22 Agosto di chissà quale anno…/August 22 of who knows what year…

… sempre piccola tu, qualcosa in più che vecchia,
nobile quanto un pezzetto di quel pane
ancora caldo. Terra tu, distanza e oro!
Raccoglievi figli, chitarre, animali
per il tuo vero zoo, per il sogno e anche per me.
Dall’orbita dei tuoi alloggi, alla soglia
del giardino dei miei morti, ricevo ancora
le tue lettere, rinnovato e uguale il tuo saluto,
mi richiama alla presenza, alla costanza,
alla madre che risuona nella lingua:
“Aquí me tienes, cuenta conmigo. Tu abuela.”

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Evocazione/Evocation, 2006

Parigi, in celebrazione del mio reperibile eterno.
2019 – Maria A. Listur

 

August 22 of who knows what year…

… Always so small you were, something more than old,
noble as much as a piece of that bread
still warm. Earth you were, distance and gold!
You gathered sons, guitars, animals
for you real zoo, for the dream and for me as well.
From the orbit of your accommodations, to the doorstep
of the garden of my deads, I still receive
your letters, renewed and equal your greeting,
it calls me back to the presence, to the constancy,
to the mother that resounds in the idiom:
“Aquí me tienes, cuenta conmigo. Tu abuela.”
(You have me here, count on me. Your grandma)

Paris, in celebration of my eternal reachable.
2019 – Maria a. Listur

TRASPARENZE/TRASPARENCIES

Come fossero parte della tela,
quasi invisibili le anime.
I corpi si confondono con le foglie,
miracolo del vento d’amicizia.
In fedele vocazione, in permanenza.

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Amiche e Amici a Pianoro, Agosto 2019/Girlfriends and Friends at Pianoro, August 2019

Maria A. Listur
In omaggio a Tich Nath Han

 

TRASPARENCIES

As if they were part of the canvas,
almost invisible souls.
The bodies merge with the leaves,
miracle of the wind of friendship.
In faithful vocation, in permanence.

Maria A. Listur
In homage to Tich Nath Han

“All’inizio di questo secolo le ricerche psicoanalitiche, linguistiche e poi etnologiche hanno spossessato il soggetto delle leggi del suo piacere, delle forme della sua parola, delle regole della sua azione, dei sistemi dei suoi discorsi mitici.”

Michel Foucault

-Mitica!
-In quale senso?
-Vedi il futuro!
-No!
-Accettalo! Tu leggi il futuro!
-No!
-Accetta che anticipi.
-Accetto che qualche volta, non so come né perché, ho qualche prospettiva “anticipatoria”…
-Che meraviglia!
-Per chi?
-Per chi ti frequenta!
-Meraviglia vivibile non oltre i tre giorni… Chiedilo ai miei amori.

Dove gli occhi della giovinezza non coincidono con l’età.
2019 – Maria A. Listur

 

 

“In the beginning of this century the psychoanalytic, linguistic and ethnologic researches have dispossessed the subject of the laws of his pleasure, of the forms of his word, of the rules of his action, of the systems of his legendary speeches.”
Michel Foucault

-Great!
-In what way?
-You see the future!
-No!
-Accept it! You see the future!
-No!
-You have to admit that you anticipate.
-I admit that sometime, I don’t know how or why, I have some sort of “anticipatory” perspective…
-How wonderful!
-For who?
-For those who go out with you!
-A wonder that can be bear no more than three days… Ask my lovers.

Where the eyes of the youth do not coincide with age.
2019 – Maria A. Listur

“Lo specchio riflette esattamente ciò che vede: non sbaglia perché non pensa.”
/The mirror reflects perfectly; it makes no mistakes because it doesn’t think.”


Paulo Coelho

-Quando dice “maturità” non Le sembra di essere un po’ poetica?
-Poetica?
-Secondo me, si parla di “maturità” per non dire “vecchiaia”.
-No, io voglio dire maturità; come si dice dei frutti quando…
-…quando sono tutti raggrinziti quasi putridi!
-Prima di essere putridi sono morbidi, spesso più dolci, facili da spellare.
-Poetica! Lei è poetica!
-Se Lei tira le somme così facilmente senza conoscere il mio linguaggio, mi sta tentando! Posso anche io cadere nei facilismi…
-Si faccia tentare!
-… quindi, Lei non ha frequentato sua nonna quando la pelle raggrinzita era visibilmente increspata dall’esperienza?
-E se non fosse caduta nei facilismi cosa avrebbe detto?
-Che la maturità di cui tento di parlare, a differenza della vecchia, è accettare che ci si possa vedere molto diversamente da come uno si sente e curiosare nella differenza.

