GIANNA ALFIER, Se Sono Rose…/if they are roses…

Signora Gianna Alfier, rendo a Lei la pagina, con profonda gratitudine: 

TRAINING INTERNAZIONALE PER ATTORI – Verona 2019
Maria A. Listur, trainer

Pienamente riuscito il Training Internazionale per Attori condotto da Maria A. Listur sulla tematica gestuale. Non più monologhi con attori immobili davanti ad un microfono e davanti ad un pubblico spesso annoiato, ma attori in continuo movimento nell’esplicazione del proprio personaggio. Corpo, mani, piedi rigorosamente scalzi. Una prova aperta al pubblico al Teatro Satiro di Verona dove aleggia un’idea di libertà che sfocia nella creatività degli artisti trainati dalla Listur. I monologhi sono scelti tra autori sei-settecenteschi come Shakespeare, Molière, Goldoni, Calderón della Barca. Gli attori si muovono in modo autonomo incastrando i propri personaggi l’uno con l’altro in un intrecciarsi di battute senza perdere il filo della trama, interpretando, dando voce al proprio personaggio fuori da ogni schema precostituito. Le parti si miscelano mantenendo l’individualità del personaggio puntualizzata anche dai toni della voce a volte sommessi, a volte squillanti. Un uccellino cinguetta i suoi pensieri dando avvio a questa maxi-performance che trova le sue radici in un desiderio di rinnovamento. L’immagine è simbolo dei nostri tempi e sarà con Sigismondo sempre presente nello spettacolo-prova immortalando locandiere fiere dei loro corteggiatori, una Giulietta datata che rifiuta il suicidio, Benedetto che cerca la sua amata e sfoga le tensioni a suon di batteria, un Don Giovanni nauseato dalle troppe donne innamorate, Desdemona che cerca il suo Otello ma trova solo Iago perfido, sfuggente e saltellante folletto.
Pazzia interpretativa? No, meglio, un teatro dell’assurdo “listurizzato” che prende avvio dall’improvvisazione degli attori con cambi di sedie, movimenti di corpi fino a coinvolgere il pubblico in quel piccolo spazio scenico nero con sullo sfondo un tracciato geometrico classico luminoso. Alla fine nessun spettatore si decide ad uscire nonostante l’invito con segnali manuali di Giulietta.
Un ballo molto gradito al pubblico che partecipa con gli attori sulle note di “Smorza è light” di Renzo Arbore, suggella il lavoro di : Jessica Azzinnari, Alessia Bartolomucci, Anna Fiorina Garofalo, Giovanni Giacomelli, William Moreschi, Emanuela Morozzi, Gabriele del Papa, Laura Pazzaglia.
Un lavoro originale questo ideato e condotto da Maria A. Listur, piuttosto difficile data la classicità dei personaggi scelti che sono stereotipi ben radicati nell’immaginario di ognuno di noi.
E, come recita il titolo, Se Sono Rose….

Gianna Alfier

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Gianna Alfier ph

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GIANNA ALFIER, if they are roses…

 

Madam Gianna Alfier, the page is yours, with profound gratitude:

