TRASPARENZE/TRASPARENCIES

Come fossero parte della tela,
quasi invisibili le anime.
I corpi si confondono con le foglie,
miracolo del vento d’amicizia.
In fedele vocazione, in permanenza.

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Amiche e Amici a Pianoro, Agosto 2019/Girlfriends and Friends at Pianoro, August 2019

Maria A. Listur
In omaggio a Tich Nath Han

 

TRASPARENCIES

As if they were part of the canvas,
almost invisible souls.
The bodies merge with the leaves,
miracle of the wind of friendship.
In faithful vocation, in permanence.

Maria A. Listur
In homage to Tich Nath Han

“Lo specchio riflette esattamente ciò che vede: non sbaglia perché non pensa.”
/The mirror reflects perfectly; it makes no mistakes because it doesn’t think.”


Paulo Coelho

-Quando dice “maturità” non Le sembra di essere un po’ poetica?
-Poetica?
-Secondo me, si parla di “maturità” per non dire “vecchiaia”.
-No, io voglio dire maturità; come si dice dei frutti quando…
-…quando sono tutti raggrinziti quasi putridi!
-Prima di essere putridi sono morbidi, spesso più dolci, facili da spellare.
-Poetica! Lei è poetica!
-Se Lei tira le somme così facilmente senza conoscere il mio linguaggio, mi sta tentando! Posso anche io cadere nei facilismi…
-Si faccia tentare!
-… quindi, Lei non ha frequentato sua nonna quando la pelle raggrinzita era visibilmente increspata dall’esperienza?
-E se non fosse caduta nei facilismi cosa avrebbe detto?
-Che la maturità di cui tento di parlare, a differenza della vecchia, è accettare che ci si possa vedere molto diversamente da come uno si sente e curiosare nella differenza.

Parigi, quando la seduzione diventa giudizi.
Maria A. Listur – 2018

 

The mirror reflects perfectly; it makes no mistakes because it doesn’t think.”

Paulo Coelho

-When you say “maturity” don’t you think you are being a bit poetic?
-Poetic?
-To me, we say “maturity” not to say “old age”.
-No, I want to say maturity; as it is said for the fruits when…
-…when they are all wrinkled almost putrid!
-Before they are putrid they are soft, often sweeter, easy to peel off.
-Poetic! You are poetic indeed!
-If you draw your conclusions so easily without knowing my language, you are tempting me! I too can fall into easy-thinking…
-Let yourself be tempted!
-… so, you haven’t seen your grandmother when her wrinkled skin was visibly wrinkled by experience?
-And if you wouldn’t have fallen into easy thinking what would you say?
-That the maturity I am trying to talk about, differently from old age, is to accept that we can see ourselves differently from how we feel and be curious in the difference.

Paris, when seduction becomes judgment.
Maria A. Listur – 2018

“La gente pensa che se evita la verità, questa potrebbe cambiare in qualcosa di meglio prima che debbano ascoltarla.”/“People think that if they avoid the truth, this one could change into something better before they have to hear it.”

Marsha Norman

Affranto, straziato, sgomento, addolorato sono possibili traduzioni della parola “acongojado”, in spagnolo.
Non la sentivo da tanto tempo, non l’ascoltavo da un’eternità, quasi ieri quando nel 1983 la dovetti usare per annunciare la morte di mio padre.
Ora, una voce con un colore quasi identico al mio pronuncia la parola “acongojado”, utilizza questa forma del linguaggio parlato per definire lo stato che prova di fronte a una perdita; affranto per una perdita anche mia, sgomento per la sorpresa, addolorato per avermi visto vivere in perdita quello che ora è tangibile perdita.
Io resto a fare mentalmente la traduzione, a cercare come dire in italiano o in francese la parola “acongojada”, non ci riesco, niente mi rappresenta lo stringimento del petto all’altezza del timo simultaneamente riflessa verso ogni estremità come fosse una luce gelida. Neanche i dizionari o i vocabolari – in linea ed in carta – vengono a salvarmi dal vuoto della traduzione. Niente traduce l’effetto di un ago di vetro tra le costole, divenuto parola. Mi sono sempre permessa di raccontare lo strazio, lo sgomento, l’afflizione, anche la gioia di aver trasformato il bello in miracoli, il maltrattamento in allegorie, mai la “congoja”.

Si muore un po’ agli occhi di chi non si ben-tratta e quando quel corpo veramente muore, qualche volta, finisce di morire. Sì, si finisce. E si smette di essere o di stare “acongojada”.

Parigi, quando lo sgomento alleggerisce.
2017 – Maria A. Listur

 

“People think that if they avoid the truth, this one could change into something better before they have to hear it.”

Marsha Norman

Overcome, tormented, dismay, sorrowful are possible translations of the word “acongojado”, in Spanish.
I haven’t heard it for a long time, I didn’t hear it for an eternity, it was almost in 1983 when I had to use it to announce the death of my father.
Now, a voice with a color almost identical to mine pronounces “acongojado”, utilizing this form of spoken language to define a state that he feels toward a loss; overcome for a loss also mine, shocked for the surprise, sorrowful for seeing me living at a loss that now is a tangible loss.
I linger in making a translation mentally, in looking for a way to say in Italian or in French the word “acongojada”, I can’t, nothing represents the constriction at chest level of the thymus simultaneously reflected toward every extremity as if it was cold light. Not even the dictionaries or the vocabularies – online or on paper – come to rescue me from the emptiness of the translation. Nothing translates the effect of a glass needle between the ribs, turned into word. I have always allowed myself to talk about the torment, the shock, the affliction and also the joy of having transformed the beauty into miracles, the abuse in allegories, never although the “congoja”.