Parigi, quando la seduzione diventa giudizi.
Maria A. Listur – 2018

 

The mirror reflects perfectly; it makes no mistakes because it doesn’t think.”

Paulo Coelho

-When you say “maturity” don’t you think you are being a bit poetic?
-Poetic?
-To me, we say “maturity” not to say “old age”.
-No, I want to say maturity; as it is said for the fruits when…
-…when they are all wrinkled almost putrid!
-Before they are putrid they are soft, often sweeter, easy to peel off.
-Poetic! You are poetic indeed!
-If you draw your conclusions so easily without knowing my language, you are tempting me! I too can fall into easy-thinking…
-Let yourself be tempted!
-… so, you haven’t seen your grandmother when her wrinkled skin was visibly wrinkled by experience?
-And if you wouldn’t have fallen into easy thinking what would you say?
-That the maturity I am trying to talk about, differently from old age, is to accept that we can see ourselves differently from how we feel and be curious in the difference.

Paris, when seduction becomes judgment.
Maria A. Listur – 2018

DIREZIONE/DIRECTION

Oh mio universo! Il mio piccolo!
Con un inchino in te mi sollevo
mi rinnego, mi ringrazio;
a te mi affido, mi regalo
nell’inforcare al contrario
la puledra dei miei concetti,
la cucciola di opinioni…
Dottrine? Concezioni?
A te tutta intera la mia schiena
si abbandona, si riversa
nell’andare al galoppo avanti
addirittura retrocedendo.

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Abbaye du Thoronet, France – Gabriele del Papa ph

Parigi, quando la pioggia illumina.
2018 – Maria A. Listur

 

DIRECTION

Oh Universe of mine! My little one!
With a bow I lift myself up in you
I repudiate myself, I thank myself;
I put my trust in you, I donate myself
in riding backwards
the filly of my concepts,
the cub of my opinions…
Doctrines? Conceptions?
To you my whole back
abandons, pours itself
in galloping forward
even going backwards.

Paris, when the rains illuminates.
2018 – Maria A. Listur

Amici/Friends

-Come mai si occupa d’arte?
-Mmmm…
-Unica opzione?
-Unica opzione.
-E si sente soddisfatta dalla scelta?
-Soddisfatta? Non so cosa significhi questa parola…
-Non prova mai soddisfazione?
-Non mi è stato dato provarla o non m’interessa. Non lo saprò mai.
-Ah! Per questo va da una disciplina all’altra?
-Io non vado da nessuna parte. Io conosco alcuni codici di espressione che sono il mio lavoro. Sono una specie di operaio culturale, costruisco dove mi si necessita e se posseggo gli strumenti necessari al caso.
-A prescindere dal suo gusto?
-Quale gusto? Sono una signora matura, frequento soltanto spazi etici ed estetici che risuonano ciò che credo sia utile al mondo.
-Non esce mai dalla zona di confort?
-Tutto il mio lavoro di guarigione psicofisica si è basato sul riuscire a stare nel confort, sono una specialista nel cercare di andare oltre! Mi ha fatto venire in mente un detto: “Tanto tempo a cercare di crearmi degli amici e ora arriva il mio terapeuta e mi dice che sono immaginari!”

Orsay Ville, sotto la neve si attende un treno, col fuoco nel cuore.
2018 – Maria A. Listur

 

Friends

-How come you deal with art?
-Ummm…
-The only option?
-The only option.
-And are you satisfied with the choice?
-Satisfied? I don’t know what that word means…
-Do you ever feel satisfied?
-I have never had the chance to feel it or I don’t care. I will never know.
-Ah! Is it for this that you go from a discipline to the other?
-I don’t go anywhere. I do know some codes of expression that are my job. I am a sort of cultural worker, I build where I am needed and if I have the necessary tools for the situation.
-Regardless of your taste?
-What taste? I am a mature woman, I frequent only the ethic and aesthetic places that resound with what I believe is necessary to the world.
-Don’t you ever go out the comfort zone?
-All my work about psychophysical healing is based on being able to stay in the comfort, I am a specialist in searching to go beyond! You have reminded me of a saying: “All this time in trying to create some friends for myself and now my therapist shows up and tells me that they are imaginary!”

Orsay Ville, under the snow a train is waited, with fire in the heart.
2018 – Maria A. Listur

“La seduzione è qualcosa che sottrae al discorso il suo senso e lo svia dalla sua verità.”/“Seduction is something that steals from the conversation its sense and it diverts it from its own truth.”

