PARENTESI/PARENTHESIS

Nei palinsesti delle scelte
quella della poesia alletta,
in salvaguardia non dagli altri
quanto dalla voracità dei passati
(sempre bisognosi del presente),
e dalla famelicità dei futuri
(sempre lì a tentare seduzioni)…
Si raccoglie poesia ovunque
scremando dal tempo
il tuo sguardo, la tua voce,
e quella tua mano che sa andare.

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2002, Chiara/‘kyara, nel tempo dell’Italia di Dino Verga/ in the time of the Italy of Dino Verga

Parigi, sotto una freschezza già preterita.
2020 – Maria A. Listur

PARENTHESIS

In the palimpsest of the choices
the one of the poems entices,
not in the safeguard from the others
rather than from the voracity of the pasts
(always in need of the present),
and of the craving of the futures
(always there attempting seductions) …
Poetry is gathered everywhere
skimming from time
your glance, your voice,
and that hand of yours that knows how to go.

Paris, under a bygone freshness.
2020 – Maria A. Listur

“Tutto quello che si ignora si disprezza.”/“All which we ignore we despise.”

Antonio Machado

-La poesia è inutile! Inutile!
-Ed è quello il suo potere.
-Abbiamo bisogno di storie “smart”, veloci! Che ci colpiscano, che non ci permettano di pensare e passino direttamente al messaggio che vogliamo trasmettere!
-Lei sta parlando di pubblicità.
-No! Parlo di letteratura e di teatro! Di cinema, di arte!
-Mi deve scusare ma io non utilizzo il linguaggio che lei desidera utilizzare.
-Lo so! Trasformi i suoi contenuti in quello che io voglio e avrà fatto quello che ci serve.
-Serve a lei, non a me.
-Se lei fosse un po’ più…
-Non lo dica per favore! Non dica niente!
-Un po’ più…
-La prego! Zitto! Non sarò né un po’ più, né un po’ meno di niente… Sono questo e così rimango almeno fino a questa sera…
-La richiamo domani?
-Mi richiami domani.
-Non penso veramente che la poesia sia inutile.
-Invece lo è ma, il suo potere risiede nella necessità di scrivere poesia, a prescindere.

Parigi, quando la percezione del tempo lineare cambia la qualità della vita. 2016 – Maria A. Listur

 

“All which we ignore we despise.”

Antonio Machado

-Poetry is useless! Useless!
-And that is its power.
-We need “smart” stories, fast ones! That blow us, that do not allow us to think
and that convey directly to us the message that we want to give!
-You are talking about advertisement.
-No! I am talking about literature and theatre! About cinema, about art!
-You must excuse me but I don’t use the language that you wish to use.
-I know! Change your contents in what I want and you will have done what is necessary to us.
-It is necessary to you, not to me.
-If you could be a little more…
-Please don’t say it! Don’t say anything!
-A little more…
-I beg you! Hush!
-I won’t be a little more, a little less of anything… I am this
and I will remain like this at least until tonight…
-Shall I call you back tomorrow?
-Call me back tomorrow.
-I don’t really think that poetry is useless.
-It is indeed, its power resides in the necessity of writing poetry, no matter what.

Paris, when the perception of linear time changes the quality of life.
2016 – Maria A. Listur

“Il mondo è un sistema di equazioni che burrasche di poesia agitano.”/”The world is a system of equations that storms of poetry agitate.”

Nicolás Gómez Dávila

-Hai chiamato “amore” alla persona al telefono o non ho capito la lingua?
-Sì. L’ho chiamata “amore”.
-Posso chiederti di chi si tratta?
-Una carissima amica.
-E tu la chiami “amore”?
-Sì.
-E ai tuoi amici, come li chiami?
-“Amore” “Tesoro” “Stella” “Prezioso o Preziosa”; in spagnolo uso anche “…
-Ho capito! Ho capito.
-Anche io ho capito.
-Sai che non si tratta di gelosia.
-Lo so.
-L’omologazione mi ha sempre disturbato in ogni contesto, in ogni ambiente.
-Capisco.
-E sai bene che non vorrei cambiassi le tue abitudini causa la mia scomodità.
-Lo so.
-Certo è che sarà un po’ difficile recepire la differenza di sentimento quando userai le stesse parole affettuose per riferirti a me…
-Non sono le stesse parole.
-Non sono nello stesso idioma ma sono le stesse, anche il suono sembra simile.
-Per me non sono le stesse parole perché in ognuna c’è una costruzione affettiva completamente differente.
-Allora da musicista ti direi che dovresti fare più evidente quella differenza, e non mi riferisco soltanto alla melodia che già è nella diversità della lingua, né al ritmo che è ossatura della pronuncia ma…
-Meglio dimmi come vuoi che io ti dica “mon coeur” ed io te lo dirò.
-Meglio che lo dici come vuoi, nella speranza che io senta la differenza.
-Quindi, non la noti… In assoluto?
-Sì, la noto ma…
-Ma?
-A me, tutta questa tua democrazia amorosa mi crea un po’ di scomodità.
-E mi stai chiedendo che io ti renda comoda?
-Sì.
-Ci proverò.
-Suona come una minaccia.
-Non lo è.
-Dimmi come lo pronuncerai.
-Dirò “mon coeur” sussurrando, nessuno saprà che te l’ho detto.
-Questo è rigidità amorosa travestita da disponibilità amorosa!
-Sempre amorosa è!
-Bene… Allora… Ogni volta che incontrerò delle persone che ti conoscono le saluterò dicendo: “Ciao Amore”!
-Sei troppo simpatica!
-No! Sono la Gelosa Amorevole!

In un luogo della memoria che non smette di divertirsi con le banalità…
2016 – Maria A. Listur2016 – Maria A. Listur

 

“The world is a system of equations that storms of poetry agitate.”

Nicolás Gómez Dávila

-You have called “love” the person on the phone or didn’t I understand the language?
-Yes. I’ve called her “love”.
-Can I ask you who is it?
-A very dear girl friend.
-And you call her “love”?
-Yes.
-And your friends, how do you call them?
-“Love” “Treasure” “Sweetie” “Precious man or Precious woman”; in Spanish I also use “…
-I get it! I get it.
-I get it too.
-You know is not about jealousy.
-I do.
-Homologation has always disturbed me in every contest, in every place.
-I understand.
-And you well know that I wouldn’t want you to change your habits due to my unease.
-I do.
-Sure it will be a bit difficult to recognize the difference of emotion when you will use the same loving words to refer to me…
-Those are not the same words.
-They are not in the same idiom but are the same, even the sound is similar.
-To me those are not the same because in each one there is an emotional construction completely different.
-Then as a musician I’d say that you should make that difference more evident, and I am not only talking about the melody that is already in the diversity of the language, neither to the rhythm that is bone structure in the pronunciation but…
-It’s better to tell me how do you want me to tell you “heart of mine” and I will.
-It’s better if you tell it as you whish, in the hope that I feel the difference.
-Therefore, you don’t notice it… In absolute?
-Yes, I do but…
-But?
-To me, all this loving democracy makes me unease.
-And you are asking me to make it comfortable?
-Yes.
-I’ll try.
-It sounds like a threat.
-It isn’t.
-Tell me how will you pronounce it.
-I’ll say “heart of mine” whispering, no one will know that I have said it.
-This is loving rigidity disguised in loving openness!
-Well it is loving anyway!
-Well… Then… Every time I am going to meet someone who knows you I’ll greet them saying: “Ciao Love”!
-You are too funny!
-No! I am the Loving Jealous!

In a place of the memory that can’t stop having fun with superficialities…
2016 – Maria A. Listur