We die a little to the eyes of those who don’t well-treat themselves and when that body really dies, sometimes, finishes to die. Yes, finishes. And we stop being or staying “acongojada”.

Paris, when the dismay lightens.
2017 – Maria A. Listur

“Un fondoschiena veramente ben fatto è l’unico legame tra Arte e Natura.”/“A truly well made bottom hole is the only link between Art and Nature.”

Oscar Wilde

-E com’è chiamata?
-Gluteus Therapy
-Non immaginavo fosse considerata una terapia…
-Non c’è bisogno di essere ironici. Si tratta di un trattamento serio.
-Non sono ironica. Ma…
-Ha dei pregiudizi.
-No.
-Come tutte le persone che devono esporre quella parte del corpo.
-Allora non mi ha guardato con attenzione!
-Non faccia la disinvolta che si vede benissimo che ha dei pregiudizi!
-Può darsi… Anzi, alcune volte ho dei problemi con la pubblicità…
-Io mi riferivo soltanto alla gente comune non alle persone che si guadagnano da mangiare esponendosi!
-Guardi che tra la gente comune, come dice lei, ci sono tanti che hanno un sereno rapporto con i gluteus.
-Vede che ironizza!
-La prego di considerare la possibilità di stare usando un linguaggio ambiguo…
-Quando si tratta di quelle parti, si pensa sia tutto ambiguo!
-Per favore, può spiegarmi la prima visita?
-Osservo le natiche.
-Soltanto le natiche.
-Guardi che le natiche sono una mappa!
-Tutto è una mappa!
-Osservo le natiche, le palpo, se è necessario le massaggio.
-E da cosa dipende che le massaggi o no?
-Dall’emotività che trasmettono.
-Ah… Chi è il suo maestro?
-Non glielo posso dire.
-Come mai?
-In questo mondo pieno di gente che fa il maestro o la maestra, è meglio mantenere nascoste sia le tecniche sia i maestri.
-Come nascoste? Lei me ne sta parlando…
-Perché lei potrebbe essere una futura paziente.
-E da cosa lo deduce?
-Dal fatto che è interessata all’argomento e dalla forza emotiva delle sue…
-Il mio interesse non prevede l’usufrutto!
-Può tenere il segreto?
-No. Anzi, scriverò sull’argomento. Me lo doveva dire prima che si trattava di un segreto.
-Va bene. Scriva quello che vuole! Non mi sembrava così dispettosa!
-Dispettosa?
-Sì! Dispettosa… Tutto perché non le rivelo il nome del mio maestro!
-No! Voglio scrivere perché se non rileggo, non ci credo!
-Ho ragione nel pensare che mi prende in giro!
-No! Io credo che nella vita si possa leggere tutto, fare una mappa di tutto, quello che non voglio dimenticare è che esiste qualcuno nel mondo che si è occupato di farne una dei glutei… A proposito… Soltanto le natiche?
-No, ma, il seguito non glielo racconto perché non se lo merita!

Roma, dove insisto nel conoscere l’inconoscibile. 2014 – Maria A. Listur

 

“A truly well made bottom hole is the only link between Art and Nature.”

Oscar Wilde

-And how is it called?
-Gluteus Therapy
-I didn’t imagined it was considered a therapy…
-No need to be ironical. It’s a serious treatment.
-I am not being ironical. But…
-You have some prejudices.
-No.
-As all the people who have to expose that part of the body.
-Then you haven’t looked at me properly!
-Don’t play the relaxed, it’s clear that you do have some prejudices!
-It might be… In fact, sometime I have some problems with publicity…
-I was just talking about ordinary people not people who earn a living by exposing themselves!
-Look, among the ordinary people, as you say, there are many who have a serene relation with their gluteus.
-See, this is irony!
-I beg you to consider the possibility that you are using an ambiguous language…
-When it’s about those parts, everything is thought to be ambiguous!
-Please, can you explain the first visit?
-I observe the buttocks.
-Only the buttocks.
-Look, the buttocks are a map!
-Everything is a map!
-I observe the buttocks, I touch them, if it’s necessary I massage them.
-And from what does it depends that you massage them or not?
-By the emotion that they transmit.
-Ah… Who is your master?
-I can’t tell you.
-How come?
-In this world full of people who pretend to be the male or female master, it is better to maintain secret either the techniques or the masters.
-Why secret? You are telling me…
-Because you could be a future patient.
-And from what do you deduce it?
-From the fact that you are interested in the argument and by the emotional strength of your…
-My interest doesn’t imply the usufruct!
-Can you keep a secret?
-No. As a matter of fact I am writing about this. You should have told me before it was a secret.
-Alright. Write what you want! You didn’t seem such a nuisance!
-Nuisance?
-Yes! Nuisance… All because I am not telling you the name of my master!
-No! I want to write because if I don’t read it again I won’t believe it!
-I was right thinking you were making fun of me!
-No! I believe that in life everything can be read, make a map of everything, what I don’t want to forget is that there is someone in the world who got busy in making one of the gluteus… By the way… Only buttocks?
-No, but, I am not telling you the rest because you don’t deserve it!

Rome, where I insist in knowing the unknowable. 2014 – Maria A. Listur