DALL’ALTRO LATO…/FROM THE OTHER SIDE…

… di quello sguardo di frantumata gioia
trovai la pena di chi per vivere finge vita,
o si accontenta di quel che a sé racconta
o sembra soddisfarsi quando vien creduto.
Vorrei riportati tutta la tua infanzia; e accartocciata
o spiegazzata nella quiete e nel suo rovescio
rifare insieme a te ogni tuo passo. Salvo, libero
e sollevato dalla storia che ti divide, che deperisce
il dolcissimo e nascosto altro tuo lato.

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Kate Maldonado ph

Nel dolmen degli amici.
2020 – Maria A. Listur

 

FROM THE OTHER SIDE…

… of that glance of shattered joy
I found the pity of those who pretend life to live,
or settle for what they say about themselves
or seem satisfied when they are believed.
I wish I could give you back all of your childhood; and crumpled
or crinkled in the silence and in its reverse
redo with you each step of yours. Except, freed
and lifted from the story that divides you, that perishes
the sweet and hidden other side of yours.

In the dolmen of friends.
2020 – Maria A. Listur

MESTIERE/EXPERTISE

Oggi trascrivo, un altro modo di scrivere:

Svizzera, Centro di Ricerca S.N.V. 
Invitata:
Maria A. Listur

Non si faranno controlli e per questo chiediamo totale trasparenza,
libertà espressiva e brevità.

Età: 55 anni
Professione: Negoziatrice di Ombre
Frase e/o Immagine da condividere: 
“Tutto dipende da dove piazzi la luce.” Marlene Dietrich

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Uffizi Gallery

Svizzera, in alto, in montagna.
2020, Maria A. Listur

 

EXPERTISE

Today I transcribe, another way to write:

Swiss, S.N.V. Research Center
Guest: Maria A. Listur

We won’t be doing any check and for this we ask for total transparency,
expressive freedom and shortness.

Age: 55 years
Profession: Shadows Negotiator
Phrase and/or Image to share:
“It all depends on where you put the light.” Marlene Dietrich

Swiss, up above, in the mountains.
2020, Maria A. Listur

“Un uomo affamato non è un uomo libero.”/“A hungry man is not a free man.”

Adlai Stevenson

M’incammino, sotto un cielo invernale di piena estate, verso un atelier di danza associata alla medicina. L’approccio è quello che solitamente ho trovato in quasi tutti i luoghi da me frequentati a livello di ricerca corporea, voglio dire: “Ecco la verità!”. Ed io che di verità non capisco niente, non riesco nemmeno a definire la parola, mi lancio con vocazione suicidaria – ogni volta – alla ricerca di un nuovo sguardo. Quello che solitamente trovo è altro rispetto a quello che mi fa partecipare, e va bene così! Perciò, m’incammino verso il nuovo ponte da cui lanciarmi (il fiume dà speranze di salvezza: il suicida, nei miei sogni, si salva…), mi sono preparata, ho studiato ogni cosa sulla disciplina e mi sento a cuore aperto. Arrivo sul posto, i prenotati sono di più di quelli che si è immaginato, si dà precedenza ai primi, io rimango sul marciapiede guardando verso l’interno dove una massa di persone commenta la disorganizzazione, soltanto una testa più alta della mia, che mi ricorda qualcuno, si volta verso me ed incomincia a uscire. Io accetto la fatalità dell’impresa e decido di cambiare direzione: un thè vicino alla Bastille mi riscalderà prima di tornare a casa. Mentre sto dirigendo lo sguardo verso terra, ascolto:
-Maria!
Mi volto verso la voce: coincide con la testa alta che guardava avanti! Non riesco a proferire una parola. Lui si fa spazio tra la gente come fosse d’acqua, mi raggiunge e mi abbraccia con la dimestichezza, delicatezza e semplicità del tempo in cui fummo una famiglia. Dice:
-Sapevo che ti avrei trovata qui! Ma! Sei troppo dimagrita!
-Grazie.
-Non è un complimento!
-Molte grazie.
-Come mi trovi?
-Bello e…
-Veramente?
-Sì. Bellissimo e… vecchio. Quel che siamo, no?
-Non possiamo entrare al corso quindi, che ti sembra se andiamo a mangiare qualcosa?
-Grazie, non posso.
-Ma dai! Raccontiamoci un po’ di noi! Parto domani per casa e veramente sono venuto pensando che ti avrei incontrata… Non me ne frega niente del corso! Non mi dire che non conosci le cose che propongono questi qui?
-Per sapere se le conosco dovrei partecipare… Non era più facile contattarmi via mail?
-Avrebbe perso la magia! Tu sai…
-Buon ritorno a casa. Voglio andare.
-Ti ho disturbato?
-Quando?
-Ora.
-No, è una bella sorpresa…
-Io sono felice di vederti! Non ho mai dimenticato! Sei sempre con me! Ci credi?
-Ci credo. Molte grazie.
-Di cosa?
-Del momento.
-Niente pranzo?
-Sai che sono una digiunatrice… Preferisco ringraziare per tutti i pranzi che abbiamo già fatto…

Parigi, quando il passato sottovaluta il cambiamento. 2016 – Maria A. Listur

 

“A hungry man is not a free man.”

