MAL-DONADO, Santiago

in italiano DONATO-MALE, Santiago

-Lo encontraron.
-No hay que buscar lo que se sabe dónde está.
-Que tristeza!
-No… Que gran frío.
-Está haciendo mucho frío en Paris?
-Me refiero al río… A su madre.

-L’hanno trovato.
-Non c’è bisogno di cercare quello che si sa dove si trova.
-Che tristezza!
-No… Che grande freddo.
-Fa molto freddo a Parigi?
-Mi riferisco al fiume… A sua madre.

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Búsqueda – Ricerca – Search

 

2017, è sembra ieri quando alcune donne dicevano:
“mi hijo está desaparecido…”
Maria A. Listur

 

MAL-DONADO, Santiago

in English BADLY DONATED, Santiago

-They found him.
-There is no need to search what it is known where it is
-How sad!
-No… How cold.
-Is it very cold in Paris?
-I am referring to the river… To his mother.

2017, it seems like yesterday when women were saying:
“my son has disappeared…”
Maria A. Listur

IKEBANA

Cosa sarei amore mio senza le tue mani che amano le crepe?
Cosa saremo senza quest’euforia di vuoto, senza il nulla?
Dove potrei posare il mio riposo senza la tua vocazione di fiume?
E dove trovarti se non nell’aroma delle nostre ultime rose?

Grazie Maestri/Thanks Masters Luca Ramacciotti e/and Lucio Farinelli
per ogni viaggio condiviso, sulle navi di/for every shared journey, on the boats of Sogetsu
Vasi/Vases Maria A. Listur
Smalto e Ikebane/enamel and Ikebanas Luca Ramacciotti e/and Lucio Farinelli

Parigi, vaporosamente fredda e brillante.
2017 – Maria A. Listur

 

IKEBANA

What would you be my love without your hands that love the cracks?
What would we be without this euphoria of emptiness, without the nothing?
Where would I lay my rest without your vocation of river?
And where to find you if not in the aroma of our last roses?

Paris, vapourously cold and brilliant.
2017 – Maria A. Listur

DI CANDORI, FATTA/OF CANDOR, MADE

Spesso mi sembra di aver bisogno di poco,
di economizzare, di trattenere solo quel che serve
fintantoché non incontro:
la sete di chi si è seduto accanto al fiume,
la tristezza di chi mente,
la solitudine dei vizi,
la paura dietro il dimenticare,
la morte che sembra vita.
Mi sembra… Fintantoché.

661-Saint-Remy

Daniela Ciotola ph, 2016 – Villeneuve Les Avignon

Parigi di pioggia, come stelle cadenti.
2016 – Maria A. Listur

 

OF CANDOR, MADE

Often it seems to me that I am in need of little,
of economizing, of holding only what is necessary
until I meet:
the thirst of who is sitting next to the river,
the sadness of who lies,
the loneliness of the vices,
the fear behind the forgetting,
the death that seems life.
It seems to me… Until.

Paris of rain, like shooting stars.
2016 – Maria A. Listur

QUASI MEDITARE/ALMOST MEDITATING

Osservazione nitida dentro quel fiore
che è mente
e mente.
Scorrere lentamente dentro quel fiume
che è vuoto
e svuota.

Giverny-618

Giverny – Il ruscello di Monet. 2015 – Personal Collection

Parigi, l’inverno conduce. 2016 – Maria A. Listur

 

ALMOST MEDITATING

Clear observation inside that flower
which is mind
and minds.
Slowly flowing inside that river
that is the emptiness
and empties.

Paris, winter leads. 2016 – Maria A. Listur

“È nel ricordo che le cose prendono il loro vero posto.” /“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

Il mio ospite ama il pane fresco. Troppo tardi per farlo a casa e troppo presto per uscire a comprarlo. Esco ugualmente, cammino quando il buio dell’inverno risparmia luce. Percorro Rue Saint Paul fino al fiume, attraverso il Ponte di Marie, davanti a me e in direzione opposta, un uomo attraversa la nebbia.
L’uomo sembra non avere fine, i limiti della sua sagoma si sfumano nell’umidità che scolpisce Parigi.
Ci guardiamo agli occhi. Lui mi sorpassa dalla parte della ringhiera. Percepisco il tremore del ponte. Ascolto i passi e il suono del suo impermeabile ammorbidito dall’umido. Dopo dieci passi ascolto anche la voce:

-Maria! Marilyn!

