Se incontri un Buddha per la strada, compralo!/If You See a Buddha on the Street, Buy It!

-Mi deve scusare ma io non sapevo che fosse lei a scrivere.
-Non glielo detto… Mi ha chiesto un consiglio sull’argomento “Incontri” e mi sono fatta avanti, non c’è niente da scusare. È stata la mia foto a farglielo scoprire?
-Quale foto?
-Quella sul profilo.
-Sono un po’ maldestro con i computer… Sono stato in un sito dove non si vede nessun viso, soltanto una persona che guarda una stella.
-Pensavo avesse visto l’altro… E come l’ha scoperto?
-La sua collega mi ha detto il suo nome e cognome mentre m’interessavo a una sua opera… E immediatamente ho relazionato le due figure.
-Siamo più di due…
-E cosa fanno le altre?
-Mentre scrivo o mentre faccio altro?
-Mentre si occupa di qualcosa, non importa cosa.
-Aiutano.
-Allora non sono due… Né tre, né ventuno come dicono alcuni…
-Infatti… Per quanto mi riguarda, ha ragione. Sono le tonalità dello stesso suono, la sfumatura dei colori, la diversa densità di sabbia nella terra…
-E come sceglie tonalità o sfumatura o quantità di sabbia?
-Non scelgo.
-Scegliere di scrivere è già una scelta.
-Non per me.
-La prego di non dirmi che quello che scrive le viene dettato perché non sopporterei il disgusto!
-Ma quale dettato! Il mio argomento è l’incontro!
-Una corrispondente della casualità?
-Io non saprei definire quello che faccio con e attraverso la scrittura.
-Non pensa sia una forma di giornalismo?
-Soltanto perché prendo appunti tutti i giorni… Io non sono una giornalista… E credo che se la sentisse un giornalista, si offenderebbe, molto…
-Prima che la interrompessi, cosa stava scrivendo?
-Non mi ha interrotto… Stavo prendendo appunti per un racconto.
-Per domani?
-Sì.
-Di cosa tratta?
-Di una scultura che ho trovato e che mi ha sorpreso.
-Ha incontrato una scultura?
-No, ho incontrato l’inaspettato Buddha.
-Ah! È pieno di sculture di Buddha, e le più diverse!
-Lo so, ho avuto una piccola collezione che ho regalato agli amici prima di partire dall’Italia ed è stato un gesto per me immenso tuttavia incomprensibile fino a quando non ho visto quello del mio racconto.
-Ne ha sentito la mancanza…
-Sì, avrei avuto bisogno di averne altri. I miei Buddha sono stati pochi rispetto alla quantità di amici cui regalarglieli.

Buddha-584

Parigi, dove ai mercatini s’incontrano presenze. 2015 – Maria A. Listur

 

If You See a Buddha on the Street, Buy It!

-You have to excuse me but I didn’t know it was you who writes.
-I haven’t told you… You have asked me an advice on the argument “Encounters” and I came forward, there is nothing to excuse. Was it my picture that made you realize?
-What picture?
-The one on the profile.
-I am a little clumsy with computers… I was on a site where no face could be seen, only a person that looks at a star.
-I thought you had seen the other one… And how did you find it?
-Your colleague woman told me your name and last name while I was watching one of your works… And I immediately related the two figures.
-We are more than two…
-What do the others do?
-While I write or while doing something else?
-While you are busy with something, it doesn’t matter what.
-They help.
-Then they are more than two… Not three, not twenty-one as someone says…
-Exactly… For what it concerns me, you are right. They are the tones of the same sound, the shades of the colors, the different density of the sand in the dirt…
-And how do you choose the tone or shade or the amount of sand?
-I don’t.
-Choosing to write it is already a choice.
-Not for me.
-I beg you not to tell me that you write what it’s been dictated to you I wouldn’t bear the disgust!
-What dictation! My argument is the encounter!
-A correspondent of the chance?
-I wouldn’t be able to define what I do with and through writing.
-Don’t you think it is a form of journalism?
-Only because I take notes everyday… I am not a journalist… And if a journalist would hear you, he would be offended, a lot…
-Before that I interrupted you what were you writing about?
-You haven’t interrupted me… I was taking notes for a story.
-For tomorrow?
-Yes.
-What is it about?
-About a sculpture that I found and that surprised me.
-Did you meet a sculpture?
-No, I met the unexpected Buddha.
-Ah! It’s full of sculptures of Buddha, and so many!
-I know, I had a small collection that I have given to my friends before leaving from Italy and it has been for me a huge gesture although unclear until I saw the one of my story.
-You missed it…
-Yes. I should have had more. My Buddhas were few comparing the quantity of friends I wanted to give them to.

