HORIZONTE/HORIZON

Hay varias formas para construir horizontes,
el más mío se parece a las raíces de ciertas pieles,
al recuerdo agradecido de heroicos orígenes,
a la certidumbre de aquella que me visitó muy temprano.

Orizzonte

Ci sono molti modi di costruire orizzonti,
il più mio somiglia alle radici di alcune pelli,
al ricordo grato delle eroiche origini,
alla certezza di colei che mi visitò molto presto.

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Paris, cuando todo se funde con delicadeza.
2019 – Maria A. Listur

 

Horizon

There are many ways to build horizons,
the most mine resembles the roots of some skins,
the grateful memory of the heroic origins,
the certainty of that woman who visited me very early.

Paris, when everything blends delicately.
2019 – Maria A. Listur

LUCE/LIGHT

– (…) ora, si potrebbe dire che lo fa perché si trova bene a dialogare con le ombre?
– Io direi che mi trovo bene anche quando la luce sembra schiacciare le ombre.
– Sembra una metafora del rifiuto al successo!
– Per dirla con Bert Hellinger: piuttosto temo il trionfo! Tuttavia credo sia meglio se cito Luce Irigaray in un intervento sul giornale italiano “Repubblica” del lontano novembre 2007:

“Per promuovere un mondo nuovo, c’è bisogno di pensiero. Non basta fermarsi a qualche slogan concernente il potere, la soggettività femminile, la politica del “fra donne” eccetera. Si tratta di riflettere su quale contenuto oggettivo si mette dietro gli slogan, e di verificare se questo contenuto si possa condividere e come. Se ogni donna si accontenta di rivendicare il diritto alla propria soggettività, temo che una condivisione pubblica fra le donne non potrà mai esserci. Lo stesso vale se le donne si accontentano di cercare di appropriarsi di un’oggettività culturale e politica definita da e per gli uomini. Il compito più importante che le donne oggi devono assumere è lavorare alla loro individuazione come persone civili e culturali. La politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona.”

– Capisco.
– Capisce? Io concordo.

Parigi, mentre mi si chiede a cosa servono i gruppi di riflessione…
2019 – Maria A. Listur

 

LIGHT

– (…) now, we could say that you do it because you find yourself comfortable to dialogue with the shadows?
– I’d rather say that I find myself comfortable even when the light seems to be crushing the shadows.
– It seems a metaphor of the refusal of success!
– To say as Bert Hellinger would: I rather fear the triumph! Nevertheless, I better quote Luce Irigaray in an interview on an Italian newspaper the “Repubblica” of the distant 2007:

“To promote a new world, thought is necessary. Some slogan regarding power, feminine subjectivity, the politic of the “among women” etcetera is not enough. It is about reflecting on what objective content is behind the slogan, and to verify if this content could be shared and how. If every woman is satisfied of laying a claim on the right to her own subjectivity, I am afraid that public sharing among women could never be possible. Same thing if the women are satisfied in seizing the cultural and political objectivity defined by men. The most important task that women have to take charge of is to work over their individuation as civil and cultural persons. Politics, not to say democracy, should be a matter of civil cohabitation among people before being a matter of rivalry for the possession, the power, the chair.”

– I understand.
– You understand? I agree.

Paris, while I am being ask about what a group of reflections is for…
2019 – Maria A. Listur

8 MARZO 2018/8 MARCH 2018

E cosa dico quando dico donna ?
Adunata di cellule ?
Liquida baita ambulante ?
Guida di luce per coniare la vita ?
Può darsi…
Tuttavia credo e voglio dire « pane » :
generato dal grano
dall’acqua… Dal fuoco, e laddove
dal legno manca la fiamma,
contate sul sole.
Contate.

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Il pane di L./The bread by L. – Laura Polucci ph

Roma, dove vivevo da pane.

2018 – Maria A. Listur

 

8 MARCH 2018

And what am I saying when I say woman?
Gathering of cells?
Liquid itinerant lodge?
Guide of light to coin life?
It could be…
However, I believe and want to say « bread »:
generated from grain
from water… From fire, and there where
there is no flame from the wood,
count on the sun.
Count on it.

Rome, where I lived as bread.
2018 – Maria A. Listur

ARMISTIZIO/ARMISTICE

Anche quando si è spaventati
– in più ore del giorno –
per il lento scivolare ancora e ancora
di suoni diffusi: spari, urla, sirene,
– catene all’orecchio – trasmessi o reali;
sprofondare nel cielo o risalire in terra
per far prevalere la quiete raggiunta
– oltre quella guerra che fu del privato –
può,
nel silenzio proporre
– se non altro – una pace.

