DALL’ALTRO LATO…/FROM THE OTHER SIDE…

… di quello sguardo di frantumata gioia
trovai la pena di chi per vivere finge vita,
o si accontenta di quel che a sé racconta
o sembra soddisfarsi quando vien creduto.
Vorrei riportati tutta la tua infanzia; e accartocciata
o spiegazzata nella quiete e nel suo rovescio
rifare insieme a te ogni tuo passo. Salvo, libero
e sollevato dalla storia che ti divide, che deperisce
il dolcissimo e nascosto altro tuo lato.

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Kate Maldonado ph

Nel dolmen degli amici.
2020 – Maria A. Listur

 

FROM THE OTHER SIDE…

… of that glance of shattered joy
I found the pity of those who pretend life to live,
or settle for what they say about themselves
or seem satisfied when they are believed.
I wish I could give you back all of your childhood; and crumpled
or crinkled in the silence and in its reverse
redo with you each step of yours. Except, freed
and lifted from the story that divides you, that perishes
the sweet and hidden other side of yours.

In the dolmen of friends.
2020 – Maria A. Listur

ETERNA PRIMAVERA/ETERNAL SPRING

Non ti preoccupare Amore…
La mia memoria ha una felicità sovversiva,
ricorda soltanto quelle volte che abbiamo riso.
La nostra gioia continuerà a seminare rivoluzioni.

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Rosa Damascena/Damask Rose

Parigi, 21 03 2019 – Maria A. Listur

 

ETERNAL SPRING

Don’t worry Love…
My memory has a subversive happiness,
just remember those times that we laughed.
Our happiness will keep on spreading revolutions.

Paris, 21 03 2019 – Maria A. Listur

DISTILLAZIONI NECESSARIE/NECESSARY DISTILLATIONS

Si confonde con l’appagamento,
con il trionfo, con lo splendore.
Spesso si mescola alla copiosità,
alla ricchezza, alla prosperità!
Certa la s’immagina nel fascino,
nella bellezza, nell’amenità.
Si proietta nel riparo, nella salute,
nel rimedio, nella tonicità!
Si crede di saperla riconoscere…
Inafferrabile, indefinibile,
immobile, austera e silenziosa,
si riposa anche sotto il buio,
le rovine, la tristezza:
la gioia.
Lei sa.

Sospensioni-dett

SOSPENSIONI/SUSPENSIONS, dett. – 2015 – Maria A. Listur

Parigi, sotto la rugiada dell’alba
2015 – Maria A. Listur

 

NECESSARY DISTILLATIONS

It is confused with satisfaction,
with triumph, with splendor.
Often, it is mixed with abundance,
with richness, with prosperity!
Sure it is imagined in fascination,
in beauty, in amenity.
It is projected in the shelter, in health,
in remedy, in being toned!
We think we can recognize it…
Elusive, indefinable,
immobile, austere and silent,
rests even under the darkness,
the ruins, the sadness:
the joy.
She knows.

Paris, under the dew of the dawn
2015 – Maria A. Listur

FEDELTÀ/LOYALTY

Si cambia prospettiva dello stesso cielo.
Si parte, si arriva, si compie altro abbraccio.
Si compra quel sapore che ricorda un tempo.
Si riparte, si arriva, si ricompie altro abbraccio.
Si annusano profumi, aromi che sono la storia.
Ancora si parte, si arriva, ci salva l’abbraccio.
All’infinito, totalmente dentro.
Mentre il fiore
nato durante le assenze,
attende. Fedele.

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Il cielo del Velario di Palazzo Altemps/The sky of the Velarium of Altemps Palace – Maria Vera Quattrini ph

Reggio Emilia, nella gioia di essere.
2015 – Maria A. Listur

 

LOYALTY

We change prospective of the same sky.
We leave, we arrive, we accomplish another hug.
We buy that taste that reminds a time.
We leave again, we arrive, we accomplish again another hug.
We smell perfumes, aromas that are the story.
Again we leave, we arrive, the hug saves us.
Endlessly, totally inside.
While the flower
born during the absences,
Awaits. Faithful.

