“Perché parlare di relazione quando ancora gli incontri sono nient’altro che un’opposizione a qualcos’altro? Perché parliamo di relazione quando ancora non siamo usciti dal meccanismo “sono d’accordo con mamma/sono d’accordo con papà”?”

M° V.N. 

Mia grazia,

non appesantirti coi bambini 

quelli che alla porta della vita rimangono

sospesi nei secoli, o nelle ore del prima

o nel breviario di comodissime emozioni

che sembrano vere 

che la guerra apparecchiano

quella di casa, imparata a tavola

da coloro che da oltre il metro d’altezza 

determinano l’esser famiglia 

oltre natura, oltre qualcosa 

che si permette di essere. 

Cosa?

La famille blanche des Vincent et la noire des Christie.

Parigi, mentre si studia. Grazie M° V.N. 

2020 – Maria A. Listur

 

“Why talking about the relation when the encounters are nothing but an opposition to something else? Why do we talk about relation when we still haven’t come out of the mechanism “I agree with mom/I agree with dad?”
M° V.N.

Dear grace,
don’t get strained with the children
those that remain at the door of life
suspended in the centuries, or in the hours of the before
or in the handbook of very comfortable emotions
that appear to be real
that set for war
the one of home, learned at the table
from those who beyond the meter of height
determinate being a family
beyond nature, beyond something
that allows itself to be.
What?

Paris, while studying. Thank you M° V.N.
2020 – Maria A. Listur

GIOIELLI

Incarnati tra quelle volontà dette emozioni,
tra quei gesti volutamente involontari,
incastrati nella religione del consueto, del facile,
immediati alla maniera delle svendite,
sbarcano i diamanti di memorie
a riaffermare i paleolitici del qui e ora,
sconosciuta stirpe di lingue arcaiche
tutta mia e mai incontrata. Ora ti sveli?
A rimarcare tutti i preteriti, tutte le strade
d’allora percorse quando io ero nulla
o per dirlo in lingua madre, tra tutte la più vicina:
Nada.
E potrei pensare di poter annientarti
o almeno negarti, ma la brillantezza nera,
quasi carbone che mi fa specchio,
in una risata sorprende al pensiero. Fatta!

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Merci/Thank You T. R. ph – 2020 Teletravail/Webwork

Parigi, de-confiniamo? Non sembra mascherata.
2020, Covid-19 – Maria A. Listur

 

JEWELS

Embodied among those determinations known as emotions,
among those intentionally involuntary gestures,
stuck in the religion of the usual, of the easy,
immediate like the sales,
the diamonds of the memories disembark
to underline those Paleolithic of the here now,
unknown heritage of archaic languages
all mine and never encountered. You unveil now?
To remark upon all the preterits, all the roads
travelled then when I was nothing
or to say it in the mother tongue, among all the closest one:
Nada.
And I could thing about annihilating you
or at least deny you, but the black brilliance,
almost coal like that reflects me,
in a laugh surprises to the thought. Done!

Paris, shall we de-confine? It doesn’t seem masked.
2020, Covid-19 – Maria A. Listur

22 Agosto di chissà quale anno…/August 22 of who knows what year…

… sempre piccola tu, qualcosa in più che vecchia,
nobile quanto un pezzetto di quel pane
ancora caldo. Terra tu, distanza e oro!
Raccoglievi figli, chitarre, animali
per il tuo vero zoo, per il sogno e anche per me.
Dall’orbita dei tuoi alloggi, alla soglia
del giardino dei miei morti, ricevo ancora
le tue lettere, rinnovato e uguale il tuo saluto,
mi richiama alla presenza, alla costanza,
alla madre che risuona nella lingua:
“Aquí me tienes, cuenta conmigo. Tu abuela.”

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Evocazione/Evocation, 2006

Parigi, in celebrazione del mio reperibile eterno.
2019 – Maria A. Listur

 

August 22 of who knows what year…

… Always so small you were, something more than old,
noble as much as a piece of that bread
still warm. Earth you were, distance and gold!
You gathered sons, guitars, animals
for you real zoo, for the dream and for me as well.
From the orbit of your accommodations, to the doorstep
of the garden of my deads, I still receive
your letters, renewed and equal your greeting,
it calls me back to the presence, to the constancy,
to the mother that resounds in the idiom:
“Aquí me tienes, cuenta conmigo. Tu abuela.”
(You have me here, count on me. Your grandma)

Paris, in celebration of my eternal reachable.
2019 – Maria a. Listur

TRASPARENZE/TRASPARENCIES

Come fossero parte della tela,
quasi invisibili le anime.
I corpi si confondono con le foglie,
miracolo del vento d’amicizia.
In fedele vocazione, in permanenza.

