GLI OCCHI/THE EYES

Non li riconosco “Specchi dell’anima”,
preferisco “Dell’anima, inviti”:
alla vicinanza, che neanche la morte,
può lacerare;
alla lontananza, che nessun contatto,
può abbreviare.
Veri ponti tra quel che è stato
-prima ancora della madre,
il padre, gli amori, i pericoli,
i piaceri reali,
o quelli immaginari-
e quello che alcuni de-nominano
“il sentire”.

tibet Lucio-Boretto Il soffio invisibile

Tibet-Lucio-Boretto, Reggio Emilia-blog

Parigi, in umile e candida visione. Si può.
2016 – Maria A. Listur

 

THE EYES

I don’t see them as “Mirrors of the soul”,
I prefer “Of the soul, invitations”:
to closeness, that not even death,
can tear;
to distance, that no contact,
can shorten.
True bridges between what it was
-even before the mother,
the father, the loves, the dangers
the real pleasures,
or the imaginary ones-
and what some de-nominate
“the feeling”.

Paris, in humble and candid vision. We can.
2016 – Maria A. Listur

ESSE/THEY

Si aprono, si chiudono,
sorridono; accennano serietà.
Si affacciano senza vertigini
ma… Chissà!
Rigorose, temperate. Guardano,
respirano, ripropongono ritmi,
sagge di vento… Battiti flamenchi
– rabbia e grazia – senza pietà.
E ancora a chiamarle “finestre”!
Vetrosi occhi geometrici
oltre e dentro i quali
ridefiniamo inesauribili realtà.
Palpebre che, prima di me, vedono:
il tuo passo, sempre atteso
che a casa torna,
e poi va…

forum.magazinevideo.com

Forum magazinevideo.com

Parigi, con lo sguardo verso.
2016 – Maria A. Listur

 

THEY

They open, they close,
they laugh; they seem serious.
They look out without dizziness
but… Who knows!
Rigorous, temperate. They watch,
breathe, propose again rhythms,
wise of winds… Beats flamencos
– rage and grace – with no mercy.
And still they call them “windows”!
Glassy geometric eyes
beyond and inside which
we redefine ceaseless realities.
Eye lids that, before me, see:
your step, always waited for
that returns home,
and then leaves…

Paris, with the glance toward.
2016 – Maria A. Listur