Paris, where at the street markets we meet presences. 2015 – Maria A. Listur

“Le uniche cose indispensabili sono le cose inutili.”/The only essential things are the useless things.”

Francis Picabia

-Signora Listur?
-Sì.
-Ha due minuti?
-Le costeranno una fortuna!
-Per parlare con lei si deve pagare?
-Per parlare dall’Italia dovrà pagare. Sono all’estero.
-Non importa.
-Bene. Chi è lei?
-P. B.
-Non la conosco.
-Non mi conosce. Io sono un suo lettore.
-Come ha ottenuto il mio telefono?
-Me l’ha dato R. S. che è stato un suo collaboratore?
-Collaboratore?
-Mi ha detto che avete fatto un documentario insieme.
-Un collega. In cosa posso esserle utile?
-Vorrei sapere come mai si occupa d’incontri.
-Vuole dire: scrivere esperienze personali e non, riferite a diversi tipi d’incontri?
-Sì. Ho voluto sintetizzare per non rubarle tempo.
-Lei non può derubare quello che non si può avere.
-Come mai?
-Cosa? Scrivere sugli incontri o l’impossibile furto dello spazio temporale?
-Scrivere sugli incontri.
-Perché mi pone questa domanda?
-Per curiosità.
-Soltanto per curiosità?
-No. Anche per spirito critico.
-Scrivo sugli incontri perché intuisco una specie di copulazione nella creazione di ogni cosa.
-Copulazione?
-Copulazione.
-Non le sembra una parola un po’ eccessiva?
-No, trovo sia eccessivo il conto che dovrà pagare per parlare con me.
-Non si occupi del mio portafoglio…
-Lei crede che il suo portafoglio sia qualcosa di personale?
-Non lo è?
-Non per me.
-Scontro tra protezione dell’altro e costi telefonici?
-Incontro tra sconosciuto curioso e ascoltatrice dell’inutile.
-Ricevuto.
-Buon pomeriggio.

Durante un pomeriggio d’autunno, ci si diverte nelle novità. 2015 – Maria A. Listur

 

The only essential things are the useless things.”

Francis Picabia

-Mrs. Listur?
-Yes.
-Do you have two minutes?
-They’ll cost you a fortune!
-Do I have to pay to talk to you?
-To talk from Italy it’ll cost you. I am overseas.
-It doesn’t matter.
-All right. Who are you?
-P. B.
-I don’t know you.
-You don’t know me. I am a reader of yours.
-How did you get my number?
– R. S. gave it to me he has been a collaborator of yours?
-Collaborator?
-He told me you made a documentary together.
-A colleague. What can I help you with?
-I want to know how come you talk about encounters.
-You meant to say: writing about personal and other experiences, referred to different types of encounters?
-Yes. I made it short, I don’t want to take up too much of your time.
-You can’t take what you can’t have.
-How come?
-What? Writing about the encounters or the impossible steal of space-time?
-Writing about the encounters.
-Why do you ask this question?
-Out of curiosity.
-Only out of curiosity?
-No. Also for critical sensibility.
-I write about the encounters because I sense a sort of copulation in the creation of everything
-Copulation?
-Copulation.
-Don’t you find it a bit excessive?
-No, I find excessive the money you will have to pay to talk to me.
-Don’t worry about my wallet…
-Do you think that your wallet is something personal?
-Isn’t it?
-Not for me.
-Collision between protection of the other and phone bills?
-Encounter between a curious stranger and the listener of the worthless.
-Got it.
-Good day.

During an afternoon of autumn, enjoying the news. 2015 – Maria A. Listur

“Tutte le parole cercano di raggiungere qualcosa che fugge.”/“All the words try to reach something that runs away.”

