FIORI DI MARZO/FLOWERS OF MARCH

Accetto la storiografica negligenza.
Accetto la finzione paritaria.
Accetto che pochi siano d’altezza.
Accetto di rimediare alle esalazioni.
Accetto che il mio nome venga dopo.
Accetto freccia e psiche, di Cupido.
Accetto reti, sistemi, pure i rizomi!
Accetto il piacere, quando mi piace;
e ogni invenzione di potere e forza…
Ma! Festeggiare i nostri roghi? Ah!
Mi consuma, mi riarde, mi deturpa!

ReteIV

Rete IV – 2015 – Maria A. Listur

Roma, quando le mimose piangono.
2015 – Maria A. Listur

 

Flowers of March

I accept the historiographical negligence.
I accept the equal facade.
I accept that few live up to the expectations.
I accept to fix up the exaltations.
I accept that my name comes after.
I accept the arrow and Psyche, of Cupid.
I accept web, systems, rhizomes as well!
I accept the pleasure, when I like it;
and every invention of power and force…
But! Celebrating our bonfires? Ah!
It consumes me, reignites me, it ravages me!

Rome, when the mimosa cries.
2015 – Maria A. Listur

Resilienza/Resilience

Ti prego,
Sii generoso di rumori,
Sto accumulando ogni memoria:

Suoni di abissali monetine
Cigolii della porta della camera
La tosse del tuo “mate” argentino
Soffietti dei tessuti sulle spalle
La risata con l’amico al telefono
Il metallo delle chiavi della casa
Sussurri che sanno di Cupido
Il pavimento sfiorato dai tuoi piedi
Le colombe che saluti ogni mattino
Lo strusciare della penna sulla carta
Maria Callas, Almafuerte o i giornali
Simiocracia, le notizie o Cortazar…
I “buongiorno” scelti tra cinque lingue
Le “buonanotte” solamente ispaniche.
Un sospiro rubato al lavoro
Il nostro incidere dell’umana vocazione…

Voglio continuare all’infinito
Imitare questa casa:
Ti festeggia e canta.

Paesaggio-Sonoro-I

Paesaggio sonoro I – 2014 – Maria A. Listur

Fuori da ogni mappa.
2014 – Maria A. Listur

 

Resilience

I beg you,
Be generous of sounds,
I am collecting each memory:

Abyssal sounds of coins
Squeaking of the door of the room
The cough of your Argentinean “mate”
Folding of texture on the shoulders
The laugh with the friend on the phone
The metal of the house keys
Whispers that sounds like Cupid
The floor brushed by your feet
The doves that you greet every morning
The brushing of the pen on the paper
Maria Callas, Almafuerte or the newspapers
Simiocracy, the news or Cortazar…
The “good mornings” chosen among five languages
The “good nights” only Hispanic.
A sigh stolen from the work
Our accident of the human vocation…

I want to go on forever
Imitate this house:
It celebrates you and sings.

Outside of every map.
2014 – Maria A. Listur

Notturno/Nocturne

Non ci tenta della luce la finzione
neppure Psiche e la sua curiosità.
Lasciamo pulita la via d’accesso
a chi sa d’essere ognuno
e ogni dove,
a chi sa.
Mille vite per nascondere il lume!
Quanti corpi per esaurire gli oli?
Quanti amanti di luce epidermica!
Quante lampade a sporcare ogni buio!
Tutto è tranne che inabile.
Tutto sono tranne che semplice.
E sapere chi dei due è Cupido
non è parte del vivere, aldilà.

Nocturnos 1
Nocturno I – 2014 – Maria A. Listur

Roma, nelle notti che sembrano giorno.
2014 – Maria A. Listur

 

Nocturne

It doesn’t tempt us of the light the fiction
neither Psyche and her curiosity.
Let’s leave cleaned the access point
to who knows of being anyone
and every where,
to who knows.
Thousand lives to hide a lamp!
How may bodies to consume the oils?
So many lovers of the epidermis light!
So many lamps to dirty each darkness!
All it is but disable.
All they are but simple.
And to know who of the two is Cupid
it’s not part of living, beyond.

Rome, in the nights that seem day.
2014 – Maria A. Listur