LUCE/LIGHT

– (…) ora, si potrebbe dire che lo fa perché si trova bene a dialogare con le ombre?
– Io direi che mi trovo bene anche quando la luce sembra schiacciare le ombre.
– Sembra una metafora del rifiuto al successo!
– Per dirla con Bert Hellinger: piuttosto temo il trionfo! Tuttavia credo sia meglio se cito Luce Irigaray in un intervento sul giornale italiano “Repubblica” del lontano novembre 2007:

“Per promuovere un mondo nuovo, c’è bisogno di pensiero. Non basta fermarsi a qualche slogan concernente il potere, la soggettività femminile, la politica del “fra donne” eccetera. Si tratta di riflettere su quale contenuto oggettivo si mette dietro gli slogan, e di verificare se questo contenuto si possa condividere e come. Se ogni donna si accontenta di rivendicare il diritto alla propria soggettività, temo che una condivisione pubblica fra le donne non potrà mai esserci. Lo stesso vale se le donne si accontentano di cercare di appropriarsi di un’oggettività culturale e politica definita da e per gli uomini. Il compito più importante che le donne oggi devono assumere è lavorare alla loro individuazione come persone civili e culturali. La politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona.”

– Capisco.
– Capisce? Io concordo.

Parigi, mentre mi si chiede a cosa servono i gruppi di riflessione…
2019 – Maria A. Listur

 

LIGHT

– (…) now, we could say that you do it because you find yourself comfortable to dialogue with the shadows?
– I’d rather say that I find myself comfortable even when the light seems to be crushing the shadows.
– It seems a metaphor of the refusal of success!
– To say as Bert Hellinger would: I rather fear the triumph! Nevertheless, I better quote Luce Irigaray in an interview on an Italian newspaper the “Repubblica” of the distant 2007:

“To promote a new world, thought is necessary. Some slogan regarding power, feminine subjectivity, the politic of the “among women” etcetera is not enough. It is about reflecting on what objective content is behind the slogan, and to verify if this content could be shared and how. If every woman is satisfied of laying a claim on the right to her own subjectivity, I am afraid that public sharing among women could never be possible. Same thing if the women are satisfied in seizing the cultural and political objectivity defined by men. The most important task that women have to take charge of is to work over their individuation as civil and cultural persons. Politics, not to say democracy, should be a matter of civil cohabitation among people before being a matter of rivalry for the possession, the power, the chair.”

– I understand.
– You understand? I agree.

Paris, while I am being ask about what a group of reflections is for…
2019 – Maria A. Listur