L’INCOMMENSURABILE

M’incollo a Te per smettere di piegare ancora le ginocchia ancestrali quelle dei dimenticati e sospesi alle colonne del nulla sopraffatto di addii e tirchio d’arrivi. 

Aderisco a Te per sollevarmi dai radicamenti collaterali e immaginari senza la fantasia di mantenermi in piedi quando invento la Tua assenza mai avvenuta. 

M’appoggio a Te come una pervinca fedele alla sua natura capace di valicare ogni muro.

E scrivo camminando danze da fiumi nascosti quasi mari.

de Profundis – Tracer l’éphémère® X/21

Gabriele del Papa ph

Parigi, si prega tacendo.

2022 – Maria A. Listur

GLI OCCHI/THE EYES

Non li riconosco “Specchi dell’anima”,
preferisco “Dell’anima, inviti”:
alla vicinanza, che neanche la morte,
può lacerare;
alla lontananza, che nessun contatto,
può abbreviare.
Veri ponti tra quel che è stato
-prima ancora della madre,
il padre, gli amori, i pericoli,
i piaceri reali,
o quelli immaginari-
e quello che alcuni de-nominano
“il sentire”.

tibet Lucio-Boretto Il soffio invisibile

Tibet-Lucio-Boretto, Reggio Emilia-blog

Parigi, in umile e candida visione. Si può.
2016 – Maria A. Listur

 

THE EYES

I don’t see them as “Mirrors of the soul”,
I prefer “Of the soul, invitations”:
to closeness, that not even death,
can tear;
to distance, that no contact,
can shorten.
True bridges between what it was
-even before the mother,
the father, the loves, the dangers
the real pleasures,
or the imaginary ones-
and what some de-nominate
“the feeling”.

Paris, in humble and candid vision. We can.
2016 – Maria A. Listur