ELOGIO DEL DISTACCO/EULOGY OF THE SEPARATION

Nel modo dei petali, sicuri.
Parte, purezza e voluttà
del fiore. Che senza nesso
restano uniti nel vezzo
incantato della distanza.

Rete-V

Rete V – 2014 – Maria A. Listur

Roma, mentre si alzano le tende.
2015 – Maria A. Listur

 

EULOGY OF THE SEPARATION

In the world of the petals, confident.
Part, purity and voluptuousness
of the flower. That without connection
they remain united in the affectation
enchanted in the distance.

Rome, while the curtains raise.
2015 – Maria A. Listur

“È nel ricordo che le cose prendono il loro vero posto.”/“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

“Bello il fiore?”, dice luccicante nel suo sorriso. Ha un fiore bianco tra le dita piccole e nodose, tutta vestita di nero, di spalle alla vigna. Carezzo il suo fiore, dico: “Bellissimo”.
Mi allontano per cercare di stare al ritmo di chi mi ospita; senza molto successo. Mangio tutto quello che mi offrono, tutto è fatto per essere offerto. Tutto viaggia, va verso gli altri. Anche i gatti stanno lì a fare macchia di bellezza in movimento.
“Bello il fiore?”, dice ancora, col fiore bianco in lentissima apertura, composta nella sua sedia sotto il pergolato, incorniciata dalla sua vigna. Carezzo il suo fiore bianco e dico: “Bella lei”.
Affiancata dall’amica/guida passeggio tra alberi da frutto, cicoria selvatica, pomodori che la temperatura regala ancora, file di cavoli, diversi tipi di rosmarino, e calpesto ignorantemente quello che è un tappetto d’origano! Cadono le mele e i kiwi a terra in un paradiso senza tentazioni.
“Bello il fiore?”, ripete col fiore bianco tra quelle manine scolpite nella terra, pronta per il viaggio verso la casa dell’altra figlia, di spalle al suo passato. Carezzo il suo fiore bianco, dico: “Sì, bellissimo”.
Tutto sta crescendo, anche quello che dovrebbe seccare. Confessione di chi cura la vigna, l’orto e la cucina. L’autunno si sta presentando dolcemente e la sofferenza delle olive è l’unico evento doloroso di questo momento. “L’olio quest’anno sarà poco!”, confidano mentre mi fanno assaggiare altri venuti dal sud. Raccolgo maldestramente fagiolini, osservo come si sviluppa un carciofo, assaggio torte, castagne, vino nuovo, mele ancora intiepidite dal crepuscolo.
“Bello il fiore… Io non ti conosco…” Dice guardandomi dolcemente.
“Infatti, non sono mai venuta… Mi ha portato sua figlia.”
“Ah, io vengo da sempre… Bello vero? E ritorna con gli occhi sul fiore.
“Bellissimo!”
Mentre mi allontano per odorare altri alberi, lei svanisce verso casa di un’altra figlia.
Quando il sole cade tra le colline, vedo l’ombra della sua sedia vuota, mi siedo, cerco dentro di me la sua voce, la forza delle radici al posto delle ossa, la sua grazia che nel silenzio di novantuno anni grida il richiamo al centro di tutte le cose.
Improvvisamente, la differenza tra avere memoria è servare ricordo, si fa corpo, il mio.

Crepuscolo

Prenestina, nell’orto di Virginia, dove ispira le sue figlie.
2014 – Maria A. Listur

“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

“Beautiful flower?”, she says sparkling in her smile. She has a white flower between her small and nubby fingers, all dressed in black, with the vineyard behind. I caress the flower, I say: “Very beautiful”.
I step back in order to keep up with the rhythm of is my host; without any luck.
I eat everything they offer me, everything is made to be offered. Everything goes, travels towards the others. Even these cats they are here as a spot of beauty in movement. .
“Beautiful flower?”, she ask again, with that white flower in a very slow blossom, tranquil in her chair under the arbor, framed in her vineyard. I caress her white flower and say: “You are beautiful”.
Along sided by the friend/host I walk among the fruit trees, the wild chicory, the tomatoes that the temperature still donates, lines of cabbages, different types of rosemary, and I step over unawarely what it is a carpet of oregano! Apples and kiwis fall on the ground in a heaven of temptations.
“Beautiful flower?”, she repeats with the white flower between those little hands chiseled by the dirt, ready for the trip towards the house of the other daughter, behind her past. I caress her white flower: “Yes, beautiful”.
Everything is growing, even what it is supposed to be withering. Confessions of who takes care of the vineyard, the vegetable garden and the cooking. The autumn is presenting itself delicately and the suffering of the olives is the only painful event of this moment. “The oil is going to be modest!”, they confess while they make me taste others coming from the south. I inexpertly harvest the green beans, I observe how the artichoke forms. I try cakes, chestnuts, new wine, apples still warmed by the twilight..
“Beautiful flower… I don’t know you…” She says looking at me lovingly.
“Indeed, I have never been here… Your daughter brought me here.”
“Ah, I always come here… Beautiful, isn’t it?” And she goes back with her eyes to the flower.
“Very beautiful!”
While I distance myself to smell other trees, she vanishes towards the house of another daughter.
When the sun sets between the hills. I see the shadow of her empty chair, I sit, look inside me for her voice, the strength of the roots in place of the bones, her grace that in the silence of her ninety one years screams the call to the center of all things.
Suddenly, the difference between having a memory and nurture the remembrance, becomes body, mine.

Prenestina, in the vegetable garden of Virginia, where she inspires her daughters.
2014 – Maria A. Listur

Esigenza/Necessity

Ti so guardinga sull’altra sponda
Indaffarata Sicura Ordinata
Il tuo piacere non offre interruzioni
Abitante Comoda Ricchissima
Castello cristallino e castellana
Mi convinci spesso volentieri e vaga
Ma, imparo grazie a Kronos i tuoi vizi
Non sopporti l’indolente compagnia
E ti nascondi nel sollievo del mio ritmo
Ti perdono
Ti accolgo
Ti so presente
Altalenante Assente.

Fleur-II

Fleur II – 2014 – Maria A. Listur

Reggio Emilia, tra corde che vestono.
2014 – Maria A. Listur

 

Necessity

I know you prudent on the other riverbank
Busy Sure Neat
Your pleasure doesn’t offer interruptions
Inhabitant Comfortable Very Rich
Castle crystalline and castle
You very often convince me and vague
But, thanks to Kronos I learn your vices
You don’t bear the indolent company
And you hide in the relief of my rhythm
I forgive you
I embrace you
I know you present
Fluctuating Absent.

Reggio Emilia, among strings that dress.
2014 – Maria A. Listur

Ancoraggio/Anchoring

Salvaguardami dalla tua sete
O perlomeno
Trasformami nel nostro fiume.

Difendimi dalla tua ruggine
O se non altro
Corrodi la mia armatura.

Tutelami dalla tua furia
O almeno
Componi il senso del tuo grido.

Riparami nella tua assenza
O come minimo
Lascia memorie nella mia mano

Mondi-1-7

Mondi – 1/VII – 2010 – Maria A. Listur

Roma, albero e fiore che sembri città. 2013 – Maria A. Listur

 

Anchoring

Defending myself from your thirst
Or at least
Transform myself in our river.

Defend me from your rust
Or if not
Corrode my armor.

Uphold me from your fury
Or at least
Compose the sense of your scream.

Shelter me in your absence
Or at least
Leave memories in my hand

Rome, tree and flower that seem a city. 2013 – Maria A. Listur