SCIUPÌO/MISUSE

Per poter chiedere 

come dove e quando

si dovrebbe sapere, cosa. Infinita

come una guarigione 

e giustamente

indefinibile, inafferrabile, 

percepibile… a tratti;

quando non c’è tempo 

quando non lo si può sprecare. 

Ah… Se si potesse, ora e qui,

abbracciare ogni distanza

al servizio dell’inaudito!

Catrin Welz-Stein ART

Parigi, mascherata d’incerto.

2020-Maria A. Listur

MISUSE

To be able to ask
how where and when
it should be known, what. Infinite
like a recovery
and fairly
indefinable, unintelligible,
perceivable… occasionally;
when there is no time
when it cannot be wasted.
Ah… If we could, here and now,
embrace each distance
at the service of the unheard of!

Paris, masked of uncertainty.
2020-Maria A. Listur

BENVENUTI/WELCOME

Finalmente il tutto viene a incontrare
il punto di congiunzione all’infinito
dove curare ancora il tuo posto. Lì ti attende
quel pane fresco, quello del giorno
e della notte, lievitante e nostalgica
d’altre mani, quelle del popolo, quelle di casa,
di quel nostro patio, giardino e anche camera.

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Ortigia – Sicilia, quando casa è ovunque.

2020 – Maria A. Listur

 

WELCOME

In the end the whole comes to encounter
the conjunction point at the infinity
where once more to care for your place. There awaits you
that fresh bread, of the day
and of the night, leavened and nostalgic
of other hands, those of the people, those of home,
of that patio of ours, garden and room.

Ortigia – Sicily, when home is everywhere.

2020 – Maria A. Listur

“Pensare è insistere in una solitudine senza ritorno.”/“To think is to insist in a solitude with no going back.”

Roberto Juarroz

Qualche volta,
sembrano sprofondare le gentilezze
e cadono anche le familiari durezze
ma non si cancella nessun abbraccio
neanche una delle sue miserie
bontà questa della memoria
che rende al petto quello che fu bocca
o al buio di ogni mente
quello che fu la carne ristretta
senza più pena perché esaurita
senza lamenti perché conclusi
soltanto pneuma predominante
che si fa spazio prima dell’alba
quando il silenzio è un po’ di tutti
quando la notte si è riposata
quando dimenticano quelli che temono
la voce arguta del ringraziamento
quando ogni dove e ogni quando
ricordano quelli che stiamo essendo
allora arriva dall’infinito
– quello più fitto che abbiamo dentro –
una luce svuotata dalla speranza
a rimembrare un nuovo inizio
fuori dal tempo, senza giornata.

Percorso-II

Percorso II – 2015 – Maria A. Listur

Roma, quando l’inverno vuole riposare.
2015 – Maria A. Listur

 

“To think is to insist in a solitude with no going back.”

Roberto Juarroz

Sometimes,
it seems that kindness collapses
and also the familiar rigidity falls
but no embrace is cancelled
not even one of its miseries
kindness that is of the memory
that gives back to the chest what was mouth
or in the darkness of every mind
what the restricted flesh has been
without sorrow because consumed
with no complain because concluded
only predominant breath of life
that makes space before dawn
when silence is a bit everybody’s
when the night has rested
when those who fear forget
the witty voice of the gratitude
when everywhere and every time
remembers what we have been being
there from infinite it arrives
– the most thick one that we have inside –
a light drained from hope
to remind a new beginning
out of time, with no day.

Rome, when winter wants to rest.
2015 – Maria A. Listur

Resilienza/Resilience

Ti prego,
Sii generoso di rumori,
Sto accumulando ogni memoria:

Suoni di abissali monetine
Cigolii della porta della camera
La tosse del tuo “mate” argentino
Soffietti dei tessuti sulle spalle
La risata con l’amico al telefono
Il metallo delle chiavi della casa
Sussurri che sanno di Cupido
Il pavimento sfiorato dai tuoi piedi
Le colombe che saluti ogni mattino
Lo strusciare della penna sulla carta
Maria Callas, Almafuerte o i giornali
Simiocracia, le notizie o Cortazar…
I “buongiorno” scelti tra cinque lingue
Le “buonanotte” solamente ispaniche.
Un sospiro rubato al lavoro
Il nostro incidere dell’umana vocazione…

Voglio continuare all’infinito
Imitare questa casa:
Ti festeggia e canta.

Paesaggio-Sonoro-I

Paesaggio sonoro I – 2014 – Maria A. Listur

Fuori da ogni mappa.
2014 – Maria A. Listur

 

Resilience

I beg you,
Be generous of sounds,
I am collecting each memory:

Abyssal sounds of coins
Squeaking of the door of the room
The cough of your Argentinean “mate”
Folding of texture on the shoulders
The laugh with the friend on the phone
The metal of the house keys
Whispers that sounds like Cupid
The floor brushed by your feet
The doves that you greet every morning
The brushing of the pen on the paper
Maria Callas, Almafuerte or the newspapers
Simiocracy, the news or Cortazar…
The “good mornings” chosen among five languages
The “good nights” only Hispanic.
A sigh stolen from the work
Our accident of the human vocation…

I want to go on forever
Imitate this house:
It celebrates you and sings.

Outside of every map.
2014 – Maria A. Listur