COMPIMENTO/FULLFILMENT

509-Compimento

Tela I – 2015 – Maria A. Listur

Come un cielo, rovesciato, da dentro
Insieme alle forme, accolto l’amorfo
Intatti nel petto, Labirinti e Paradisi
Il Minotauro è angelo, Leda solo ala
E tu, mia Atlantide e Anima, taciturna
Sfumata e serena, eretta in preghiera
Preparata da sempre, ospiti il meglio.

Roma, dove tutte le strade arrivano.
2015 – Maria A. Listur

 

FULLFILMENT

Like a sky, overturned, from inside
Together with the forms, the amorphous welcomed
Intact in the chest, Labyrinths and Paradises
The Minotaur is angel, Leda just wing
And you, my Atlantis and Soul, taciturn
Pale and serene, erect in pray
Ready all along, you host the best.

Rome, where all the roads arrive.
2015 – Maria A. Listur

“Nell’infanzia, il paradiso è in noi.”/“During childhood, paradise is in us.”

William Wordsworth

Un fiume celeste attraversa l’erba soffice e fresca del mattino. Divani e letti, foderati di grezza seta bianca, posati – come sospesi – su tutto il giardino. Gli ospiti, alcuni seduti altri sdraiati, parlano della bontà del luogo. Noto che non usano mai la parola “bellezza” per descrivere il posto. Noto i pesci nel fiume, sono celesti e svaniscono nel riflesso dell’acqua. Le foglie dell’albero – al centro di quest’Assoluto – cadono ritmate da un vento sconosciuto: arrotola delicatamente tutto quello che possiede vocazione di volo. Naturalmente, mi solleva. Mi porta sull’albero/casa. Entro. La casa si sviluppa in piccole stanze bianche con le pareti adornate da dipinti su carta, noto che alcuni sono acquerelli; tutti rappresentano l’acqua. Nell’ultima stanza, in fondo, delle ragazze molto giovani giocano insieme a bambine e bambini. Una bambina sui quattro anni mi chiama, utilizza un linguaggio privo delle nostre regole sonore, luminoso, proprio. Dice:

-“Ti apetavo” (Ti aspettavo)
-“Sì?” Domando sorpresa.
-“Tì.” (Sì)
-“Per cosa?”
-“Pe diti che ta vetità ti etende a t’inteno…” (Per dirti che la verità si estende all’interno.)
-“Grazie… Interno di cosa?” Domando con provocatoria consapevolezza.
-“Inteno.” (Interno)

Poggia le sue dita cicciottelle sul centro della fronte, un po’ più in alto delle sopracciglia, si dà dei colpetti e aggiunge:

-“Api la pota.” (Apri la porta)
Arriva una delle ragazze e dice:
-“Ha visto che bambina speciale?”
-“Visto.” Rispondo.
-“Ora però dobbiamo andare a giocare…” Limita.
-“Certo.” Accetto.

Spariscono tutte e due, le pareti, i dipinti, l’albero e sono nuovamente a terra nel giardino, tra divani, letti, gente, pesci, fiume, vento… No. Il vento non c’è più.

Roma, in un’alba dove gli angeli ti svegliano ridendo. 2014 – Maria A. Listur

 

“During childhood, paradise is in us.”

William Wordsworth

A sky blue river crosses the soft and fresh grass of the morning. Sofas and beds, lined with raw white silk, placed – as if were hanged – around the whole garden. I notice that they never use the word “beautiful” to describe the space. I notice the fishes in the river, they are blue and disappear in the water reflection. The tree leaves – in the center of this Absolute – fall rhythmically by an unknown wind: it wraps delicately all that possesses the vocation of flight. It naturally lifts me up. It carries me to the tree/house. I enter. The house develops in little white rooms with the walls adorned with paintings on paper, I notice that some are watercolors; all of them represent water. In the last room, in the far side, some very young girls are playing together with girls and boys. A girl of about four calls me, she uses a language lacking of our sonorous rules, luminous, own. She says:

-“I waitin you” (I was waiting for you)
-“Yes?” I ask surprised.
-“Ye.” (Yes)
-“For what?”
-“To tell yo tha truth exten insid…” (To tell you that the truth extends in the inside.)
-“Thank you… Inside of what?” I ask with provocative awareness.
-“Insid.” (Inside)

She puts her chubby little fingers in the middle of the forehead, a little bit higher than the eyebrows, gives herself little taps and adds:

-“Ope doo.” (Open the door)
One of the young women arrives and says:
-“Have you seen what a special girl?”
-“I saw.” I reply.
-“Now we have to go to play though…” She limits.
-“Sure.” I accept.

They both disappear, the walls, the paintings, the tree and I am already on the ground of the garden, between the sofas, the beds, the people, the fishes, the river, the wind… No. The wind isn’t there anymore.

Rome, in a sunset where the angels wake you up laughing. 2014 – Maria A. Listur