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Mauro Raponi ph
SHE – THE POWER OF ART, 2017 e SACRE VOCI, 2015
con/with Laura Pazzaglia e/and Daniela Ciotola
Reggio Emilia, Italia

Parigi, all’ombra di ciò che resta.
2017 – Maria A. Listur

 

ARMISTICE

Even when we are frightened
– in many hours of the day –
for the gentle slipping again and again
of diffused sounds: shots, screams, sirens,
– chain to the ear – broadcasted or real;
sinking into the sky or climbing up to the earth
in order to let prevail the gained tranquility
– beyond that war that was of the private –
it can,
in the silence propose
– if nothing else – a peace.

Paris, in the shadow of what remains.
2017 – Maria A. Listur

“La libertà non ha storia.”/“Freedom has no history.”

Mike George

-Questa volta non accetto un no!
-Mi scuso ma non ho altro che un no.
-Mi sembra scortese.
-Scortese sarei se non fossi sincera.
-Io non ti trovo totalmente sincera…
-Ah no? E cosa dovrei dirti.
-“Non m’invitare mai più!”
-E chi sono io per dirti cosa devi fare?
-Una donna immodesta!
-Perché ti dico no?
-Per dire proprio no.
-Non so cosa dirti perché…
-Perché sei superba!
-… perché non capisco come puoi continuare a dialogare con una donna che consideri così superficiale e in più quasi vecchia, con tante bellezze intelligenti e giovani in giro…
-Mie perversioni?
-Questo lo dici tu…
-Quanto ti stai divertendo?
-Con cosa?
-Con questa conversazione…
-Per niente, sto soltanto cercando di memorizzare…
-Che cosa?
-Il dialogo.
-Perché?
-Per scriverlo senza adattamenti… Non vorrei mi tradisse il mio gusto per i dialoghi teatrali.
-Non ti preoccupare che la tua ironia esula da qualsiasi paradigma artistico!
-Ironia?
-Causticità!
-Se accettassi il tuo invito cambieresti l’opinione che ti sei creato su di me?
-Sì.
-Come mai?
-Perché dimostreresti che sei capace di lasciar da parte, per due ore, tutto quello che è il tuo mondo per cercare di conoscere il mio!
-Quindi, se accetto la proposta, prima di passare con me le due ore, cambieresti immediatamente opinione?
-Sì.
-Allora meglio che non facciamo altro di quello che facciamo…
-Perché?
-… perché dopo quelle due ore ti potresti sentire peggio di quanto ti senti ora con il mio rifiuto.

Lui incomincia a ridere fino alle lacrime.

-Visto! Ti ho anche fatto ridere!
-Brava! Ora vestiti e andiamo perché il check-out e alle 11.

In quella parte del mondo che non è nazione. 2015 – Maria A. Listur

 
“Freedom has no history.”

Mike George

-This time I won’t take no for an answer!
-I am sorry but I have nothing but a no.
-It seems rude to me.
-I would be rude if I wasn’t sincere.
-I don’t find you totally sincere…
-Oh no? What should I tell you.
-“Don’t ever invite me again!”
-And who am I to tell you what you should do?
-An immodest woman!
-Because I said no?
-Because you are saying no.
-I don’t know what to say to you because…
-Because you are arrogant!
-…because I don’t understand how can you keep on talking with a woman that you consider superficial and to say more even older, with all those intelligent and young beauties around…
-Perversions of mine?
-This is what you are saying…
-How much fun are you having?
-With what?
-With this conversation…
-At all, I am just trying to memorize…
-What?
-The dialogue.
-Why?
-To write it without adaptations… I wouldn’t want to let my taste for theatre’s dialogues betray me.
-Don’t worry your irony is outside of every artistic paradigm!
-Irony?
-Causticity!
-If I’d accept the invite would you change your opinion you have created on me?
-Yes.
-How come?
-Because you would show that you are capable of putting aside, for two hours, all that is your world to try to know mine!
-Therefore, if I accept your proposition, before spending two hours with me, would you change immediately opinion?
-Yes.
-Then it is better if we don’t do anything else besides what we do…
-Why?
-…because after those two hours you could feel worse than you are feeling now with my rejection.

He starts laughing to tears.

-See! I even made you laugh!
-Bravo! Now get dress and let’s go because checkout is at 11.

In that part of the world that has no nation. 2015 – Maria A. Listur

Festa delle Donne/Women’s Day

Un “Comitato d’emergenza Tradimento” si riunisce vicino a un camino. Il comitato è piccolo perché l’autore del tradimento è un uomo “famoso” di cui una donna cara e mia amica gli è moglie. Nessuno deve sapere: Regola della vergogna per il danno subito! Il Paradosso!
Siamo in tre, inclusa “la tradita” Si parla di valori che ho dimenticato o accettato… Trasformato? Certo è che non posso dire quanto non mi piaccia la parola “tradimento” e neanche “i ruoli”. La “Riunitrice del Comitato” parla, “la tradita” piange, io taccio.

