ATTRAVERSAMENTI/CROSSINGS

Regna indiscussa la familiarità, la fratellanza, il potere
di questa variazione del silenzio che è il suono,
della lingua genitore, della musica suo letto.
Muri attraversa, riunisce senza permesso, senza premessa;
a rendere presente e perenne la volontà di prevalenza,
liberata dai sentimenti, scevra di appartenenza.
Sia musica, rumore o anche urlo
lui irrompe, grava, calpesta.
Qualche volta, accarezza…

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Masbedo ART

Parigi, nel suono, anche degli altri.
2020 – Maria A. Listur

 

CROSSINGS

It rules the undisputed familiarity, the brotherhood, the power
of this variation of the silence that is the sound,
parent of the tongue, bed of the music.
It passes through walls, gathers without permission, without premise;
to make present and perennial the will of predominance,
freed from emotions, liberated from sense of belonging.
Be it music, noise or even scream
it barges in, weighs on, stomps.
Sometime, it caresses…

Paris, in the sound, of the others as well.
2020 – Maria A. Listur

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“Le modificazioni fisiologiche dell’apparato genitale sono, come diceva Sofocle, liberatorie.”/“Physiological modifications of the genital apparatus are, as Sophocles used to say, liberating.”

James Hillman

-Il destino vuole che ci rincontriamo!
La frase interrompe il ritmo del respiro, non quello della camminata atletica. Lei vorrebbe non rispondere ma lui incalza:
-Si ricorda di me? Ieri sera…
Lei sorride, senza fermarsi ma rallentando il passo, viziata dalle buone maniere risponde:
-Certo.
-Sì… Destino. Ribadisce lui.
Lei si ferma per guardarlo e concludere il dialogo. Lui ridacchia e mentre lo fa piega la testa verso la schiena come fanno alcuni neonati, lascia vedere i denti nuovissimi e drittissimi. Lei tace nell’innocenza di chi crede di essere eloquente nel silenzio, poi afferma:
-Intuisco che viviamo nello stesso quartiere quindi sarà facile incontrarsi nel luogo dove spesso si viene ad allenare… Ora vorrei continuare.
Lui sempre sorridente invita:
-Continuiamo.
Lei riprende il passo al suo ritmo e lui tiene lo stesso ritmo. Un gesto impercettibile di sorpresa le devolve la misura del suo giudizio negativo: non ha creduto che l’uomo potesse tenere il suo ritmo; ha guardato l’età apparente, i solchi nella pelle segnata e non tutto il sole. Il silenzio li sovrasta. La lavanda di fine estate invade il respiro, una sorta di complementarietà sonora guida i passi di entrambi come fossero “in musica”, il sudore incomincia a tracciare segni sulle magliette, e contemporaneamente incomincia a piovere. Lui dice:
-Accetta una colazione?
Lei non riesce nemmeno a riflettere. La sua bocca l’anticipa:
-Problemi con la pioggia?
La testa di lui si piega verso il petto in segno di disfatta, una disfatta che ride di se stessa:
-No, io ho soltanto problemi con la prostata, il resto sono inviti e tempo, ancora del tempo…

Parigi, nel giardino dove coloro che divertono non sanno di essere ascoltati, tradotti e trascritti. 2017 – Maria A. Listur

 

“Physiological modifications of the genital apparatus are, as Sophocles used to say, liberating.”

James Hillman

-Destiny wanted us to meet again!
The sentence interrupts the rhythm of the breath, not the one of the athletic walk. She wouldn’t want to reply but he presses:
-Do you remember me? Yesterday night…
She smiles, without stopping but slowing down the pace, spoiled by good manners replies:
-Sure.
-Yes… Destiny. He reiterates.
She stops to look at him and to end the conversation. He chuckles and while doing so he bends the head towards his back as some infants do, letting be seen his very new and very white teeth. She silences in the innocence of who believes to be eloquent in silence, then she affirms:
-I guess we live in the same area so it will be easy to meet in the place where often people come to train… Now I would like to continue.
He, still smiling, invites:
-Let’s continue.
She picks up the pace at her rhythm and he keeps the same rhythm. An imperceptible gesture of surprise gives her the measure of her negative judgment: she didn’t believe the man could keep her rhythm; She looked at his apparent age, the wrinkles in the weathered skin and not the whole sun. Silence towers over. The lavender of the end of summer invades the breath, a sort of sonic complementarity drives the steps of both as they were “in tune”, sweat starts to draw some marks on the shirts, and at the same time it starts to rain. He says :
-Would you accept a breakfast?
She is not even able to think. Her mouth anticipates her:
-Problems with the rain?
His head bends toward the chest in a sign of defeat, a defeat that laugh at his own self:
-No, I just have problems with my prostate, the rest are invitations and time, still some time…

Paris, in the garden where those who entertain don’t know they are being heard, translated and transcribed. 2017 – Maria A. Listur

“Là où la pensée a peur, la musique pense.”

Laddove il pensiero ha paura, la musica pensa.
Pascal Quignard

-I suoi maestri sono degli sconosciuti…
-Per chi?
-In generale.
-Cosa significa per lei essere “conosciuti”.
-“Conosciuto” è sinonimo di “successo”.
-Posso proporle un altro sinonimo?
-Intimo.

Gutai-fiac-15

Shiraga-2005-1

Shiraga-2005-2

FIAC 2015 – Shiraga, 2003-2005 – Archivio Personale/Personal Archive

In viaggio, nella pratica dell’inchino verso il vuoto.
2015 – Maria A. Listur

 

“Là où la pensée a peur, la musique pense.”