Jean Baudrillard

-Quanto tempo ci sta mettendo!
-Il tempo che ci vuole…
-Non ci vuole una grafomane per finire questo testo!
-No.
-Quindi?
-Ci vuole vita.
-Non mi sembra che lei stia morendo!
-Volevo dire esperienze.
-Quindi lei scrive secondo quello che vive? Alfieri si starà rivoltando nella tomba!
-O sulla sedia.
-Certo! Sulla sedia!
-Io mi rivolto mentre cammino.
-Si sta comparando ad Alfieri?
-E lei che mi sta comparando!
-Io ho comparato il modo di affrontare il proprio lavoro!
-E secondo lei, la scrittura è un lavoro che appartiene a chi scrive?
-Ecco la scappatoia mistica! Arrivato il momento di andare a prendere un bel bicchiere di vino! Le offro un brindisi di vita! E poi, lo scrive!
-Fatto.
-Scherzavo.
-Anche io.

Siena, 2010 – In un tempo che anticipò il tempo.
2017 – Maria A. Listur

 

“Seduction is something that steals from the conversation its sense and it diverts it from its own truth.”

Jean Baudrillard 

-It’s taking too long!
-The time that is necessary…
-It’s not needed a graphomaniac to finish this text!
-No.
-So?
-It takes life.
-It doesn’t seem to me that you are dying!
-I meant experiences.
-So you write according to what you live? Alfieri will be rolling over in his grave!
-Or on his chair.
-Of course! On his chair!
-I am rolling over while walking.
-Are you comparing yourself to Alfieri?
-You are the one comparing me!
-I am comparing the way to deal with our own job!
-And according to you, writing is a job that belongs to who writes?
-There you go with your mystic loophole! It’s time to go get a nice glass of wine! I’ll treat you the toast of life! And you are going to write about it!
-Done.
-I was kidding.
-So was I.

Siena, 2010 – In a time that anticipated time.
2017 – Maria A. Listur

“Ho paura di quello che le parole mi potrebbero far diventare.”/“I am afraid of what words might change me into.”

Samuel Beckett

-Mi spieghi cosa ama delle rughe?!
-Se glielo devo spiegare non ha senso… Non ho intenzioni di farmi capire, si figuri farmi comprendere!
-Le chiedo spiegazioni per dire che vorrei conoscere il suo parere.
-Ah… Beh… Io credo che…
-Perché non credo ci sia niente di bello nella vecchiaia!
-Mmm…
-E parlare delle rughe, è già niente rispetto al resto! Ha visto le ossa?
-Lei sta generalizzando non cred…
-E il colore della pelle?
-Ma… Tuttavia…
-In ogni caso penso sia peggio per gli uomini!
-Mmm…
-Certo! Anche se incominciano a invecchiare dove non si vede…
-Penso ancora sia una generalizzazion…
-E anche se sono decaduti intimamente, esteriormente fanno sempre i piacioni!
-Signora, mi scusi… Lei, chi frequenta?
-Il mondo cara mia! Il mondo!
-Insisto, sta generalizzando.
-E lei non mi sta rispondendo? Cosa vede di bello nelle rughe?
-Ho cercato di parlare ma lei…
-E si imponga mia cara! Cosa deve aspettare? Deve diventare ancora più vecchia?
-Impormi? Per cosa?
-Per rispondermi! Ma… Ha qualcosa da dirmi?
-No.
-Ma! Se è stata al punto di giustificare il suo gusto per le rughe!
-Giustificare?
-Spiegare.
-Spiegare?
-Condividere.
-No Signora, io ho cercato di rispondere alla sua domanda.
-Risponda!
-Amo l’origine.
-Origine?
-Sorrisi o lacrime.
-Tutto qui?
-Tutto qui.
-Sa che lei ha l’aria di essere molto più profonda?
-Veramente?
-E in fondo è una donna terribilmente semplice!
-Grazie.
-Speravo in una risposta un po’ più complessa!
-Tipo?
-Se conoscessi qualcosa di complesso che giustifichi il gusto per l’invecchiamento, non starei qui a invecchiare mentre glielo chiedo!

Parigi, mentre le foglie cadono e il glicine rinverdisce. 2015 – Maria A. Listur

 

“I am afraid of what words might change me into.”

