SECOLI DI CENERE/CENTURIES OF ASH

“Notre Dame è andata a fuoco!” dicono per le strade,
e mentre vedo sullo schermo o in fotografie l’immagine
della gola di fuoco nel momento in cui si mangia la “flèche”
non riesco a contattare un sentimento di dolore che sia nuovo.
Provo lo stesso che ho provato davanti ad altre -e ancora più tragiche-
immagini di perdita.
Il mio cuore non si sposta neanche quando la vedo da vicino
fagocitata dal colore nero ma, nel pulire il mio piccolo balcone,
inspiegabilmente pieno di polvere,
comprendo che non è polvere quello che ha tinto la ringhiera
ogni pianta, ogni scultura: tutto grigio chiaro, perlaceo. Tutto ceneri,
secoli di delicatissima cenere. Una parte di Notre Dame
si è posata, e non per sempre, sulle foglie della mia casa.

Parigi, dopo le fiamme.
2019 – Maria A. Listur

 

CENTURIES OF ASH

“Notre Dame on fire!” they are saying in the streets,
and while I see on screen or in pictures the image
of the throat of fire while it eats the “flèche”
I can’t contact a feeling of sorrow that is new.
I feel the same that I have felt in front of others –and far more tragic–
images of loss.
My heart doesn’t’ flinch not even when I see it close
phagocytized by the black color but, in cleaning my balcony,
inexplicably full of dust,
I realize that it isn’t dust what has shaded my rail
each plant, each sculpture: everything is light grey, pearly. All ashes,
centuries of delicate ash. A part of Notre Dame
has alighted, and not forever, on the leaves of my house.

Paris, after the flames.
2019 – Maria A. Listur

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