Mi giro di scatto prima d’arrivare all’isola di Saint Louis. Ricordo la voce. Non riesco ad associarla alla figura sfumata nell’alba. Corre verso di me e mi prende dalle braccia. Mi scuote delicatamente e ripete ai miei occhi attoniti:

-Non ti ricordi di me? Guardami.

Lo guardo e riesco a vedere il blu profondo degli occhi, diventati grigi dal riflesso del cielo. Non riesco a parlare. Insiste:

-Sono io.

Lo abbraccio e lo sento tremare nel petto, lui sembra fatto di vapore, io mi congelo. Gli sussurro all’orecchio:

-Ho freddo.
-Ma che fai a quest’ora per strada?

Non rispondo perché, ricordo. Lui insiste:

-Cosa fai?
-Una passeggiata fino all’apertura delle panetterie.
-Non sai che allegria mi dai!
-Vedo.
-Facciamo colazione insieme?
-No… Preferisco camminare.
-Ti accompagno?
-Grazie, preferisco continuare da sola.
-Sono a Parigi per due giorni, poi vado a Roma per altri due e alla fine del mese torno a casa. Ti va se ci sentiamo?
-Preferisco di no.
-Non sembri te…
-Allora come hai potuto riconoscermi?
-Dico per la mancanza di calore, non per il fisico.
-Ah…
-Pensi che ci sia qualcosa di cui dovremo chiarirci dopo…
-No.
-Mi ha fatto piacere vederti ma sento qualcosa che…
-La nebbia fa queste cose, ti fa incontrare gente che in realtà non esiste… Proviamo ad arrivare all’altra sponda.

Mi sommergo nello spirito di quella che fu l’isola dei Pazzi, mai sentita così a casa.

Parigi, mentre il fiume borbotta e il cielo accoglie… 2014 – Maria A. Listur

 

“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

My guest loves fresh bread. Too late to make it in the house and too early to go out to buy it. I go out anyway, I walk when the darkness of winter saves light. I walk through Rue Saint Paul up to the river, I cross Marie Bridge, in front of me in the opposite direction, a man passes through the mist.
The man seems not having an end, the outlines of his silhouette are blurred in the humidity that engraves Paris.
We look at each other eyes. He passes me from the railing side. I sense the trembling of the bridge. I hear the steps and the sound of his raincoat-softened by the humidity. After ten steps I hear the voice as well:

-Maria! Marilyn!

I turn around before reaching the island of Saint Louis. I remember the voice. I cannot associate it to the blurred figure of the dawn. He runs towards me and take my arms. He shakes me delicately and repeats to my dumbfounded eyes:

-Don’t you remember me? Look at me.

I look at him I can see the profound blue of his eyes, that have become grey by the reflex of the sky, I cannot speak. He insists:

-It’s me.

I hug him and I can feel him shaking in the chest, he seems to me made of steam, I am frozen. I whisper in his ear:

-I am cold.
-What are you doing at this time in the street?

I don’t reply because, I remember. He insists:
-What are you doing?
-A stroll until the bakeries open.
-You don’t know how happy you make me!
-I see.
-Shall we have breakfast?
-No… I’d rather walk.
-Can I walk you?
-Thanks, I’d rather continue alone.
-I am in Paris for two days, then I am going to Rome for two more and at the end of the month I am going back home. Do you mind if we talk?
-I’d rather not.
-You don’t seem yourself…
-So how could you recognize me?
-I am saying it for the lack of warmness, not for the body.
-Ah…
-You think there is something we should clear later on…
-No.
-It made me happy to see you but I feel something that…
-Mist does this things, it makes you meet people that do not exist in reality… Let’s try to reach the other bank.

I submerge in the spirit of what it was the island of the Crazies, never felt so at home before.

Paris, while the river rumbles and the sky greets… 2014 – Maria A. Listur