CREDENZE/BELIEFS

A rischio di far rumore 

nel centro 

delle altrui certezze

confesso: 

il pensiero mi duole 

o la sua pelle sottile, quando 

si dice che “l’arte è in ogni cosa” 

e ancora peggio 

se di credenza profuma.

Taccio domande 

e lacero idee, significati

insieme ai loro contrari. 

Do spazio 

in me all’altro, in me 

alle infinite domande 

a mo’ di risposta.

Dunque sembra che l’arte 

non sia altro che assenza. 

Quella di chi nel crearla, si crea 

o si libera. O rinuncia 

al lusso di silenziarsi.

Lene Kilde ART

Parigi, tentando traduzioni impossibili.

2020 – Maria A. Listur

BELIEFS

At the risk of making noise
in the middle
of others’ beliefs
I confess:
the thought hurts me
or its thin skin, when
it is said “art is in everything”
and even worse
if it odours of belief.
I keep silent about questions
and rip apart ideas, meanings
together with their contraries.
I give space
in me to the other, in me
to the infinite questions
in guise of answers.
Therefore, it seems that art
is nothing but absence.
That of those who creating it, create itself
or is freed. Or renounces
the luxury of silence itself.

Lene Kilde ART
Paris, attempting impossible translations.
2020 – Maria A. Listur

OMAGGIO ALL’INATTESO/HOMAGE TO THE UNEXPECTED

Grazie per aver concesso un tenero spazio
al rinnovato coraggio.
Grazie per celebrare dell’incompiutezza la brama,
i ritmi. Ridendo.
Grazie per dare al nulla uno spaventato rifugio,
e poi, illuminata preghiera.
Grazie per le lacrime che non impiegano occhi,
ma le striature dell’alba.
Grazie per ogni vino, quelli passati, l’aceto,
quelli che ancora pendono nei filari degli inermi vigneti.
Grazie per saper chiedere offrendo, per il dare dell’anima,
per spartire le assenze.
Grazie per rimettere a posto la falsa saggezza,
l’ipocrisia del bene.
Grazie per fare dello sconcerto una lirica,
inventare le note, ogni pausa.
Grazie per non avere soltanto i tuoi anni, la tua di storia:
essere chiave eterna per antenati.
Grazie per prendere ciò che tu credi, ognuna delle tue certezze
e lanciarle dalla finestra delle mie mancanze…

Parigi, quando risuonano le parole di Christian Bobin:

“Quelli cui hanno rasato la testa
e quelle cui hanno bruciato il cuore,

hanno in comune il non avere più una lingua.”

2015 – Maria A. Listur

 

HOMAGE TO THE UNEXPECTED

Thanks to allow a tender space
to the renewed courage.
Thanks for celebrating of the incomplete yearning,
the rhythms. Laughing.
Thanks for giving to nothingness a scared refuge,
and then, illuminated pray.
Thanks for the tears that do not involve the eyes,
but the striations of the dawn.
Thanks for every wine, those from the past, the vinegar,
those that still hang from the lines of the defenseless vineyards.
Thanks for knowing how to ask offering, for the giving of the soul,
for sharing the essences.
Thanks for putting to its place the false wisdom,
the hypocrisy of well being
Thanks for giving to the disconcert a lyric
for inventing notes, each pause.
Thanks for not having just your age, your story:
for being the key to eternity, re illuminate.
Thanks for taking what you believe in, each one of your certainties
and throw them out of the window of my shortcomings…

Paris, when the words of Christian Bobin resound:

“Those men who have had their heads shaved and those women who have had their heart burnt, have in common the lost of their language.”

2015 – Maria A. Listur