IL POSSIBILE/THE POSSIBLE

La facoltà del silenzio esula da sé stessa,
si sovverte, si rovescia -come un’ideologia
o come una coppa- quando il grido sordo
diventa aria tiepida sulla mia nuca, o sulla tua;
tempesta di petali di sangue nel limpido cuore.

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LENE KILDE, Untitle

Parigi, nel tuo tempo, in tempo.
2019 – Maria A. Listur

 

THE POSSIBLE

The faculty of silence lies outside of itself,
it subverts, it floods -like an ideology
or like a cup- when the hollow scream
becomes tepid air on the back of my neck, or on yours;
storm of petals of blood in my clear heart.

Paris, in your time, in time.
2019 – Maria A. Listur

“L’amore è l’anello di una catena che inizia da uno sguardo e sfocia nell’eterno.”/“Love is a ring of a chain that starts from a glance and flows in to eternity.”


Khalil Gibran

Si dimena per ore in una sorta di splendente generosità. Invadente nel dare. Compenetrato nella certezza del bisogno altrui. Evidente la sua indipendenza, quella degli orfani, dei sovradattati (termine rubato all’elettronica) che cercano in eterno lo sguardo introvabile della madre. Della madre accogliente.

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La Vergine e il suo Bambino/The Vergin and her baby
XIV sec. Museo/Museum Pierre de Luxemburg
Villeneuve les Avignon

Villeneuve les Avignon, mentre il vento mi porta via.

 

“Love is a ring of a chain that starts from a glance and flows in to eternity.”


Khalil Gibran

 

It struggles for hours in a sort of shining generosity. Intrusive in giving. Permeated in the certainty of the other’s need. Evident in its independence, those of the orphans, of the over fitted (term stolen from electronics) who search for the unobtainable glance of the mother, of the welcoming mother, forever.

Villeneuve les Avignon, while the wind takes me away.

“Un buon cuore non può mai rassegnarsi ai mali che causa.”/“A good heart can never reconcile with the sufferings that it causes.”

Libro dei proverbi francesi, 1859

-Si dovrebbe abbandonare…
-…
-Mi ha sentito?
-Parla con me?
-Sì. La sto interrompendo?
-Sì. Sto lavorando…
-Molli un po’!
-Mollare?
-L’ho sorpresa eh? Vede? Lei non si rilassa mai!
-Lei non mi conosce.
-Non profondamente ma da quando l’ho incontrata non l’ho mai vista rilassata.
-Rilassata?
-Sì… Un po’ meno attenta a tutto.
-Secondo lei, lo stato d’attenzione è opposto al rilassamento e all’abbandono?
-Secondo me e secondo milioni di persone…
-Che lei conosce.
-È un modo di dire…
-Rilassato.
-Simpatico! Questa è l’ora del suo tè… Vero? Guardi che attenzione rilassata che ho! Alle 17-17:30 lei prende sempre un tè.
-Come fa lei a scolpire, ispirarsi e guardare me che non mi rilasso o non mi abbandono?
-È un anno che la incontro… Ho avuto molte occasioni di guardarla mentre lavora, mentre parla.
-Parlo?
-Sì, parla.
-Mi dispiace… Credo che lei non sia stato attento…
-Attento? Io vengo qui per rilassarmi.
-Non parlavo del suo lavoro.
-Attento a cosa?
-Non ha ben osservato che io non parlo, io rispondo…
-È vero! Vede! Non molla mai!
-…non parlo mai, non mi propongo mai, non apro nessun discorso, non voglio dialogare mentre lavoro…
-Ohhh! Ora mi dirà che le ho rovinato la sua concentrazione! Ma si rilassi! Le faccio un tè?
-La ringrazio ma oggi non prendo il tè. Non ho tempo.
-Non sembra brasiliana!
-Argentina.
-Ohh! Ho sbagliato paese!
-Non si preoccupi, io ho sbagliato giorno, orario e frequenza.
-Cambierà giorno?
-Sì.
-Quindi non ci incontreremo?
-Infatti.
-Speriamo che prima o poi si lascerà andare!
-Speriamo…
-(Sussurrando) Guardi che glielo dico perché alcuni nostri colleghi pensano che lei sia molto antipatica…
-Mmmm…
-(Sempre sussurrando) E io non ci credo affatto… Altrimenti non farebbe cose tanto ergonomiche… Da mordere, da toccare.
-Mmmm…
-Sicura che non vuole un tè?
-Sicura.
-La risata che si farà monsieur B. quando gli racconterò che siamo stati a parlare!
-Mmmm…
-Secondo me non hanno capito che lei non parla perché è molto dedita… Brava!
-Grazie.
-Grazie a lei per la condivisione. Ora continui, continui… Nella vita bisogna essere costanti e persistenti!

