SORPRESE/SURPRISES

La mia nostalgia abitava:
nella maternità di ogni aeroporto
nella città degli argentei cieli,
nella solitudine a prescindere,
nel fiume che ospita un isola,
nelle voci strascicate nella gola,
nell’innocenza di credersi senza casa,
in un acre aroma quasi perenne,
nel cuore di chi dice “Ti amo”…
Finché,
dopo una spolverata di ogni piuma
– quelle per scrivere quindi di ogni ala –
le case della nostalgia si sono avverate.
E perfino le minime distanze:
sfumate!

Percorso-iV

Percorso IV – 2015 – Maria A. Listur

Parigi, mentre si ringrazia.
2015 – Maria A. Listur

 

SURPRISES

My nostalgia lived:
in the maternity of each airport
in the city of the silver sky,
in the solitude no matter what,
in the river that hosts an island,
in the slurred voices in the throat,
in the innocence of believing of being with no home,
in a pungent aroma almost perennial,
in the heart of who says “I love you”…
Until,
after dusting off each feather
– those for writing therefore of each wing –
the houses of nostalgia have become real.
And even the smallest distances:
gone!

Paris, while thanking.
2015 – Maria A. Listur

CASA II/HOME II

E si piegano o dispiegano tutte le strade verso casa.
Cambiano i rientri, le dimore, del nulla ogni grazia.
I frammenti fanno percorso, rigo del pentagramma.
E nel firmamento un punto, un sole dentro: ordina,
predispone, osa, costruisce, risana, assesta, riguarda;
nel vuoto dei silenzi, si riconosce unica casa.

TaSho-I

TaSho 2013 – Maria A. Listur

Roma, quando il riposo è movimento.
2015 – Maria A. Listur

 
HOME II

And they bend and open out all the roads towards home.
The reentries change, the abodes, of nothing each grace.
The fragments make path, stroke of the pentagram.
And in the firmament a point, a sun inside: it orders,
prepares, dares, constructs, restores, delivers, relates;
in the emptiness of the silences, it recognizes itself as the unique home.

Rome, when resting is movement.
2015 – Maria A. Listur