There where the thought is afraid, music thinks.
Pascal Quignard

-Your teachers are strangers…
-To who?
-In general.
-What does it mean to you to be “known”.
-“Known” it is synonym of “success”.
-Can I propose to you another synonym?
-Intimate.

Traveling, in the practice of the bow towards the emptiness.
2015 – Maria A. Listur

Vacanze:/Vacation:

Da sentimenti senza ombra
Da motori senza ali
Da tachicardie senza orgasmi
Da buffonerie in ogni prezzo
Da rumori senza musica
Dalla parola “amore”
Dal bisogno di trasporto
D’abbandoni debitori
Dal desiderio di ogni sole
Da retrogradi costumi.
Dall’idea di “vacanza”:
Dal suo uso e abitudine
Fiore e frutto. Imposizione.

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Acqua III – 2013/14 – Maria A. Listur

Roma, svuotata, quanto basta.
2014 – Maria A. Listur

 

Vacation:

From feeling without darkness
From engines without wings
From tachycardia without orgasms
From buffooneries in each price
From rumors without music
From the word “love”
From the need of rapture
From abandons in debt
From desire of each sun
From retrograde customs.
From the idea of “vacation”:
From its use and habit
Flower and fruit. Imposition.

Rome, evacuated, just enough.
2014 – Maria A. Listur

Elemento III/Element III

Aria
Ultimo meritato soffio,
anche primo.
Quando offuscata,
spalanca la morte.
Quando ardita,
ogni invisibile si radica in carne
vento, melodia, cielo,
voce, atmosfera,
narrazione, canto
e quella bocca
la sua,
quella che del tempo
fa spazio…
Quella in apnea
fino al prossimo bacio.

Elemento III

Elemento III – 2014 – Maria A. Listur

Parigi, salvaguardata dai comuni ordini.
2014 – Maria A. Listur

 

Element III

Air
Last deserved breath,
also first.
When darkened,
spreads death.
When daring,
every invisible eradicates itself in flesh
wind, melody, sky,
voice, atmosphere,
narration, chant
and that mouth
its own,
that of which of time
makes space…
The one in apnea
until the next kiss.

Paris, safeguarded from common orders.
2014 – Maria A. Listur

“La bellezza della necessità è materia di scandalo per il pubblico abituato alla necessità della bellezza.”/“The beauty of necessity it is a matter of scandal for the public accustomed to the necessity of beauty.”

Carlo Belli

-Destra.
-Sinistra!
-Destra! Lo ricordo perfettamente.
-Sono io quella che ti ha indicato la direzione!
-Tre anni fa!
-Per favore, vai a sinistra e lo troverai.
-Ma se non lo trovo, mi offri dello champagne?
-Lo avrei fatto a prescindere…

Colei che indicava la sinistra apre una porta a sinistra e lo trova ma, non è quello di tre anni fa…

-Visto? Non è quello!
-Perché? Com’è?
-Impossibile e turco.
-E se è turco, la signora non gradisce…
-Vai verso il razzismo per evitare di riconoscere che ti sei sbagliata. Andiamo a destra.

Percorrono gallerie piene di porte che portano verso palchi memori di suoni e che nei secoli si sono rinnovati a prescindere dalle guerre, dai terremoti, dalle mode, dai governi. Si guardano, perse e in ricerca di qualcosa che non è il contingente, che non si trova dietro nessuna porta. Tacciono. Cambiano direzione, continuando a cercare. A destra trovano un’altra porta. L’aprono, entrano. Quella della sinistra controlla, dice:

-Non sarà di tuo gradimento!
-Cosa ha?
-Guarda…
-Oh mio Dio! Mi sembra terribile…
-Non hai alternative. Non abbiamo più tempo per cercare.
-Ma qui non posso. Quello di tre anni fa lo avevi trovato un po’ nascosto…
-Sembra un dettaglio della tua personalità ma, non trovo tanto sano che tu abbia questo problema con…
-Hai ragione ma penso sia peggiore quando si tratta di uomini…
-E cosa c’entrano gli uomini?
-Provo lo stesso che per i bagni.
-Cioè?
-Mi fa senso trovare traccia di chi li ha usati prima.

Reggio nell’Emilia, quando i quartetti d’archi guidano le stagioni. 2014 – Maria Listur

 

“The beauty of necessity it is a matter of scandal for the public accustomed to the necessity of beauty.”

Carlo Belli

-Right.
-Left!
-Right! I remember perfectly.
-It is me who has shown you the direction!
-Three years ago!
-Please, go to the left and you’ll find it.
-But if I don’t will you offer me some champagne?
-I would have done it anyway…

The woman who was indicating the left opens a door on the left and she finds it but, it is not the same of three years ago…

-See? It is not it!
-Why? How is it?
-Impossible it is Turkish style.
-And if it is Turkish, the lady doesn’t like…
-You are going towards racism to avoid recognizing that you were wrong. Let’s go right.

They go over galleries full of doors that lead to boxes mindful of sounds and that in centuries have been renovated regardless the wars, the earthquakes, the fashions, the governments. They look at each other, lost and in search of something that is not the contingent, that is not behind any door. They hush. Change direction, continuing the search. In the right they find another door. They open it, enter. The woman of the left controls, says:

-It is not going to be to your liking!
-What is it?
-Look…
-Oh my God! It looks terrible…
-You have no alternatives. We have no time to search.
-But I can’t here. The one of three years ago you found it a little bit hidden…
-It seems a detail of your personality but, I don’t find it very healthy that you have this problem with…
-You are right but I think it is worst when it is about men…
-And what men have got to do with this?
-I feel the same as for the toilets.
-That is?
-It disgusts me to find traces of those whom have used them before.

Reggio nell’Emilia, when the string quartets lead the seasons. 2014 – Maria Listur