Pascal Quignard

-Glieli dettano?
-Che cosa?
-I testi.
-Non stavamo parlando della pittura?
-Sì ma… Lei si mette a prendere appunti!
-Perché non vorrei dimenticare qualche cosa che mi è venuta in mente mentre lei sta pensando e…
-E mi distrae!
-Mi scuso. Stavo tentando il contrario, non volevo interromperla con il suono…
-Invece mi ha portato da un’altra parte!
-Continuiamo con la pittura?
-No. Mi è venuta in mente la scrittura e preferisco seguire l’istinto.
-Va bene. Mi dica.
-Quello che scrive sente che glielo dettano?
-Penso che ogni cosa sia un dettato ma non nel senso che dicono alcuni…
-Vuole dire, ascoltare delle voci?
-Sì.
-E cosa intende per dettato allora?
-Qualcosa di musicale, di corporeo… Un movimento che poi si traduce in scritto o dipinto o…
-E tutto è lo stesso?
-Il risultato è differente ma la fonte è la stessa.
-Qualcosa d’animico?
-Qualcosa non lo è?
-Mm… Corpo e mente, anima e corpo…
-No. Non riesco a scindere e non sono tifosa di queste definizioni.
-Linguaggio calcistico?
-Linguaggio riduzionistico.
-Non sembra la stessa persona che scrive, neanche quella che dipinge o quella che…
-La prego di non definirmi secondo la somma di quello che di me conosce.
-Tento di farmi un’idea precisa del suo lavoro, come lei ha tentato di non interrompermi…
-Siamo verso una strada di profonda frustrazione.
-Non esiste un’idea precisa o lei è brava a interrompere?
-Sta confrontando ed io non ho uno spirito competitivo.
-Abbandonerà il gioco?
-Cambierò gioco.
-Vediamo. E cosa propone?
-Un piatto di lenticchie con curry di verdura, Malbec argentino e pane azzimo fatto da me. Accetta?
-Ha vinto.
-Abbiamo vinto.

Roma, dove si può conquistare il vuoto. 2015 – Maria A. Listur

“All the words try to reach something that runs away.”

Pascal Quignard

-Does anybody dictate them to you?
-What?
-The texts.
-Weren’t we talking about painting?
-Yes but… You started taking notes!
-Because I wouldn’t want to forget something that came to my mind while you were thinking and…
-And you distract me!
-I apologize. I was trying the opposite, I didn’t want to interrupt you with the sound…
-As a matter of fact you brought me to another place!
-Shall we continue with the painting?
-No. Writing came to my mind and I’d rather follow my instinct.
-All right. Tell me.
-What you write do you feel that somebody dictates it to you?
-I think that everything is a dictation but not in the sense that someone says…
-You mean, listening to voices?
-Yes.
-And what do you mean by dictation then?
-Something musical, corporeal… A movement that afterwards translates in writing or painting or…
-And is it all the same?
-The result is different but the source is the same.
-Something of the soul?
-Is there something that isn’t?
-Mm… Body and soul, soul and body…
-No. I can’t differentiate and I am not a fan of those definitions.
-Soccer language?
-Reductionistic language.
-You don’t seem the same person that writes, neither the one that paints nor the one that…
-I beg you not to define me according to the sum of what you know about me.
-I am trying to get a precise idea of your work, as you tried not to interrupt me…
-We are heading towards a road of profound frustration.
-Doesn’t it exist a precise idea or you are just good interrupting?
-You are confronting and I don’t have a competitive spirit.
-Will you abandon the game?
-I’ll change the game.
-Let’s see. What do you propose?
-A meal with lentils with curry and vegetables, Argentinean Malbec and leavened bread made by me. Do you accept?
-You won.
-We won.

Rome, where emptiness can be conquered. 2015 – Maria A. Listur

Forma/Form

Lontani dal tempo i limiti
Seduta infine a lambire voci
Impossibile tacere il gesto
Le mani nubili cantano lodi.
Il verbo pensa sorti strane
Quando non era ancor parola
Si lascia prendere con grazia
Appena
Il pugno il braccio e il gusto
Intero
Il petto le gambe ogni dolore
Soltanto
I piedi draghi leggiadri
Boschi calpestano di dubbi appesi
Danzano l’inutile del veritiero.

Poco pochissimo ancora nulla
Tanto infinito logorato e nato:
Divenire donna madre

Quale scrittura?

La Ferita-2

Suono – L. F. 2 – Maria A. Listur

Roma, dove facciamo parole di pane, da secoli. 2013 – Maria A. Listur

 

Form

Far from time the limits
Seated at last in brushing voices
Impossible to stop the gesture
The nubile hands sing praises.
The verb thinks of strange destinies
When it wasn’t yet word
It lets itself be taken with grace
As soon as
The fist the arm and the taste
A whole
The chest the legs and each pain
Just
The feet light dragons
The forests step on the hanged doubts
They dance the futile of the sincere.

Few even fewer still nothing
Much infinite worn and born:
Becoming woman mother

What writing?

Rome, where we create words of bread since centuries. 2013 – Maria A. Listur