BENVENUTI/WELCOME

Finalmente il tutto viene a incontrare
il punto di congiunzione all’infinito
dove curare ancora il tuo posto. Lì ti attende
quel pane fresco, quello del giorno
e della notte, lievitante e nostalgica
d’altre mani, quelle del popolo, quelle di casa,
di quel nostro patio, giardino e anche camera.

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Ortigia – Sicilia, quando casa è ovunque.

2020 – Maria A. Listur

 

WELCOME

In the end the whole comes to encounter
the conjunction point at the infinity
where once more to care for your place. There awaits you
that fresh bread, of the day
and of the night, leavened and nostalgic
of other hands, those of the people, those of home,
of that patio of ours, garden and room.

Ortigia – Sicily, when home is everywhere.

2020 – Maria A. Listur

“La convinzione è un’opinione diventata adulta.”/“Certainty is an opinion that has become adult.”

Roberto Gervaso

-Hai mai pensato di fare altro?
-Altro?
-Sì, avere un’altra professione.
-Chiederesti a una scultura se vuole essere aiuola?

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Parigi, Jardin de Reuilly – Archivio Personale//Personal Archive

Quando i contrari svaniscono nel cuore della pace. 2015

Maria A. Listur

 

“Certainty is an opinion that has become adult.”

Roberto Gervaso

-Have you ever think of doing something else?
-Something else?
-Yes, having another profession.
-Would you ask to a sculpture if it would want to be a flowerbed?

When the opposites disappear in the heart of the peace. 2015

Maria A. Listur

RISPARMIATORI DI ANIMA/SOUL SAVERS

Guardano le eclissi perché novità.
Risparmiano baci in attesa del meglio,
pensano: Verrà…
Alzano lo sguardo senza ringraziare,
la pioggia, il sole,
dimenticano l’aria,
che sa.
Riempiono il frigo d’impacchettati gusti,
infedeli alla fame,
fedeli all’ansia,
che fa.
Amano soltanto quel che innamora
per non rinunciare all’odio,
che verrà.
Custodiscono la propria famiglia
che credono propria,
quanto la prole,
il gatto
e del giardino,
la rosa…
E anche essa,
partirà.

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Nocturno 2 – 2015 – Maria A. Listur

Parigi, quando l’eclisse sa illuminare quel che c’è.
2015 – Maria A. Listur

 

SOUL SAVERS

They observe the eclipses because novelty
They save kisses waiting for better,
they think: It will come…
They raise their glance without thanking
the rain, the sun,
they forget the air,
that knows.
They stuff the fridge with packed flavors
unfaithful to appetite
faithful to anxiety,
that makes.
They love only what enchants
for the purpose of not renouncing to hate
that will happen.
They preserve their own family
which they believe own,
as well as the children
the cat
and
of the garden, the rose…
And that too,
will part.

Paris, when the eclipse knows how to illuminate what it is necessary
2015 – Maria A. Listur

La cucina di Monet/Monet’s Kitchen

Un rettangolo giallo brillante.
Memorie e immaginazione mi conducono verso quelli che furono i suoi profumi e i suoi sapori.
Blu e giallo, rame e ferro.
M’imbarazza fotografare l’assenza tuttavia scatto qualcosa senza senso.
So di violare un tempio e allo stesso tempo vorrei che quell’immagine evocasse qualcosa d’irraggiungibile, come può stimolare l’immagine di un fiore rispetto al suo profumo. Sbaglio. Per evocare un profumo bisogna prima sentirlo…
Esco dalla porta vicina ai fornelli e ritorno all’angolo esterno della casa dove un roseto fa da cornice a un’immensa vetrata che lascia intravedere lo studio, siedo sulla panca dove gli aromi arrivano distinti, dilatati.
Mentre osservo la grande quantità di umanità che fa delle foto a ogni cosa e decido di compiere il primo passo di ritorno verso casa, trovo consolazione all’impossibilità di aver condiviso il tempo della famiglia Monet nell’odore giallo della cucina e nei colori danzanti che fondarono un nuovo modo di rimembrare un giardino.

Monet-1

Monet-2

Monet-3

Monet-4

Angoli della cucina della casa di Monet a Giverny
Con un sorriso quasi lacrima./In a corner of the kitchen of Monet’s house in Giverny
With a smile that is almost a tear.

