ETERNA PRIMAVERA/ETERNAL SPRING

Non ti preoccupare Amore…
La mia memoria ha una felicità sovversiva,
ricorda soltanto quelle volte che abbiamo riso.
La nostra gioia continuerà a seminare rivoluzioni.

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Rosa Damascena/Damask Rose

Parigi, 21 03 2019 – Maria A. Listur

 

ETERNAL SPRING

Don’t worry Love…
My memory has a subversive happiness,
just remember those times that we laughed.
Our happiness will keep on spreading revolutions.

Paris, 21 03 2019 – Maria A. Listur

DISTILLAZIONI NECESSARIE/NECESSARY DISTILLATIONS

Si confonde con l’appagamento,
con il trionfo, con lo splendore.
Spesso si mescola alla copiosità,
alla ricchezza, alla prosperità!
Certa la s’immagina nel fascino,
nella bellezza, nell’amenità.
Si proietta nel riparo, nella salute,
nel rimedio, nella tonicità!
Si crede di saperla riconoscere…
Inafferrabile, indefinibile,
immobile, austera e silenziosa,
si riposa anche sotto il buio,
le rovine, la tristezza:
la gioia.
Lei sa.

Sospensioni-dett

SOSPENSIONI/SUSPENSIONS, dett. – 2015 – Maria A. Listur

Parigi, sotto la rugiada dell’alba
2015 – Maria A. Listur

 

NECESSARY DISTILLATIONS

It is confused with satisfaction,
with triumph, with splendor.
Often, it is mixed with abundance,
with richness, with prosperity!
Sure it is imagined in fascination,
in beauty, in amenity.
It is projected in the shelter, in health,
in remedy, in being toned!
We think we can recognize it…
Elusive, indefinable,
immobile, austere and silent,
rests even under the darkness,
the ruins, the sadness:
the joy.
She knows.

Paris, under the dew of the dawn
2015 – Maria A. Listur

QUELLA Lì/THAT ONE

Si filtra come ogni giornata
Silente. Gravida. Mai stanca.
Cambia lo sguardo di chi guarda.
Ovunque si inabissi ogni abisso
lei riprende, gratifica, innalza.
E tra i chicchi di notte,
e le foglie dell’alba
la fiducia sboccia
ri-salva!

Lotta Blokker

Lotta Blokker

Roma, canta amicizia!
2015 – Maria A. Listur

 

THAT ONE

She filters herself like in every day
Silent. Pregnant. Never tired.
Changes the gaze of who watches.
Everywhere every abyss sinks
she starts again, gratifies, elevates.
And among the grains of the night,
and the leaves of the dawn
the faith blossoms
re-saves!

Rome, sings friendship!
2015 – Maria A. Listur

“L’uomo erra finché aspira.”/“Man wonders until he aspires.”

Johann Wolfgang Goethe

-“Non mi saluti?” Irrompe la domanda alle mie spalle. Siamo nella stazione ferroviaria che porta dal centro di Ginevra all’aeroporto. Mi volto di scatto nel morire della notte e stento a riconoscere la persona che ho davanti: lo guardo, lui sorride e apre le braccia, io sono impietrita. Improvvisamente, sono attraversata da un raggio di memoria: riconosco il maturo sorriso, i denti simpaticamente storti da eterno bambino, le dita lunghe delle mani; anche se i capelli sono diventati bianchissimi, lo vedo. Mi sorprendo della sua presenza come fosse risorto dalla morte.
-“Non ti ho riconosciuto!”
-“Io sì! Sei la stessa! Vieni qua! Ti voglio abbracciare!”
Mi stringe delicatamente. Ricordo il profumo. Odoro il collo, lui appoggia il palmo della mano destra nell’incavo lombare della mia schiena, altro segno di riconoscimento, il corpo che ricorda. Arriva il treno. Ci stacchiamo, saliamo, cerchiamo un vagone vuoto, ci sediamo.
-“Dove stai andando?”
-“Roma.”
-“E tu?”
-“Roma.”
-“Vivi a Ginevra?”
-“No, sono venuta per una conferenza.”
-“Sono felice di averti incontrato.”
-“Grazie.”
-“Che formalità! Ho pensato di scriverti, ti ho visto tramite la pagina Facebook di mio nipote, non volevo morire senza dirti alcune cose… E oggi, la vita ci mette uno davanti all’altra.”
-“Sì, ma io non ti avevo visto.”
-“Vedi? La vita mi fa capire che non dovevo scriverti!”
-“Non ti ho nemmeno riconosciuto.”
-“In un punto sperduto della notte io ti rincontro!”
-“Di schiena.”
-“E che importanza ha? Si è realizzato un miracolo della mia vita!”
-“Ti è cambiata la voce…”
-“Ho desiderato per decadi questo momento, dirti che…”
-“No! Ti prego!”
-“Cosa?”
-“Qualsiasi cosa essa sia, non me la dire! Sia bella o brutta, non me la dire! Ti prego!”
-“Te lo devo!”
-“Non sai quanta gente mi deve qualcosa!”
-“È qualcosa che avrei dovuto dirti.”
-“Lascia stare. Il viaggio è breve e…”
-“Lo so, lo so, stiamo quasi arrivando all’aeroporto!”
-“Mi riferivo all’altro viaggio…”
-“Altro?”

