“L’uomo erra finché aspira.”/“Man wonders until he aspires.”

Johann Wolfgang Goethe

-“Non mi saluti?” Irrompe la domanda alle mie spalle. Siamo nella stazione ferroviaria che porta dal centro di Ginevra all’aeroporto. Mi volto di scatto nel morire della notte e stento a riconoscere la persona che ho davanti: lo guardo, lui sorride e apre le braccia, io sono impietrita. Improvvisamente, sono attraversata da un raggio di memoria: riconosco il maturo sorriso, i denti simpaticamente storti da eterno bambino, le dita lunghe delle mani; anche se i capelli sono diventati bianchissimi, lo vedo. Mi sorprendo della sua presenza come fosse risorto dalla morte.
-“Non ti ho riconosciuto!”
-“Io sì! Sei la stessa! Vieni qua! Ti voglio abbracciare!”
Mi stringe delicatamente. Ricordo il profumo. Odoro il collo, lui appoggia il palmo della mano destra nell’incavo lombare della mia schiena, altro segno di riconoscimento, il corpo che ricorda. Arriva il treno. Ci stacchiamo, saliamo, cerchiamo un vagone vuoto, ci sediamo.
-“Dove stai andando?”
-“Roma.”
-“E tu?”
-“Roma.”
-“Vivi a Ginevra?”
-“No, sono venuta per una conferenza.”
-“Sono felice di averti incontrato.”
-“Grazie.”
-“Che formalità! Ho pensato di scriverti, ti ho visto tramite la pagina Facebook di mio nipote, non volevo morire senza dirti alcune cose… E oggi, la vita ci mette uno davanti all’altra.”
-“Sì, ma io non ti avevo visto.”
-“Vedi? La vita mi fa capire che non dovevo scriverti!”
-“Non ti ho nemmeno riconosciuto.”
-“In un punto sperduto della notte io ti rincontro!”
-“Di schiena.”
-“E che importanza ha? Si è realizzato un miracolo della mia vita!”
-“Ti è cambiata la voce…”
-“Ho desiderato per decadi questo momento, dirti che…”
-“No! Ti prego!”
-“Cosa?”
-“Qualsiasi cosa essa sia, non me la dire! Sia bella o brutta, non me la dire! Ti prego!”
-“Te lo devo!”
-“Non sai quanta gente mi deve qualcosa!”
-“È qualcosa che avrei dovuto dirti.”
-“Lascia stare. Il viaggio è breve e…”
-“Lo so, lo so, stiamo quasi arrivando all’aeroporto!”
-“Mi riferivo all’altro viaggio…”
-“Altro?”

Verso il Grande Aeroporto, come tutti. E a Ginevra. 2015 – Maria A. Listur

 

“Man wonders until he aspires.”

Johann Wolfgang Goethe

-“Don’t you say see me?” The question irrupts behind my back. We are at the train station that goes from the center of Genève to the airport. I quickly turn around in the dying of the night and I barely recognize the person that is in front of me: I look at him, he smiles and opens his arms, I am petrified. Suddenly I am traversed by a ray of memory: I recognize the mature smile, the lovably uneven teeth of the eternal child, the long fingers in the hands; even though the hairs have turned completely white, I see him. I am surprised by his presence as if he resuscitated from death.
-“I didn’t recognize you!”
-“I did! You are the same! Come here! I want to hug you!”
I holds me delicately, I remember the perfume. I smell his neck, he places the palm of his right hand in the lumbar curve of my backbone, another sign of acknowledgement, the body remembers. The train arrives. We part, get on, look for an empty car, sit down.
-“Where a re you going?”
-“Rome.”
-“And you?”
-“Rome.”
-“You live in Genève?”
-“No, I came for a conference.”
-“I am happy to have met you.”
-“Thanks.”
-“How formal! I thought of writing, I saw you through the Facebook page of my nephew, I didn’t want to die without saying some things… And today, life puts us one in front of the other.”
-“Yes, but I didn’t see you.”
-“See? My life makes me understand that I didn’t have to write to you!”
-“I didn’t even recognize you.”
-“In an indefinite point of the night I meet you again!”
-“Facing the opposite side.”
-“And what is the importance? A miracle in my life has come true!”
-“Your voice has changed…”
-“I have desired for decades this moment, tell you that…”
-“No! I beg you!”
-“What?”
-“Whatever it is, don’t tell me! Good or bad, don’t tell me! I beg you!”
-“I owe it to you!”
-“You don’t know how many persons owe me something!”
-“It is something that I should have told you.”
-“Let it be. The trip is short…”
-“I know, I know, we are almost arrived at the airport!”
-“I was referring to the other trip…”
-“Anything else?”

Toward the Great Airport, as everyone. And in Genève. 2015 – Maria A. Listur