Riunitrice: Bastardo! Animale! Degenerato!
Io: Ho portato una torta di limone. Tè o caffè?
Riunitrice e Tradita: Whisky!
Io: Cognac, champagne o vino rosso, non ho portato altro…
R & T: Cognac!
Riunitrice: (verso me) E non fare la cretina! Dì qualcosa!
Io: Non so cosa dire…
Riunitrice: Allora domanda!
Io: Potete smettere d’insultare un amico?
Riunitrice: No! Non vedi in quale stato si trova “sua moglie”?
Io: Sì, ma anche lui sarà dispiaciuto… (verso “la tradita”) Scusa, se riesci a smettere di piangere vorrei sapere cosa ha detto lui…
Riunitrice: Lasciala piangere… Te lo dico io! Ha detto che non ha potuto evitarlo… Che le ragioni del cuore sono più forti di quelle della società…
Io: Cosa c’entra l’impresa?
Riunitrice: La società non in quanto impresa ma in quanto…
Io: Ah Ah! Ho capito, continua, scusa…
Riunitrice: … E la cosa peggiore è che ha detto di essere stato colpito dal bene della libertà!
In questo momento, “la tradita”, incomincia a ululare per casa.
Servo un secondo cognac.
Io: Continua continua… Da quanto tempo stanno insieme?
Riunitrice: Due anni.
Io: Non capisco cosa vuole dire “colpo di libertà”.
Riunitrice: Che la persona con la quale sta vivendo questa storia d’amore, non ha problemi di condividere i sentimenti amorosi con la famiglia del tuo amico, né con altre relazioni estemporanee o di qualsiasi genere!

Io taccio ma, penso: “ … e ti pare poco!”

Riunitrice: Sei rimasta senza parole?
Io: No, no… Pensavo all’autonomia dell’amante. Alla libertà dalla gelosia… A dire il vero mi sento un po’ identificata con questa donna… La gelosia m’imbarazza un po’… E quindi …
Tradita: (Urlando) E chi ti ha detto che si tratta di una donna?!!!

E anche qui penso: “Meglio essere cornuta che vedova. Ci sono meno formalità.”, direbbe Alphonse Allais.

Mi lascio prendere da un silenzio assoluto della durata di: un fuoco lento, tre bicchieri di cognac, una torta di limone, e una risata posticipata fino al momento in cui si andrà oltre il senso di proprietà.

Orvieto, in peregrinaggio verso la Madonna della Libertà (Se non esiste… sarebbe ora.). 2013 – Maria A. Listur

 

Women’s Day

A “Betrayal Emergency Committee” is reuniting next to the fireplace. The committee is small the author of the betrayal is a “famous” man of whom a dear girl friend of mine is friend and is wife to. Nobody has to know: It’s the rule for the embarrassment of the received damage! The Paradox!
We are three, including the “betrayed”. We are talking about values that I have forgotten or accepted… Transformed? Sure thing is that I can’t say how much I don’t like the word “betrayal” and not even “the roles”. The “ Gatherer of the Committee” talks, the “betrayed” cries, I am silent.

Gatherer: Bastard! Animal! Degenerated!
Me: I have brought a lemon cake. Tea or coffee?
Gatherer and Betrayed: Whisky!
Me: Cognac, champagne or red wine, I haven’t brought anything else…
G & B: Cognac!
Gatherer: (towards me) And don’t play dumb! Say something!
Me: I don’t know what to say…
Gatherer: Then ask!
Me: Can you stop insulting a friend?
Gatherer: No! Can’t you see in what state “his wife” is?
Me: Yes, but he also is going to be regretful… (towards “the betrayed”) Sorry, if you manage to stop crying I’d like to know what he said…
Gatherer: Let her cry… I’ll tell you! He said he couldn’t avoid it… that the reasons of the heart are stronger than the society’s ones…
Me: What has the society got to do with this?
Gatherer: Society not as a company but as…
Me: Ah Ah! I got it, go on, sorry…
Gatherer: … And the worst thing he said is that he has been struck by the good of liberty!
In this moment, “the betrayed”, starts to howl around the house.
I serve a cognac.
Me: go on go on… How long have they been together?
Gatherer: Two years.
Me: I don’t understand what “struck by liberty” means.
Gatherer: that the person with whom this love story is happening, has neither problems in sharing love feelings with the family of your friend, nor with other extemporaneous relationships or of any other kind!

I am silent but, I think: “ … and isn’t that great!”

Gatherer: Are you out of words?
Me: No, no… I was thinking about the autonomy of the lover, about the freedom from jealousy… To be honest I feel a bit identified with this woman… Jealousy embarrasses me a little… So…
Betrayed: (Screaming) Who told you we are talking about a woman?!!!

And here I think again: “Better be cheated upon than be a widow. There are less formalities”, Alphonse Allais would say.

I let myself being grabbed by the absolute silence of the duration of: a fire, three glasses of cognac, a lemon pie, and a laugh postponed up to that moment in which we’ll go beyond the sense of propriety.

Orvieto, in pilgrimage towards the Madonna of Liberty (If it doesn’t exist… it would be about time). 2013 – Maria A. Listur