INTERNATIONAL TRAINING FOR ACTORS – Verona 2019
Maria A. Listur, trainer

Absolutely successful the International Training for Actors coordinated by Maria A. Listur on the theme of the gesture. No more monologues of actors standing motionless in front of a microphone and in front of a often bored audience, but actors continuously moving in the explication of their own character. Bodies, hands, feet rigorously bare. An open rehearsal for the audience at the Satiro Theatre of Verona where it flutters an idea of freedom that debouches in the creativity of the artists trained by Listur. The monologues chosen among authors of the sixteen-seventeen hundred like Shakespeare, Molière, Goldoni, Calderón de la Barca. Actors move autonomously interlocking their own characters with the others in a interweave of their lines without ever losing the thread of the plot, interpreting, giving voice to their own character out of any pre-established scheme. The parts do blend very well keeping the individuality of the character pinpointed also by the tone of the voice, sometimes soft, sometimes shrilling. A little bird chirps its own thoughts giving way to this mega performance that finds its own roots in the desire of renewal. The image is the symbol of our time and it will be with Sigismund always present in the show-rehearsal immortalizing innkeepers proud of their admirers, a dated Juliet who refuses the suicide, Benedetto who is looking for his lover and lets his steam off playing the drums, a Don Juan nauseated by the too many women in love, Desdemona who is searches her Othello but finds only Iago deceitful, elusive and hopping goblin.
Interpreted madness? No, better, a Theatre of the absurd “listurized” which starts from the improvisation of the actors shifting their chairs, movements of the body until the audience is involved in that small black scenic space with a classic luminous geometric trace in the background. In the end no person of the audience decides to leave despite Juliet’ hands gestures invitations.
A dance very appreciated by the audience that participates with the actors on the notes of “Smorza ‘e lights” by Renzo Arbore, sets the seal on the work of : Jessica Azzinnari, Alessia Bartolomucci, Anna Fiorina Garofalo, Giovanni Giacomelli, William Moreschi, Emanuela Morozzi, Gabriele del Papa, Laura Pazzaglia.
An original work authored and directed by Maria A. Listur, quite difficult considering the classicality of the chosen characters which are stereotypes well rooted in the imaginary of each one of us.
And, as the title says, If they are Roses….

Gianna Alfier

“ […] nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata.”/“ […] in love like in art perseverance is everything. I don’t know if love at first sight, or the supernatural intuition exist. I know that endurance, coherence, reliability, duration do.”

Ennio Morricone

-Ti rendi conto che se dici a una persona che non stai usando l’intuizione ma che ogni cosa che fai è il prodotto dello studio costante la stai spostando dal potere dell’immaginario?
-Sì.
-L’arte è immaginario!
-Ah sì?
-Sì! L’intuizione è fondamentale!
-Non sono una fondamentalista! So che uno strumento allenato alla sua disciplina avrà un’intuizione nata dalla conoscenza invece che dalla disperazione per mancanza di mezzi consapevoli.
-Sembri un chirurgo!
-E cosa pensi che facciamo con le parole quando cantiamo o dobbiamo recitare? L’intuizione è al servizio non può essere una risorsa!

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Yin Yang, PROVA APERTA/OPEN REHERSAL – Artes Produzioni. ML ph
Teatro Satiro – Verona, Italia

Parigi, mentre si discute sui metodi di educazione.

 

“ […] in love like in art perseverance is everything. I don’t know if love at first sight, or the supernatural intuition exist. I know that endurance, coherence, reliability, duration do.”

Ennio Morricone

 

-Do you realize that if you tell a person that you are not using intuition but that everything you do is the result of constant study; you are moving him/her from the power of imaginary?
-Yes.
-The art of the imaginary!
-Ah yes?
-Yes! Intuition is fundamental!
-I am not a fundamentalist! I know that an instrument trained to its discipline will have an intuition born from knowledge instead of desperation for lack of conscious tools.
-You sound like a surgeon!
-And what do you think we do with words when we sing or we have to act? Intuition is to the service it can not be a resource!

Paris, while discussing over methods of education.

INTIMITÀ/INTIMACY

“Il teatro non è indispensabile.
Serve ad attraversare le frontiere fra te e me.”
diceva Jerzy Grotowski

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Verona, mentre si cerca l’altro, d’altri.
2018 – Maria A. Listur

 

INTIMACY

“Theatre is not essential.
It is necessary to cross the frontiers between you and me”

Jerzy Grotowski used to say.

Verona , while looking for the other, of others
2018 – Maria A. Listur

“L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.”/“The eye doesn’t see things but figures of things that mean other things.”

