“È probabile che esista attrazione anche fra cose e oggetti. La persona sensibile lo avverte e li accosta.”/“It’s most likely that there is attraction between things and objects. The sensible person feels it and pull them together.”

Alessandro Morandotti

La vicina fantasma, come l’ha sopranominata il vicino del secondo piano, arriva puntuale; tra le mani un pacchetto che sembra avvolgere un gioiello gigante, lo porge alla padrona di casa.
La padrona di casa dice il suo solito “non doveva”, il fantasma non risponde, attende l’invito in salone.
Il padrone di casa la saluta con un affetto esagerato tuttavia sincero, dovuto all’ammirazione del fantasma.

Penso, se mi è dato pensare, che sia giusto tutto quell’amore per una sconosciuta tanto silenziosa, leggera e assente. Chi mai oggi si può permettere tanta distanza? Tutti li a fare di tutto per essere visti giovani, bravi e di successo… Questa qui se ne frega assolutamente. È strana? E così rimane!

Si sta per sedere sul divano di pelle nera, quando il padrone di casa fa riferimento a un incontro casuale, avvenuto un mese prima sull’uscio dell’edificio: “Finalmente l’abbiamo vista con un uomo mia cara!”
Il fantasma non conclude la volontà di sedersi sulla pelle di mucca ben conciata, si rimette in piedi e dall’alto della sua assenza emotiva dice “L’uomo che avete visto è mio figlio. Ora dovrei andare.”
La padrona di casa tenta di salvare suo marito e padrone – non solo di casa – “Cara ci scusi tanto, non volevamo…” Ma, il fantasma sta già calpestandomi con la delicatezza di chi sa camminare sulla merda senza mai sporcarsi, e arrivata alla porta d’uscita si volta per dire “Non c’è di che scusarsi, le urgenze non sono mai prevedibili…”

E un altr’anno incomincia, ancora una volta nell’attesa dei piedi dell’angelo – o di chi sembra fantasma – sui miei disegni che resistono: al tempo, ai piedi infangati, alle piogge, al pianto degli ombrelli, alla crudeltà delle aspirapolveri, alla vecchiaia di chi si accontenta.

Parigi, nella pace dell’impietosa luce.
Maria A. Listur – 2017

 

“It’s most likely that there is attraction between things and objects. The sensible person feels it and pull them together.”

Alessandro Morandotti

The woman ghost neighbor, as the the next door neighbor of the second floor has nicknamed her, arrives on time; In the hands a package that seems to be wrapping a giant jewel, she gives it to the lady of the house. The lady of the house says her usual “you shouldn’t have”, the ghost doesn’t reply, waits for the invitation to the living room.
The man of the house greets her with exaggerated affection though sincere, due to his admiration of the ghost.

I think, if I am allowed to think, that all that love is right for a stranger woman so silent, light and absent. Who can nowadays allow himself so much distance? Everybody are there to do all they can to be seen young, good and successful. This one here doesn’t give a damn. Is she strange? And she stays like that!

She is about to sit on the black leather sofa, when the man of the house talks about a casual encounter, happened a month before at the entrance to the building: “Finally we saw you with a man my dear!”
The ghost doesn’t carry out her willing to sit on the well tanned cow leather, lift herself up and from above of her emotional absence says: “The man you saw is my son. Now I should go.”
The lady of the house tries to save her husband and owner – not just of the house – “Dear please forgive us, we didn’t mean to…” But, the ghost is already stepping on me with so much gentleness of those who can walk over shit without getting dirty, and once reached the exit door she turns to say “Nothing to excuse, urgencies are never predictable”

And another year begins, once again waiting for the feet of the angel – or of whom seems a ghost – on my patterns that resist: to time, to muddy feet, to rains, to the tears of the umbrellas, to the cruelty of the vacuum cleaners, to the old age of those who are satisfied with little.

Paris, in the peace of the merciless light.
Maria A. Listur – 2017

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