Adlai Stevenson

I start walking under a winter-like sky in full summer, towards an atelier of a dance associated to medicine: The approach is the same of the one that usually I have found in almost every place that I have been to at a corporal research level, I mean: “here is the truth!”. And I who do not understand anything about truth, can’t even define the word, I throw myself in a suicidal vocation – every time – in the search of a new glance. What I usually find is something else compared to what makes me participate, and it’s all right anyway! Therefore I start walking toward the new bridge from where to jump (the river gives hope of salvation: the suicide victim, in my dreams, saves himself…) I have prepared, I have studied every thing about the discipline and I feel open hearted. I arrive to the place, the people who have booked are more than it has been imagined, priority is given to the first ones, I am staying on the sidewalk looking toward the inside where a mass of people is commenting the disorganization, only the head taller than mine, that reminds me of someone, turns toward me and starts heading out. I accept the fatality of the task and start to change direction: A tea near Bastille will warm me up before going back home. While I am directing my glance toward the ground, I hear:
-Maria!
I turn to the voice: it matches with the high head that was looking forward! I am unable to say anything. He works his way between people as they were water, he reaches me and hugs me with that familiarity, tenderness and simplicity of that time that we were family. He says:
-I knew I would have found you here!
-Thanks.
-It’s not a compliment!
-Thanks a lot.
-How do you find me?
-Beautiful and…
-Really?
-Yes. Very beautiful and… old. That’s what we are, right?
-We can’t participate at this class so, what do you think about going to eat something?
-Thanks, I can’t.
-Come on! Let’s talk about us! I am leaving tomorrow and I really came thinking that I would have met you… I could careless about the class! Don’t tell me you don’t already know the things that this guys are talking about?
-To understand if I know I should participate… wasn’t it easier to contact me through mail?
-The magic would have been lost. You know…
-Safe trip home. I want to go.
-Have I disturbed you?
-When?
-Now.
-No, it was a nice surprise…
-I am happy to see you! I have never forgot! You are always with me! Do you believe it?
-I do. Thanks a lot.
-For what?
-For the moment.
-No lunch?
-You know I fast… I’d rather thank for all the lunches we have already had …

Paris, when past underestimates the changing. 2016 – Maria A. Listur

“La libertà non ha storia.”/“Freedom has no history.”

Mike George

-Questa volta non accetto un no!
-Mi scuso ma non ho altro che un no.
-Mi sembra scortese.
-Scortese sarei se non fossi sincera.
-Io non ti trovo totalmente sincera…
-Ah no? E cosa dovrei dirti.
-“Non m’invitare mai più!”
-E chi sono io per dirti cosa devi fare?
-Una donna immodesta!
-Perché ti dico no?
-Per dire proprio no.
-Non so cosa dirti perché…
-Perché sei superba!
-… perché non capisco come puoi continuare a dialogare con una donna che consideri così superficiale e in più quasi vecchia, con tante bellezze intelligenti e giovani in giro…
-Mie perversioni?
-Questo lo dici tu…
-Quanto ti stai divertendo?
-Con cosa?
-Con questa conversazione…
-Per niente, sto soltanto cercando di memorizzare…
-Che cosa?
-Il dialogo.
-Perché?
-Per scriverlo senza adattamenti… Non vorrei mi tradisse il mio gusto per i dialoghi teatrali.
-Non ti preoccupare che la tua ironia esula da qualsiasi paradigma artistico!
-Ironia?
-Causticità!
-Se accettassi il tuo invito cambieresti l’opinione che ti sei creato su di me?
-Sì.
-Come mai?
-Perché dimostreresti che sei capace di lasciar da parte, per due ore, tutto quello che è il tuo mondo per cercare di conoscere il mio!
-Quindi, se accetto la proposta, prima di passare con me le due ore, cambieresti immediatamente opinione?
-Sì.
-Allora meglio che non facciamo altro di quello che facciamo…
-Perché?
-… perché dopo quelle due ore ti potresti sentire peggio di quanto ti senti ora con il mio rifiuto.

Lui incomincia a ridere fino alle lacrime.

-Visto! Ti ho anche fatto ridere!
-Brava! Ora vestiti e andiamo perché il check-out e alle 11.

In quella parte del mondo che non è nazione. 2015 – Maria A. Listur

 
“Freedom has no history.”

Mike George

-This time I won’t take no for an answer!
-I am sorry but I have nothing but a no.
-It seems rude to me.
-I would be rude if I wasn’t sincere.
-I don’t find you totally sincere…
-Oh no? What should I tell you.
-“Don’t ever invite me again!”
-And who am I to tell you what you should do?
-An immodest woman!
-Because I said no?
-Because you are saying no.
-I don’t know what to say to you because…
-Because you are arrogant!
-…because I don’t understand how can you keep on talking with a woman that you consider superficial and to say more even older, with all those intelligent and young beauties around…
-Perversions of mine?
-This is what you are saying…
-How much fun are you having?
-With what?
-With this conversation…
-At all, I am just trying to memorize…
-What?
-The dialogue.
-Why?
-To write it without adaptations… I wouldn’t want to let my taste for theatre’s dialogues betray me.
-Don’t worry your irony is outside of every artistic paradigm!
-Irony?
-Causticity!
-If I’d accept the invite would you change your opinion you have created on me?
-Yes.
-How come?
-Because you would show that you are capable of putting aside, for two hours, all that is your world to try to know mine!
-Therefore, if I accept your proposition, before spending two hours with me, would you change immediately opinion?
-Yes.
-Then it is better if we don’t do anything else besides what we do…
-Why?
-…because after those two hours you could feel worse than you are feeling now with my rejection.

He starts laughing to tears.

-See! I even made you laugh!
-Bravo! Now get dress and let’s go because checkout is at 11.

In that part of the world that has no nation. 2015 – Maria A. Listur