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Amiche e Amici a Pianoro, Agosto 2019/Girlfriends and Friends at Pianoro, August 2019

Maria A. Listur
In omaggio a Tich Nath Han

 

TRASPARENCIES

As if they were part of the canvas,
almost invisible souls.
The bodies merge with the leaves,
miracle of the wind of friendship.
In faithful vocation, in permanence.

Maria A. Listur
In homage to Tich Nath Han

“All’inizio di questo secolo le ricerche psicoanalitiche, linguistiche e poi etnologiche hanno spossessato il soggetto delle leggi del suo piacere, delle forme della sua parola, delle regole della sua azione, dei sistemi dei suoi discorsi mitici.”

Michel Foucault

-Mitica!
-In quale senso?
-Vedi il futuro!
-No!
-Accettalo! Tu leggi il futuro!
-No!
-Accetta che anticipi.
-Accetto che qualche volta, non so come né perché, ho qualche prospettiva “anticipatoria”…
-Che meraviglia!
-Per chi?
-Per chi ti frequenta!
-Meraviglia vivibile non oltre i tre giorni… Chiedilo ai miei amori.

Dove gli occhi della giovinezza non coincidono con l’età.
2019 – Maria A. Listur

 

 

“In the beginning of this century the psychoanalytic, linguistic and ethnologic researches have dispossessed the subject of the laws of his pleasure, of the forms of his word, of the rules of his action, of the systems of his legendary speeches.”
Michel Foucault

-Great!
-In what way?
-You see the future!
-No!
-Accept it! You see the future!
-No!
-You have to admit that you anticipate.
-I admit that sometime, I don’t know how or why, I have some sort of “anticipatory” perspective…
-How wonderful!
-For who?
-For those who go out with you!
-A wonder that can be bear no more than three days… Ask my lovers.

Where the eyes of the youth do not coincide with age.
2019 – Maria A. Listur

DIREZIONE/DIRECTION

Oh mio universo! Il mio piccolo!
Con un inchino in te mi sollevo
mi rinnego, mi ringrazio;
a te mi affido, mi regalo
nell’inforcare al contrario
la puledra dei miei concetti,
la cucciola di opinioni…
Dottrine? Concezioni?
A te tutta intera la mia schiena
si abbandona, si riversa
nell’andare al galoppo avanti
addirittura retrocedendo.

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Abbaye du Thoronet, France – Gabriele del Papa ph

Parigi, quando la pioggia illumina.
2018 – Maria A. Listur

 

DIRECTION

Oh Universe of mine! My little one!
With a bow I lift myself up in you
I repudiate myself, I thank myself;
I put my trust in you, I donate myself
in riding backwards
the filly of my concepts,
the cub of my opinions…
Doctrines? Conceptions?
To you my whole back
abandons, pours itself
in galloping forward
even going backwards.

Paris, when the rains illuminates.
2018 – Maria A. Listur

ASSISTENZA/ASSISTANCE

 

Per cosa invocare gli angeli, l’Altissimo,
le stelle,
se il loro soccorso che cedono
– la bruciata luce –
vuol essere guarita, sanata,
cicatrizzata?
E se a supplicare fosse il fioco brillio,
il lume,
di ciò che vuole incontrare la lingua,
l’idioma,
che fa parlare la piaga, lo squarcio,
lo strazio?

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ALA RUBATA/STOLEN WING, Louvre – Paris

Parigi, sotto una pioggia di ali.
2018 – Maria A. Listur

 

ASSISTANCE

What for do we invoke the angels, the Almighty,
the stars,
If the aid they cede
– the burnt light –
wants to be healed, cured,
scar over?
And if the fainting sparkle, the lamp,
was the one begging,
for what the tongue wants to meet,
the idiom,
that makes the pain, the cut, the torment
speak?

Paris, under a rain of wings.
2018 – Maria A. Listur

“Un fondoschiena veramente ben fatto è l’unico legame tra Arte e Natura.”/“A truly well made bottom hole is the only link between Art and Nature.”