Verso il Grande Aeroporto, come tutti. E a Ginevra. 2015 – Maria A. Listur

 

“Man wonders until he aspires.”

Johann Wolfgang Goethe

-“Don’t you say see me?” The question irrupts behind my back. We are at the train station that goes from the center of Genève to the airport. I quickly turn around in the dying of the night and I barely recognize the person that is in front of me: I look at him, he smiles and opens his arms, I am petrified. Suddenly I am traversed by a ray of memory: I recognize the mature smile, the lovably uneven teeth of the eternal child, the long fingers in the hands; even though the hairs have turned completely white, I see him. I am surprised by his presence as if he resuscitated from death.
-“I didn’t recognize you!”
-“I did! You are the same! Come here! I want to hug you!”
I holds me delicately, I remember the perfume. I smell his neck, he places the palm of his right hand in the lumbar curve of my backbone, another sign of acknowledgement, the body remembers. The train arrives. We part, get on, look for an empty car, sit down.
-“Where a re you going?”
-“Rome.”
-“And you?”
-“Rome.”
-“You live in Genève?”
-“No, I came for a conference.”
-“I am happy to have met you.”
-“Thanks.”
-“How formal! I thought of writing, I saw you through the Facebook page of my nephew, I didn’t want to die without saying some things… And today, life puts us one in front of the other.”
-“Yes, but I didn’t see you.”
-“See? My life makes me understand that I didn’t have to write to you!”
-“I didn’t even recognize you.”
-“In an indefinite point of the night I meet you again!”
-“Facing the opposite side.”
-“And what is the importance? A miracle in my life has come true!”
-“Your voice has changed…”
-“I have desired for decades this moment, tell you that…”
-“No! I beg you!”
-“What?”
-“Whatever it is, don’t tell me! Good or bad, don’t tell me! I beg you!”
-“I owe it to you!”
-“You don’t know how many persons owe me something!”
-“It is something that I should have told you.”
-“Let it be. The trip is short…”
-“I know, I know, we are almost arrived at the airport!”
-“I was referring to the other trip…”
-“Anything else?”

Toward the Great Airport, as everyone. And in Genève. 2015 – Maria A. Listur

“Ogni novità, anche la felicità, spaventa.”/”Every news, even happiness, frights.”

Friedrich Schiller

-Questo qui mi sta innervosendo!
-Guarda che ti sente!
-Non me ne frega niente!
-Allora diglielo direttamente! Sembra che ti fa paura!
-Non mi fa paura ma non ho voglia di discutere!
-Con lui?
-Che vuoi dire?
-Stai discutendo tra te e te…
-Glielo dico dopo.
-Cosa?
-Che il suo insegnamento mi rende nervoso.
-Educazione! Ha detto prima che lui non insegna niente, lui educa.
-Lo stai difendendo?
-No, difendo te. Che senso ha investire tante risorse se non diciamo quello che pensiamo durante un lavoro di ricerca? Soprattutto alla nostra età.
-Ti sta condizionando…
-In quale senso?
-Lo stile.
-Ho immaginato mi avresti detto altro?
-Anche lo sguardo, la prospettiva.
-Ah…
-Sì, sì… Ti condiziona e come!
-Beh… Lo spero.
-Ma che dici?
-Tutto condiziona!
-Per favore! Qui si tratta di estetica! Non puoi essere contenta di essere condizionata!
-L’arte è condizionamento, quanto lo è la vita!
-E la purezza?
-La cenere dopo i fuochi vuoi dire? Esiste altra sintesi di purezza?
-Ti sei innamorata! Tu ti sei innamorata!
-Ti è più comodo pensare che sia innamorata da un artista e anche maestro che mi piace, piuttosto che accettare quanto ti renda vulnerabile la sua bravura?
-Mi innervosisce che tu non ti accorga quanto è condizionante!
-Ti sbagli!
-E lo neghi?
-Ti sbagli se credi che non me ne accorga! Io mi lascio condizionare perché il suo condizionamento è migliore del condizionamento da cui vengo! E sicuramente il mio prossimo insegnante mi condizionerà ancora meglio di lui!
-Io non voglio essere condizionato!
-D’altro.
-Non voglio essere condizionato!
-No… Tu vorresti soltanto non accorgertene!