Italo Calvino

I miei occhi sono degli attori fedeli; il mio orecchio attraversa la sala, dove sta per precipitare l’ego. Seduta a far finta di leggere, ascolto:

-Mi ripeta il cognome.
-Psoas.
-Scusi ma…
-PSOAS!
-Scusi, non era mia intenzione irritarla e che…
-Mi chiamo semplicemente PSOAS!
-Psoas?
-So di chiamarmi come un muscolo! Sorpresa?
-Sì ma, sono anche… Come dire…?
-Ho capito! Ho capito! Ora la smetta di giustificarsi!
-Guardi che non mi sto giustificando… Mi dispiace averla in qualche modo…
-E ora fa l’imbarazzata! Ma che cazzo!
-Scusi?
-Ahhhh la signorina non dice parolacce?
-La prego di modificare sia il tono sia il linguag…
-Ah ah ah! Dobbiamo essere rispettosi con la signorina tutta casa e famiglia del reverendissimo cazzo?
-Basta! La prego di smettere!
-La pre-go di ssss-me-tttte-reeee… Quanta paura per una piccola parola: caaaaa-zzzzzzooooo…
-Siamo in un luogo pubblico e non vorrei prendere…
-Il cazzo?
-Mi obbliga a chiamare dei collaboratori.
-Signorina UTERO non si alteri… Sto soltanto giocando…
-Il suo gioco è indisponente e aggressivo. Mi dice nome e cognome altrimenti chiamo il responsabile del corso!
-PSOAS!
-Fine.
-Ok Ok, la smetto.
-Nome?
-Muscolo.
-Cognome?
-Psoas.
-Mi vuole far ridere?
-No, voglio che mi senta.
-La sento.
-No, lei non mi sente, altrimenti non starebbe a scrivere, seduta storta, senza appoggiare co-rrrrre-tttta-men-te! le ossa del suo culetto e in più ha le gambe incrociate!!! È lei che non sta sentendo me!

La ragazza si raddrizza sulla sedia, sembra arrossita anche nella voce, riparte cercando un’impossibile naturalezza:

-Nome?
-S.
-Cognome?
-T.
-Ha prenotato oppure ha già regolato tramite bonifico?
-Sono uno degli insegnanti, quello che si occupa del muscolo psoas.
-Oddio mi scusi… mi scusi tanto!
-Ora mi permetti di dire cazzo?!

Milano, quando le nuvole teatralizzano piogge negate. 2013 – Maria A. Listur

 

“The eye doesn’t see things but figures of things that mean other things.”

Italo Calvino

My eyes are trustful actors; my ear crosses the room, where the ego is about to collapse. Seated pretending to read, I am hear:

-Please repeat your last name.
-Psoas.
-I am sorry but…
-PSOAS!
-I beg your pardon it wasn’t my intention to irritate you but…
-My name is simply PSOAS!
-Psoas?
-I know that is the same of a muscle! Surprised?
-Yes but, I am also… How can I say…?
-I understand! I understand! Stop excusing yourself!
-Look, I am not excusing myself… I am sorry if I have in some way…
-And now you pretend to be embarrassed! What the fuck!
-Excuse me?
-Ahhhh the lady doesn’t swear?
-Please I beg you to change either your tone or your languag…
-Ah ah ah! So we all have to be respectful with the fucking lady all heart and home?
-Stop it! I beg you!
-I bee-ggg yoooouuu to sss-toooo-ppp it… How fearful of a little word: fuuuuuu-cck…
-We are in a public place and I wouldn’t want to have to…
-Fuck?
-You are forcing to call my collaborators.
-Misses UTERUS don’t get mad… I am only joking…
-Your joke is irritating and annoying. You please tell me your name and last name or I’ll have to call the person in charge of the course!
-PSOAS!
-Nothing else.
-Ok Ok, I stop it.
-Name?
-Muscle.
-Last name?
-Psoas.
-You want to make me laugh?
-No, I want you to feel me.
-I do.
-No, you are not, otherwise you wouldn’t be writing, sitting all twisted, without leaning
coo-rrrrre-ctttt-ly! the bones of your little ass and plus you are crossing your legs!!! You are the one who is not feeling me!

The girl straightens up on the chair, she seems to be blushing even in the voice, starts again:

-Name?
-S.
-Last name?
-T.
-Have you booked or have you already paid through bank transfer?
-I am one of the teachers, the one who teaches about the psoas muscle.
-Oh God sorry… please excuse me!
-Now am I allowed to say fuck?!

Milan, when clouds dramatize neglected rains. 2013 – Maria A. Listur