Parigi, sotto la luna piena, ma piena proprio piena…
2018 – Maria A. Listur

 

“A good heart can never reconcile with the sufferings that it causes.”

Book of French proverbs, 1859

-You should lose yourself…
-…
-Did you hear me?
-Are you talking to me?
-Yes. Am I interrupting you?
-Yes. I am working…
-Let it go!
-Let it go?
-I surprised you uh? See? You never relax!
-You don’t know me, sir.
-Not deeply however since I met you I have never seen you relaxed.
-Relaxed?
-Yes… A little less attentive to everything.
-And according to you, being attentive goes against relaxing and letting go?
-To me and to millions of people…
-That you know.
-It’s a figure of speech…
-Relaxed.
-Funny! This is your time for tea… Isn’t it? See how relaxed and attentive I am?! At 5-5:30 pm you always have tea.
-How do you manage sculpting, inspire yourself and watch me who don’t relax or let go?
-It’s been a year since I met you… I have had many occasions to watch you while you work, while you talk
-Talk?
-Yes, you do.
-I am sorry… I think you didn’t pay attention…
-Attention? I come here to relax.
-I am not talking about your works.
-Attention to what?
-You didn’t see that I do not talk, I reply…
-It’s true! See! You never let it go!
-…I never talk, I never propose myself, I never start a conversation, I don’t want to converse while working…
-Ohhh! Now you are going to accuse me to have spoiled your concentration! Take it easy! You want a tea?
-I am sorry but today I am not having any tea. I don’t have time.
-You don’t seem Brazilian at all!
-Argentinean.
-Ohh! Wrong country!
-Don’t worry I have mistaken day, time and people.
-Will you change day?
-Yes.
-So we will not meet?
-Exactly.
-I hope you let it go sooner or later!
-Let’s hope…
-(Whispering) I am just saying it because some of our colleagues find you difficult…
-Ummm…
-(Whispering again) And I don’t believe it at all… Otherwise you wouldn’t be making such ergonomic things… That one wants to bite, to touch.
-Ummm…
-Are you sure you don’t want some tea?
-Sure.
-Monsieur B. is going to have a laugh when I’ll tell him that we talked!
-Ummm…
-I think they didn’t understand that you don’t talk because you are very dedicated… Bravo!
-Thank you.
-Thank you for sharing. Now go on, go… In life one has to be constant and persistent!

Paris, under the full moon, very much so…
2018 – Maria A. Listur

“La parola detta non torna indietro.”/“The spoken word doesn’t go back.”

Quinto Orazio Flacco

Entro al negozio di cibi biologici dietro una donna che spinge un passeggino di quelli che permettono ai bambini di stare di fronte a chi conduce e di spalle al resto del mondo. Non sorpasso, percorro – alla loro velocità – i corridoi stretti e vuoti del negozio.
La donna, che sembra la madre nei colori e nella leggerezza dei capelli, dice al bambino: “Io ti amo”. Io ascolto mentre, accanto a loro, scelgo le carote.
Il bambino tace, prende un mandarino dall’espositore vicino e lo porge alla donna.
Lei ripete “Io ti amo.”
Il bambino tace, ride e abbassa lo sguardo distratto dal giocattolo appeso alla ringhierina che lo sostiene dentro il passeggino.
Ci spostiamo verso la zona dei legumi.
Mentre tutti e tre scegliamo dei cereali, nella loro inconsapevolezza del mio ascolto, cade a terra un giocattolo del bimbo, la donna è intenta a prendere dallo scaffale, troppo in alto per lei, il riso integrale, il bimbo si tende verso l’oggetto a terra ed emette dei suoni che rappresentano tutto il suo sentimento di mancanza.
Io evito di scegliere a chi aiutare: con il braccio sinistro prendo il riso integrale per la donna e immediatamente dopo vado verso il basso con il destro per prendere il giocattolo del bimbo.
La donna dice: “Grazie signora… Bella l’altezza!”
Il bimbo mi guarda e dice verso di me: “di amo…”
La donna traduce: “Le sta dicendo che la ama… Non sa ancora pronunciare la “t” ”
Io sorrido, e rispondo: “Grazie… Questo ti amo è più suo che mio…”
La donna bacia il bambino, ritorna con lo sguardo verso di me e mi dice: “No signora e suo. Spero di riempirlo di tanti ti amo da liberarlo dal bisogno di volermeli devolvere. Mi può passare la purea di riso?”
Le passo la purea di riso con un sussulto nel petto, le dico: “Siete simili… È suo figlio?”
La donna abbassa lo sguardo verso il piccolo, sospira, dice: “Come se lo fosse… Credo mi somigli perché gli parlo tanto. E il suono, lentamente, scolpisce…”