Oscar Wilde

-E com’è chiamata?
-Gluteus Therapy
-Non immaginavo fosse considerata una terapia…
-Non c’è bisogno di essere ironici. Si tratta di un trattamento serio.
-Non sono ironica. Ma…
-Ha dei pregiudizi.
-No.
-Come tutte le persone che devono esporre quella parte del corpo.
-Allora non mi ha guardato con attenzione!
-Non faccia la disinvolta che si vede benissimo che ha dei pregiudizi!
-Può darsi… Anzi, alcune volte ho dei problemi con la pubblicità…
-Io mi riferivo soltanto alla gente comune non alle persone che si guadagnano da mangiare esponendosi!
-Guardi che tra la gente comune, come dice lei, ci sono tanti che hanno un sereno rapporto con i gluteus.
-Vede che ironizza!
-La prego di considerare la possibilità di stare usando un linguaggio ambiguo…
-Quando si tratta di quelle parti, si pensa sia tutto ambiguo!
-Per favore, può spiegarmi la prima visita?
-Osservo le natiche.
-Soltanto le natiche.
-Guardi che le natiche sono una mappa!
-Tutto è una mappa!
-Osservo le natiche, le palpo, se è necessario le massaggio.
-E da cosa dipende che le massaggi o no?
-Dall’emotività che trasmettono.
-Ah… Chi è il suo maestro?
-Non glielo posso dire.
-Come mai?
-In questo mondo pieno di gente che fa il maestro o la maestra, è meglio mantenere nascoste sia le tecniche sia i maestri.
-Come nascoste? Lei me ne sta parlando…
-Perché lei potrebbe essere una futura paziente.
-E da cosa lo deduce?
-Dal fatto che è interessata all’argomento e dalla forza emotiva delle sue…
-Il mio interesse non prevede l’usufrutto!
-Può tenere il segreto?
-No. Anzi, scriverò sull’argomento. Me lo doveva dire prima che si trattava di un segreto.
-Va bene. Scriva quello che vuole! Non mi sembrava così dispettosa!
-Dispettosa?
-Sì! Dispettosa… Tutto perché non le rivelo il nome del mio maestro!
-No! Voglio scrivere perché se non rileggo, non ci credo!
-Ho ragione nel pensare che mi prende in giro!
-No! Io credo che nella vita si possa leggere tutto, fare una mappa di tutto, quello che non voglio dimenticare è che esiste qualcuno nel mondo che si è occupato di farne una dei glutei… A proposito… Soltanto le natiche?
-No, ma, il seguito non glielo racconto perché non se lo merita!

Roma, dove insisto nel conoscere l’inconoscibile. 2014 – Maria A. Listur

 

“A truly well made bottom hole is the only link between Art and Nature.”

Oscar Wilde

-And how is it called?
-Gluteus Therapy
-I didn’t imagined it was considered a therapy…
-No need to be ironical. It’s a serious treatment.
-I am not being ironical. But…
-You have some prejudices.
-No.
-As all the people who have to expose that part of the body.
-Then you haven’t looked at me properly!
-Don’t play the relaxed, it’s clear that you do have some prejudices!
-It might be… In fact, sometime I have some problems with publicity…
-I was just talking about ordinary people not people who earn a living by exposing themselves!
-Look, among the ordinary people, as you say, there are many who have a serene relation with their gluteus.
-See, this is irony!
-I beg you to consider the possibility that you are using an ambiguous language…
-When it’s about those parts, everything is thought to be ambiguous!
-Please, can you explain the first visit?
-I observe the buttocks.
-Only the buttocks.
-Look, the buttocks are a map!
-Everything is a map!
-I observe the buttocks, I touch them, if it’s necessary I massage them.
-And from what does it depends that you massage them or not?
-By the emotion that they transmit.
-Ah… Who is your master?
-I can’t tell you.
-How come?
-In this world full of people who pretend to be the male or female master, it is better to maintain secret either the techniques or the masters.
-Why secret? You are telling me…
-Because you could be a future patient.
-And from what do you deduce it?
-From the fact that you are interested in the argument and by the emotional strength of your…
-My interest doesn’t imply the usufruct!
-Can you keep a secret?
-No. As a matter of fact I am writing about this. You should have told me before it was a secret.
-Alright. Write what you want! You didn’t seem such a nuisance!
-Nuisance?
-Yes! Nuisance… All because I am not telling you the name of my master!
-No! I want to write because if I don’t read it again I won’t believe it!
-I was right thinking you were making fun of me!
-No! I believe that in life everything can be read, make a map of everything, what I don’t want to forget is that there is someone in the world who got busy in making one of the gluteus… By the way… Only buttocks?
-No, but, I am not telling you the rest because you don’t deserve it!

Rome, where I insist in knowing the unknowable. 2014 – Maria A. Listur