Samuel Beckett

-Can you explain to me what you love about the wrinkles?!
-If I have to explain it to you it makes no sense… I have no intention of make myself understood, let alone make myself comprehend!
-I am asking you explanations to say that I wish to know your opinion.
-Ah… Well… I think that…
-Because I don’t believe there isn’t anything beautiful about old age!
-Umm…
-And talking about wrinkles is nothing comparing to the rest! Have you seen the bones?
-You are generalizing I don’t…
-And the color of the skin?
-Well… Nevertheless…
-In any case I think it is worse for men!
-Umm…
-Of course! Even if they start aging where it can be seen…
-I still think it is a generalization…
-And even if they have decayed intimately, exteriorly they pretend to be playboys!
-Madam, excuse me… Who do you hang out with?
-The world my dear girl! The world!
-I insist, you are generalizing.
-And you are not answering? What’s so nice about wrinkles?
-I have tried to say it but you…
-Well impose yourself! What are you waiting for? Do you have to become older?
-Impose myself? For what?
-To answer me! But… Do you have something to say?
-No.
-But! You were on the verge of justifying your taste for wrinkles!
-Justifying?
-Explain.
-Explain?
-Share.
-No Madam, I have tried to reply to your question.
-Answer!
-I love the origin.
-Origin?
-Smiles or tears.
-That is all?
-That is all.
-Do you know you seem to be very profound?
-Really?
-And deep down you are a very simple woman!
-Thank you.
-I was hoping for a more complex answer!
-Like?
-If I knew something complex that justifies the taste for old age, I wouldn’t be here aging while asking you!

Paris, while the leaves fall and the wisteria becomes green again. 2015 – Maria A. Listur

RIFLESSO/REFLECTION

Un temporale in due parole
– sintassi d’inconsapevolezza –
scalfisce del tempo, il suo muro
rende lacrima il falso oblio
riporta a ora un universo, quando
– con simpatia e lontanamente –
una persona dice, e risuona:
“Ciao, Desaparecida!”

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Marcelo Hopp – Spazi Intangibili
Centro Recoleta – Buenos Aires, Argentina

A Roma, hors du temps
2015 – Maria A. Listur

 

Reflection

A thunderstorm in two words
– syntax of unawareness –
of the time notches, its wall
it turns into tear the false oblivion
it brings back a universe, when,
– likeably and remotely –
a person says, and resounds:
“Ciao, Desaparecida!”

In Rome, hors du temps
2015 – Maria A. Listur

Otto e punto/Eight and Period

Abbiamo saputo trasformare la distanza in un collegio di temperanza;
rivissuta nelle risate, tutte accumulate e condivise
nei brevi periodi in cui ci incontravamo, mi correggo:
“Brevi per chi disconosce il piacere del mangiare poco”.
Mi posso correggere per la prima volta dopo la fuga, il panico,
le tempeste, dopo ogni fallimento
tanto simile a ogni segretissimo successo.
Abbiamo imparato a sbocciare durante innumerevoli albe
di svariati mondi; mentre dalla parte oscura del mondo
ancora si dormiva.

Siamo entrambi rinvigoriti dalle rugiade.

E in quest’alba nuova di anni che non ho vissuto,
lui riesce ad articolare una frase che non mi ha mai detto.
Per timore? Rispetto? Paura? Grazia? Amore?
O per essere più forte dell’abbandono?
Lui dice:
-“Voglio parlarti personalmente, non voglio usare il telefono.”

Otto parole e un punto, esprimono un desiderio,
una scelta – per tanti – anonima e lieve,
una consuetudine per chi non conosce ringraziamenti.
Otto parole e un punto rimodellano l’eterno,
disegnano misura e ritmo del nostro cammino;
onorano quello che di noi non è carne,
dove il silenzio delle assenze diventa accettazione,
gratitudine.

In aeroporto, mio grembo. 2013 – Maria A. Listur

 

Eight and Period

We have been able to transform the distance in a board of measure; revived in the laughs,
all gathered and shared in those short moments where we met, I need to correct:
“Short for those who ignore the pleasure of eating less”.
I can correct myself for the first time after the escape, the panic, the storms,
after each and every failure so similar to each and every success.
We have learned to blossom during the countless dawns of innumerable worlds;
while people were asleep in the dark side of the world.

We both reinvigorate by the dew.

And in this new dawn of years in which I haven’t live, he manages to articulate a sentence
that he has never told me. For fear? Respect? Worry? Grace? Love?
Or to be stronger than the abandon?
He says:
-“I want to talk to you in person, I don’t want to use the telephone.”

Eight words and a period, expressing a desire, a choice – for many – anonymous and light.
a routine for those who do not know gratitude.
Eight words and a period remodel the eternal, draw measure and rhythm in our path;
honor what in us is not flesh, where silence of the absences becomes acceptance,
gratitude.

At the airport, womb of mine. 2013 – Maria A. Listur