Parigi, tra prezzemolo e olii essenziali, quando il calore umano fa dimenticare l’inverno. 2016 – Maria A. Listur

 

“The spoken word doesn’t go back.”

Quinto Orazio Flacco

I enter the organic food store behind a woman who is pushing a stroller which allows the kids to stay in front of who conducts and turned to the rest of the world. I don’t surpass, I am walking – at their speed – the narrow and empty passages of the store.
The woman, who seems the mother in the colors and the lightness of the hairs, says to the baby: “I love you”. I listen while, next to them, I choose the carrots.
The kid is quiet, takes a mandarin from the nearby expositor and gives it to the woman. She repeats “I love you.”
The kid is quiet, laughs and lowers his glance distracted by the toy hanging by his little railing that sustains him in the carriage.
We move to the legumes section.
While the three of us are choosing the cereals, in their unconsciousness of my listening, one of the toy of the baby falls on the floor, the woman is concentrated in taking from the shelf, too high for her, the rice, the kid is stretching towards the object on the floor he is making noises that represents his whole feeling of privation..
I avoid choosing who to help: with my left arm I take the rice for the woman and immediately afterwards I go towards the low with my right to take the kid’s toy.
The woman says: “Thank you madam… Nice to be tall!”
The kid is looking at me and says towards me: “luv you…”
The woman translates: “He is telling you he loves you… He can’t pronounce it correctly yet”
I smile, and reply: “Thank you… This I love you is more yours than mine…”
The woman kisses the kid, comes back with the glance towards me and tells me: “No madam it is yours. I hope I fill him so much of I love you to free him from the need of wanting to give them back to me. Could you pass me the rice purée please?”
I pass her the rice with a tremor in the chest, and tell her: “You are alike… Is he your son?”
The woman lowers her glance towards the little one, sighs, says: “As he was… I believe we look alike because I talk a lot to him. And sound, slowly, sculpts…”

Paris, among parsley and essential oils, when human warmth makes us forget winter. 2016 – Maria A. Listur

“La convinzione è un’opinione diventata adulta.”/“Certainty is an opinion that has become adult.”

Roberto Gervaso

-Hai mai pensato di fare altro?
-Altro?
-Sì, avere un’altra professione.
-Chiederesti a una scultura se vuole essere aiuola?

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Parigi, Jardin de Reuilly – Archivio Personale//Personal Archive

Quando i contrari svaniscono nel cuore della pace. 2015

Maria A. Listur

 

“Certainty is an opinion that has become adult.”

Roberto Gervaso

-Have you ever think of doing something else?
-Something else?
-Yes, having another profession.
-Would you ask to a sculpture if it would want to be a flowerbed?

When the opposites disappear in the heart of the peace. 2015

Maria A. Listur

MEDITAZIONE/MEDITATION

Quello sguardo dall’alto
che supporta e corrobora
che ripristina prospettive
quello
mi diede
educandomi
– per sempre –
alla semplicità
dell’inchino.

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Gaburiela – 2015 – Maria A. Listur

Alba, quasi notte nel giorno.
2015 – Maria A. Listur

 

MEDITATION

That glance from above
that supports and corroborates
that restores perspectives
that one
gave me
educating me
– for ever –
to the simplicity
of the bow.

Dawn, almost night in the day.
2015 – Maria A. Listur