Roma, tiepida dimora anche marmorea. 2015 – Maria A. Listur

 

“Every news, even happiness, frights.”


Friedrich Schiller

-This guy is making me nervous!
-He can hear you!
-I don’t give a damn!
-Then tell him straight! Looks like he scares you!
-He doesn’t scare me but I don’t want to discuss!
-With him?
-What do you mean?
-You are arguing with yourself…
-I’ll tell him later.
-What?
-That his teachings are making me nervous.
-Education! He said it before he doesn’t teach anything, he educates.
-Are you defending him?
-No, I am defending you. What meaning has it to invest many resources if we don’t say what we think during a work of research? Especially at our age.
-He is influencing you…
-In what way?
-The style.
-I imagined that you would say something different?
-Even the glance, the perspective.
-Ah…
-Yes, yes… He is influencing you a lot!
-Well… I hope.
-What are you talking about?
-Everything influences!
-Please! Here we are dealing with esthetics! You can’t be happy of being influenced!
-Art is conditioning, as much as life is!
-And purity?
-You mean the ashes after the fire? Is there another synthesis for purity?
-You are in love! You are in love!
-Is it more comfortable to think that I am in love with an artist and also a master that I like, rather than accepting how vulnerable his skill makes you?
-It makes me nervous how much you don’t realize how influencing he is!
-You are wrong!
-And you deny it?
-You are wrong if you think that I don’t realize it! I let myself being influenced because his conditioning is better than the conditioning I came from! And surely my next teacher will influence me even better than him.
-I don’t want to be influenced!
-By something else.
-I don’t want to be influenced!
-No… You just want to not realize it!

Rome, tepid abode marmoreal as well. 2015 – Maria A. Listur

Amore/Love

Lei aveva sentito che lui desiderava creare un mondo di dipendenza. Creava accordi amorosi per poi minacciare la distruzione, metteva alla prova, l’amore dell’altro. Gioia, legame, grazia, combattimento, condivisione, lotta quotidiana. Tutto insieme. Un piatto forte per un anima che ama imparare.

Mia madre e mio padre sono state le persone più speciali che io abbia mai incontrato.
Sono il mio referente di distanza. La luce.
Mio padre diceva spesso:
-Non esiste solitudine più triste che quella che si sente in compagnia.

Quando lui le disse che per costruire il loro amore dovevano combattere, soffrire, essere la sofferenza e l’amore dell’altro per sempre, lei disse:
-Mi dispiace, non posso condividere. Quella strada la conosco, ora vorrei provare quella che enuncia tanto bene Raffaele Morelli: “L’amore viene per farci partorire l’essere sconosciuto che ci abita e non per legarci a qualcuno per sempre”.
Infine gli chiese:
-Dimmi quando andrai via, desidero prepararmi per tempo.

Roma, la felicità mi saluta dal mate e dalle candele, 2010 – Maria A. Listur

Love

She felt that he most wanted to create a world of dependency. He created love boundaries to threaten with destruction later, he would test, the love of the other. Joy, connection, grace, fight, sharing, daily struggle. All together. A strong test for a soul that likes to learn.

My mother and my father have been the most special persons I have ever met.
They are my referent in the distance. The light.
My father often used to say:
-There is no solitude sadder than the one you feel in company.

When he said that to build their love they had to fight, suffer, be the suffering and the love of the other forever she said:
-I am sorry, I can’t partake. I know that road, I would like to try the one that Raffaele Morelli enunciates so well: “Love comes to let us give birth to the unknown self that lives in us and doesn’t come to tie us to somebody forever”.
In the end she asked:
-Tell me when you will be leaving; I want to be prepared on time.

Rome, Happiness salutes me from mate and candles, 2010 – Maria A. Listur