2015 – Maria A. Listur

 

Monet’s Kitchen

A bright yellow rectangle.
Memories and imagination carry me towards those that were its perfumes
and its flavors.
Blue and yellow, copper and iron.
It embarrasses me to photograph the absence however I shoot something without sense.
I know I am violating a temple and at the same time I wish that the image could evoke something unreachable, as an image of a flower can stimulate its perfume. I am wrong. To evoke a perfume, you should first smell it…
I get out from the door next to the burners and return to the external angle of the house where a rose garden is like a framework to an immense glass wall that let us see the studio, I sit on the bench where the aromas arrive distinct, dilated.
While observing the huge quantity of humanity that takes pictures at everything and I decide to make my first step to return to home, I find consolation
in the impossibility to have shared the time of the Monet family in the yellow
scent of the kitchen and in the dancing colors that founded a new way to
reminisce a garden.

2015 – Maria A. Listur

“La natura esagera”/“Nature over does it.”

Emil Cioran

Lui è lo stesso essere di tre anni fa, la stessa intensità “innamorante”.
Nel tempo del mezzogiorno. Ora, mi si para davanti al crepuscolo.
Sono meravigliata da com’è diventato imponente e, allo stesso tempo,
delicato, sembra attraversato dalla luce. Mi sono rinnamorata…

In questi anni, in questi ultimi tre inverni,
non mi sono accorta di vivere rendendolo tacito.
C’è sempre stato mentre la primavera è passata sottile per Roma,
anche durante l’estate quando mi ritiro in una città
brillante d’abbandono e poco soleggiata.
Attende i miei soli durante l’autunno, il tempo del mio fuoco.
E anche quando chi mi manca, mio solco, mi raggiunge.

In questo crepuscolo, la compagna del mio amore, accanto a lui,
non sdegna il mio sguardo interessato. M’invita a raggiungerli, dice:

-Tutto bene Maria?
-Sì, grazie.
-Ha sentito?
-Sì…

Lui si muove lentamente, radicato e sereno. Lei chiede:

-Venga…

Sono troppo sensibile alla loro vicinanza ma soprattutto
al profumo di lui tuttavia, mi avvicino. Lei avverte:

-Stia attenta, sta calando la luce e non si vede bene il terreno…

Vorrei dirle che seguo la traccia di lui ma, non abbiamo tale confidenza.
Quando arrivo a loro due, lei si appoggia a lui, chiude gli occhi.
Lui si muove senza rendere insicuro l’appoggio.
Guardo loro. Con il sole sulla mia schiena che lentamente svanisce,
tutto diventa arancio brillante e somiglia a cinquanta autunni miei.
Vorrei anch’io appoggiarmi ma, desisto per eccesso di discrezione.
Chiudo gli occhi, sento la grazia di questo amore a tre.

La voce di lei ha i colori di lui. Apre gli occhi, lo scuote delicatamente e dice:

-Sente il profumo?
-Sì.
-Sa come si chiama?
-Gelsomino di Tunisi.
-Non le sembra il nome di un imperatore bambino?
-Di un uomo.

Roma, dove il sole tramonta senza oscurare. 2014 – Maria A. Listur

 

“Nature over does it.”

Emil Cioran

He is always the same as three years ago, same “enamoring” intensity.
In the time of midday.
Now, it present itself in front of me in the twilight. I am astonished
he became so majestic and, at the same time, delicate,
seems passed through by light. I am in love again…

In these years, in these last three winters, I realized that I lived
making him implicit. He has always been there while spring
has faintly gone through Rome, even at summer time when I retire
in a town shiny of abandon and poorly sunlit.
He waits my suns during fall, the time of my fire.
And even when who I miss, my rut, reaches me

In this twilight, the partner of my love, near him,
doesn’t disdain my interested glance. She invites me to join them, says:

-Everything alright Maria?
-Yes, thanks.
-Have you heard?
-Yes…

He moves slowly, rooted and serene, She asks:

-Come along…

I am too sensible to their proximity and especially to his perfume
anyhow, I go closer
She warns:

-Be careful, light is fading out and you can’t see the ground well…

I would like to say that I follow his trace but, we are not that close.
When I reach them both,
she leans on him, closes her eyes. He moves without making the leaning insecure.
I look at them. With the sun on my back that slowly fades, everything
becomes shiny orange
and resembles the fifty autumns of mine
I wish I could lean but, I give up for over discretion.
I close my eyes, I feel the grace of this love of three.

Her voice has his colors. Opens her eyes, shakes him gently and says:

-Can you smell the perfume?
-Yes.
-Do you know his name?
-Tunisian jasmine.
-Doesn’t it seem to you the name of a child emperor?
-Of a man.

Rome, where the sun sets without obscuring. 2014 – Maria A. Listur