one of the dictators of that time, I avoid to slip again into the tunnel of the similarities and also into the rumble caused by the tension of this artist who has to play today.
While walking towards home I realise that the stink that I smell it isn’t only gas. It is the smell of impotence.

Paris, February 21st, 2019
Maria A. Listur

SAN VALENTINO/SAINT VALENTINE

Sparpagliato quanto le ceneri del santo.
Ti festeggio. Sparso, disteso, disseminato,
ti accatasto.
E ti ammucchio nel centro di ogni cosa.
E ti raccolgo anche,
addirittura nell’odio che ti somiglia,
nondimeno in quello che sbanda, si differenzia
e necessita tempo.
Sì, tempo per rendere dalla peggiore semina
una distesa in espansione di te:
Amore.

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Gianluca Bonifacio ph, PROVA 1/VI

Parigi, 14 Febbraio 2019
Maria A. Listur

 

SAINT VALENTINE

Scattered as the ashes of the saint.
I celebrate you. Dispersed, outstretched, disseminated,
I stack you.
And I pile you up in the center of everything.
And I also gather you,
even in the hate that resembles you,
nonetheless in what skids, differentiate
and needs time.
Yes, time to tribute from the worst crop
a stretch in expansion of you:
Love.

Paris, February 14th, 2019
Maria A. Listur

“Se le prove che subite, invece di dilatarvi, di gettarvi in uno stato di energica euforia, vi deprimono e vi inaspriscono, sappiate che non avete vocazione spirituale.”/”If instead of expanding you, putting you in a state of energetic euphoria, your ordeals depress and embitter you, you can be sure you have no spiritual vocation.”

E. Cioran

-Cosa intendi quando dici che ogni cosa che non identifichi è un invito a temprarsi?
-O ad argentarsi.
-Argentarsi? Mi sono perso.
-Volevo dire: sollevarsi e perdersi…
-E dopo sollevarsi, non si rischia di cadere?
-Ed è lì che ci si tempra!

Parigi, insieme allo sguardo di chi illumina.
Maria A. Listur

 

“If instead of expanding you, putting you in a state of energetic
euphoria, your ordeals depress and embitter you, you can be sure
you have no spiritual vocation.”

E. Cioran

-What do you mean when you say that everything you don’t identify it is an invitation to strengthen yourself?
-Or to silver yourself.
-Silver yourself? I am lost.
-I meant to say: lift yourself up and lose yourself…
-And after lifting yourself up, don’t you risk to fall?
-It is there that you strengthen yourself!

Paris, together with the glance of who illuminates.
Maria A. Listur

ANCESTRI/ANCESTORS

Nessuna colpa;
tutta casualità esserti stata figlia,
sfavillante solco essere mia madre.

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ANCESTRI/ANCESTORS, 2019
James McNeill, Museo d’Orsay
Gabriele del Papa ph

Fiumicino, mentre il cielo si veste d’argento.
2019 – Maria A. Listur

 

ANCESTORS

No fault;
all fortuitous being your daughter,
sparkling mark being my mother.

Fiumicino, while the sky dresses in silver.
2019 – Maria A. Listur