Reggio Emilia, in the joy of being.
2015 – Maria A. Listur

La cucina di Monet/Monet’s Kitchen

Un rettangolo giallo brillante.
Memorie e immaginazione mi conducono verso quelli che furono i suoi profumi e i suoi sapori.
Blu e giallo, rame e ferro.
M’imbarazza fotografare l’assenza tuttavia scatto qualcosa senza senso.
So di violare un tempio e allo stesso tempo vorrei che quell’immagine evocasse qualcosa d’irraggiungibile, come può stimolare l’immagine di un fiore rispetto al suo profumo. Sbaglio. Per evocare un profumo bisogna prima sentirlo…
Esco dalla porta vicina ai fornelli e ritorno all’angolo esterno della casa dove un roseto fa da cornice a un’immensa vetrata che lascia intravedere lo studio, siedo sulla panca dove gli aromi arrivano distinti, dilatati.
Mentre osservo la grande quantità di umanità che fa delle foto a ogni cosa e decido di compiere il primo passo di ritorno verso casa, trovo consolazione all’impossibilità di aver condiviso il tempo della famiglia Monet nell’odore giallo della cucina e nei colori danzanti che fondarono un nuovo modo di rimembrare un giardino.

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Monet-2

Monet-3

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Angoli della cucina della casa di Monet a Giverny
Con un sorriso quasi lacrima./In a corner of the kitchen of Monet’s house in Giverny
With a smile that is almost a tear.

2015 – Maria A. Listur

 

Monet’s Kitchen

A bright yellow rectangle.
Memories and imagination carry me towards those that were its perfumes
and its flavors.
Blue and yellow, copper and iron.
It embarrasses me to photograph the absence however I shoot something without sense.
I know I am violating a temple and at the same time I wish that the image could evoke something unreachable, as an image of a flower can stimulate its perfume. I am wrong. To evoke a perfume, you should first smell it…
I get out from the door next to the burners and return to the external angle of the house where a rose garden is like a framework to an immense glass wall that let us see the studio, I sit on the bench where the aromas arrive distinct, dilated.
While observing the huge quantity of humanity that takes pictures at everything and I decide to make my first step to return to home, I find consolation
in the impossibility to have shared the time of the Monet family in the yellow
scent of the kitchen and in the dancing colors that founded a new way to
reminisce a garden.

2015 – Maria A. Listur

QUELLA Lì/THAT ONE

Si filtra come ogni giornata
Silente. Gravida. Mai stanca.
Cambia lo sguardo di chi guarda.
Ovunque si inabissi ogni abisso
lei riprende, gratifica, innalza.
E tra i chicchi di notte,
e le foglie dell’alba
la fiducia sboccia
ri-salva!

Lotta Blokker

Lotta Blokker

Roma, canta amicizia!
2015 – Maria A. Listur

 

THAT ONE

She filters herself like in every day
Silent. Pregnant. Never tired.
Changes the gaze of who watches.
Everywhere every abyss sinks
she starts again, gratifies, elevates.
And among the grains of the night,
and the leaves of the dawn
the faith blossoms
re-saves!

Rome, sings friendship!
2015 – Maria A. Listur

CONFIDENZE/CONFIDENCES

Custodita nella detta nitida gioia, do e colmo.
Penetro verso il basso, verso l’alto e mi concedo.
Lasciar andare senza allentare è mia vocazione.
Così respiro, il corpo estendo, l’anima brillanto.
Qualche volta narro, sempre dipingo, oggi riparto.

Taglio-III

Taglio III – 2015 – Maria A. Listur

Roma, quando il tutto somiglia a sé stesso.
2015 – Maria A. Listur

 

CONFIDENCES

Shielded in the spotless alleged joy, I give and fill.
I penetrate towards the bottom, towards the top and I indulge myself.
Letting go without loosen is my vocation.
So I breathe, I extend the body, the soul I sparkle my soul.
Sometime I narrate, I always paint, today I leave again.

