Amici/Friends

-Come mai si occupa d’arte?
-Mmmm…
-Unica opzione?
-Unica opzione.
-E si sente soddisfatta dalla scelta?
-Soddisfatta? Non so cosa significhi questa parola…
-Non prova mai soddisfazione?
-Non mi è stato dato provarla o non m’interessa. Non lo saprò mai.
-Ah! Per questo va da una disciplina all’altra?
-Io non vado da nessuna parte. Io conosco alcuni codici di espressione che sono il mio lavoro. Sono una specie di operaio culturale, costruisco dove mi si necessita e se posseggo gli strumenti necessari al caso.
-A prescindere dal suo gusto?
-Quale gusto? Sono una signora matura, frequento soltanto spazi etici ed estetici che risuonano ciò che credo sia utile al mondo.
-Non esce mai dalla zona di confort?
-Tutto il mio lavoro di guarigione psicofisica si è basato sul riuscire a stare nel confort, sono una specialista nel cercare di andare oltre! Mi ha fatto venire in mente un detto: “Tanto tempo a cercare di crearmi degli amici e ora arriva il mio terapeuta e mi dice che sono immaginari!”

Orsay Ville, sotto la neve si attende un treno, col fuoco nel cuore.
2018 – Maria A. Listur

 

Friends

-How come you deal with art?
-Ummm…
-The only option?
-The only option.
-And are you satisfied with the choice?
-Satisfied? I don’t know what that word means…
-Do you ever feel satisfied?
-I have never had the chance to feel it or I don’t care. I will never know.
-Ah! Is it for this that you go from a discipline to the other?
-I don’t go anywhere. I do know some codes of expression that are my job. I am a sort of cultural worker, I build where I am needed and if I have the necessary tools for the situation.
-Regardless of your taste?
-What taste? I am a mature woman, I frequent only the ethic and aesthetic places that resound with what I believe is necessary to the world.
-Don’t you ever go out the comfort zone?
-All my work about psychophysical healing is based on being able to stay in the comfort, I am a specialist in searching to go beyond! You have reminded me of a saying: “All this time in trying to create some friends for myself and now my therapist shows up and tells me that they are imaginary!”

Orsay Ville, under the snow a train is waited, with fire in the heart.
2018 – Maria A. Listur

“Posso promettere di essere sincero, non di essere imparziale.”/“I can promise to be sincere, not to be impartial.”

Johann Wolfgang Goethe

-Non ti trovi insincera?
-No.
-Falsa?
-Se le persone non chiedono il tuo parere per quale motivo dovresti darlo?
-Non stiamo parlando di “persone” ma di “amici”.
-Sono persone e quando si tratta di dire qualcosa che contrasta con il loro modo di vivere o di essere non è tanto facile condividere…
-Mai?
-Tutto è soggettivo… Quando mi sono sentita ferita, se ho creduto servisse a qualcosa, ho preferito dirlo.
-Servire a qualcosa?
-Servire alla relazione… Alcune volte, sempre secondo la mia esperienza, non serve. Mi è capitato di avere le persone sedute davanti a me ma non nella relazione…
-Ah…
-… spesso capita che non si accorgono di aver creato distanze e le sentono quando la distanza diventa vuoto.
-Come fai a sapere quando tacere o dire?
-Sono superba negli affetti quindi ingenua, parto dall’alto, ho consapevolezza della mancanza di tempo non soltanto per il mio tempo piuttosto per il tempo della natura, per la sua stanchezza…
-Quindi?
-Quindi, non mi fermo lì dove le persone non si prendono la responsabilità dei loro atti, e invece di proporre come sanare ciò che hanno maltrattato chiedono cosa mai ti abbia allontanato.
-E dove metti i limiti affettivi degli altri?
-Quando si tratta di ricevere non ci sono molti limiti… I problemi scattano quando si dà per scontato che si può contare, che si possono perdere le delicatezze e la cura degli inizi, la “distanza nutriente”. Nel momento in cui una relazione diventa “tacita” e senza “galateo” io non ci sto.
-Mai.
-Mai.
-Quindi? Finisce?
-Non sempre, mi è anche spesso capitato che l’altra persona notasse la mancanza di cura e che facesse una proposta costruttiva quindi si è continuato, meglio di prima, cresciuti, delicatamente migliorati.
-E quando succede a te?
-Cosa?
-Di non curare l’altro?
-Sono stata messa tra gli adulti e le loro mancanze troppo presto nella vita perciò non so smettere di curare le relazioni, ho imparato per sopravvivenza. Ora posso non essere del “gusto” dell’altro tuttavia non smetto mai di ascoltare ma, se diventa tutto tacito, so che posso dire addio…
-E cosa succede con il tuo investimento affettivo?
-Sono cresciuta da orfana…

Parigi, 2017 – Quando il pettine si ammorbidisce per rispettare i nodi.

 

“I can promise to be sincere, not to be impartial.”

Johann Wolfgang Goethe

-Don’t you find yourself insincere?
-No.
-False?
-If people don’t ask for your opinion why should you give it to them?
-We are not talking about “people” but about “friends”.
-They are people and when it’s about saying something that contrasts their way of living or being it is not so easy to share…
-Ever?
-Everything is subjective… When I felt hurt, if I thought that it might have been of service, I have chosen to say it.
-Be of service?
-Be of service to the relation… Sometimes, always according to my experience, it is not necessary, it has happened to me that I had people seated in front of me but not in the relation…
-Ah…
-… it often happens that they don’t realize they have created a distance and they feel it when the distance has become emptiness.
-How do you know when to be quiet and when to say something?
-I am proud in the affections, therefore naïve, I start from above, I am aware of the lack of time not only mine but rather nature’s time, for its tiredness…
-So?
-So, I don’t stop there where people don’t take their responsibilities for their actions, and rather proposing to heal what they have mistreated they ask what was that made you distance yourself.
-And where do you place the others’ affection limits?
-When it is about receiving there are not many limits… The problems start when it is taken for granted that you can count on things, that you can lose the tenderness and the cure of the beginning. The “nutrient distance”. In the moment in which the relation becomes “implied” and with no “manners” you can count me out.
-Always.
-Always.
-So? It ends?
-Not always, it often happens to me that the other noticed his/her lack of care and that he/she made a positive proposition so we carry on, better than before, grown, gracefully improved.
-And when it happens to you?
-What?
-Not taking care of the other?
-I have been put among the adults and their shortages too early in life, therefore I cannot stop caring for the relations, I have learned to survive. Now I might not be in the “taste” of the other however I never stop listening but, if everything becomes implied, I know I can say goodbye
-And what happens with your affection investment?
-I have been brought up like an orphan…

Paris, 2017 – When the comb softens itself to respect the knots. (when it is not necessary to pay for all your sins)