Rome, when the whole resemble itself.
2015 – Maria A. Listur

Sopravvissuti/Survivors

Sanno che è ora o mai
l’ultimo bacio della notte
e quello issato dal mattino.
Calpestano l’ultima strada
in ogni passo, per ognuno
e semplicemente vanno.
Del ritorno tutto ignorano
calcolano soltanto gioia
circolarità, lievità e suono.
Sanno. Creano. Vanno.

Perspective-II

Perspective II – 2015 – Maria A. Listur

Roma, quando il dolore ignora ogni frontiera.
2015 – Maria A. Listur

 

Survivors

They know it is now or never
the last kiss of the last night
and the lifted one by the morning.
They stand on the last road
in every step, for every one
and simply they go.
Of the return everything they ignore
they consider only joy
circularity, lightness and sound.
They know. Create. Go.

Rome, when the pain ignores every border.
2015 – Maria A. Listur

“La nobiltà è la sola e unica virtù.”/“Nobility is the only virtue.”

Decimo Giunio Giovenale

Passeggiamo nel cuore di chi coglie i nostri lavori complementari.
Lei mi segnala discretamente, dove guardare, chi guardare, come guardare.
Mi è accanto avvolta da colori tenui e leggeri. Sembra fatta di vento.
Mentre ci addentriamo nel futuro condiviso, diciamo di noi:
sentimenti, esperienze, la stessa quantità di decadi in attraversamento.
Ridiamo.
Ricordiamo eventi storici tragici in continenti diversi. Atrocità.
Tacciamo.
Ci confidiamo delle prove al femminile che ci avrebbero potuto uccidere.
Sorridiamo.
Camminiamo.
Ci salutiamo bruciate dallo stesso freddo interiore, dalla stessa educazione.
-Sono felice di averti incontrata.
-Anche io. Grazie per l’intimità.
-Vedrai…
Ci separiamo nel centro della terra, della nostra terra.
Mi volto per guardarla da lontano mentre non mi guarda.
Voliamo.

Parigi, dove Giulio Mazarino vive nei libri. 2014 – Maria A. Listur

 

“Nobility is the only virtue.”

Decimus Junius Juvenalis

We stroll on the heart of who understands our complementary jobs.
She shows me discreetly, where to watch, who to watch, how to watch.
She is next to me wrapped in tenuous and light colors. She seems to be made of wind.
While we deepen in the shared future, say about ourselves:
feelings, experiences, the same quantity of decades in passing through.
We laugh.
We remember historical tragic events in different continents. Atrocities.
We stay silent.
We confide to each other some feminine challenges that could have killed us.
We smile.
We walk.
We greet each other burned by the same interior cold, by the same education.
-I am happy to have met you.
-Me too. Thank you for the intimacy.
-You’ll see…
We part in the center of the world, our world.
I turn around to see her from afar while she doesn’t look at me.
We fly.

In Ginevra Ruspoli’s Paris,
where Giulio Mazarino lives in the books. 2014 – Maria A. Listur

Temporale/Thuderstorm

Non son pronta per il sole!
Deludente questo inverno
Sembra il gelo di una lingua
Trastullata dal timore.
Una nuvola mio Dio!
Quel grigiore lento e dolce
Quell’ombrello che fa casa
Quella pioggia dentro e fuori.
Un po’ di buio nel pensiero
Riflesso esatto dello sguardo
Obbligo vorace d’ogni petto.
Una tempesta decantante!
Una! Silenziosa! Pura!
In ascesa verso il sole
Dono tacito d’ogni voglia.

Orizzonte-3

Orizzonti e Prospettive – Orizzonte III/VII
2010 – Maria A. Listur

Roma, in un giardino dove le stagioni sono altre, dimenticate.
2013 – Maria A. Listur

 

Thuderstorm

I am not ready for the sun!
Disappointing is this winter
It seems the icing of a tongue
Deceived by fear.
A cloud my God!
That slow and sweet greyness
That umbrella that makes home
That rain in and out.
A little of darkness in the thought
Exact reflection in the glance
Voracious obligation of each chest.
A decanting thunderstorm!
One! Silent! Pure!
Ascending towards the sun
Silent present of each necessity.

Rome, in a garden where seasons are different, forgotten.
2013 – Maria A. Listur