“El tiempo circular de los estoicos…”/“The Circular Time of the Stoics…”

Jorge L. Borges

Al mio amico Alfonso Buonanno, elfo personale.

Dono regalo presente
omaggio offerta e altro…
Ho tanto altro:
tutto quello che della vita mi è corpo
quello che si sono portati gli assenti
le fragranze di chi rimane
anche quando partire è vocazione
infinite storie dentro la memoria
mia, degli altri, a bordo strada… Futura.
E poi, arriva ancora un altro
oltre le meraviglie già vissute
mani d’oro, occhi in tempesta
che nel dimenticare tutti i miei secoli
ogni pace e tutte le guerre, silenzioso
certo, costruisce per me, un’altalena.

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Gabriele del Papa ph

Nel mondo, senza maschere.
2020 – Maria A. Listur

 

“The Circular Time of the Stoics…”
Jorge L. Borges

To my friend Alfonso Buonanno, personal elf.

Gift donation present
homage offer and more…
I have much more:
all that it is body of my life
all that the absents have taken
the fragrances of who stays
even when leaving is the vocation
endless stories inside the memory
mine, of the others, at the side of the road… Future.
And then, another one arrives
beyond the wonders already lived
golden hands, eyes of storm
who in forgetting all my centuries
each peace and all the wars, quietly
surely, builds for me, a swing.

In the world, without masks.
2020 – Maria A. Listur

OMAGGIO ALL’INATTESO/HOMAGE TO THE UNEXPECTED

Grazie per aver concesso un tenero spazio
al rinnovato coraggio.
Grazie per celebrare dell’incompiutezza la brama,
i ritmi. Ridendo.
Grazie per dare al nulla uno spaventato rifugio,
e poi, illuminata preghiera.
Grazie per le lacrime che non impiegano occhi,
ma le striature dell’alba.
Grazie per ogni vino, quelli passati, l’aceto,
quelli che ancora pendono nei filari degli inermi vigneti.
Grazie per saper chiedere offrendo, per il dare dell’anima,
per spartire le assenze.
Grazie per rimettere a posto la falsa saggezza,
l’ipocrisia del bene.
Grazie per fare dello sconcerto una lirica,
inventare le note, ogni pausa.
Grazie per non avere soltanto i tuoi anni, la tua di storia:
essere chiave eterna per antenati.
Grazie per prendere ciò che tu credi, ognuna delle tue certezze
e lanciarle dalla finestra delle mie mancanze…

Parigi, quando risuonano le parole di Christian Bobin:

“Quelli cui hanno rasato la testa
e quelle cui hanno bruciato il cuore,

hanno in comune il non avere più una lingua.”

2015 – Maria A. Listur

 

HOMAGE TO THE UNEXPECTED

Thanks to allow a tender space
to the renewed courage.
Thanks for celebrating of the incomplete yearning,
the rhythms. Laughing.
Thanks for giving to nothingness a scared refuge,
and then, illuminated pray.
Thanks for the tears that do not involve the eyes,
but the striations of the dawn.
Thanks for every wine, those from the past, the vinegar,
those that still hang from the lines of the defenseless vineyards.
Thanks for knowing how to ask offering, for the giving of the soul,
for sharing the essences.
Thanks for putting to its place the false wisdom,
the hypocrisy of well being
Thanks for giving to the disconcert a lyric
for inventing notes, each pause.
Thanks for not having just your age, your story:
for being the key to eternity, re illuminate.
Thanks for taking what you believe in, each one of your certainties
and throw them out of the window of my shortcomings…

Paris, when the words of Christian Bobin resound:

“Those men who have had their heads shaved and those women who have had their heart burnt, have in common the lost of their language.”

2015 – Maria A. Listur

“Da un certo punto in là non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.”/“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-Cosa vuoi dire?
-Vorrei…
-Non esiste che tu decida!
-Ma… Io… Non…
-Non puoi decidere!
-Ti prego.
-Non mi pregare! Non puoi decidere! Come te lo devo dire?
-Non lo dimenticherò mai!
-Uhhh! Che paura!
-E un giorno…
-Non ti azzardare a minacciarmi!
-… me ne andrò.
-Nel frattempo farai quello che ti dico io!
-No.
-Lo farai!
-No.
-Ora non parlo più! Te la stai cercando! Torna in camera tua. Muoviti!
-…
-Guarda che non uscirai da qui!
-…
-Ecco come finisce questa storia!

La madre prende per il braccio la bambina e spariscono dietro una porta che immagino porti alla zona notte. Dopo un po’, la madre torna sorridente e dice:

-Mi scuso se ho fatto questa scenata davanti a lei. Ora mi capisce?
-No.
-Cosa vuole dire? Non ha sentito? Non ha visto il tipo?
-Non la capisco…
-Mi sta giudicando?
-Come faccio a giudicarla se non la capisco?
-È una bambina e non può decidere cosa fare! Sono io la madre e decido io.
-Certo. Ma, ha detto “vorrei”…
-E poi ha detto “me ne andrò!” Si rende conto?
-Ed è vero… Un giorno se ne andrà…
-Mi stava provocando! Non l’ha notato?
-No, non l’ho notato…
-E invece, quanto si nota che lei non ha vissuto tutto il tempo con suo figlio!
-O che ho avuto una madre come lei…
-Perché sorride mentre lo dice?
-Perché mia madre è stata il mio trampolino di lancio.
-Ed è servito a qualcosa?
-Certo! È stata lei che mi ha dato la spinta verso i miei salti mortali.
-Siete molto legate?
-Non ne abbiamo bisogno.
-Come mai?
-Siamo madre e figlia. Esiste un legame più profondo?
-E con suo figlio?
-Lo chieda a lui.

Roma, nel giorno in qui si festeggiano le madri; e da me anche la prole. 2015 – Maria A. Listur

 

“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-What do you mean?
-I would like…
-No way you will decide!
-But… I… Don’t…
-You can’t decide!
-I beg you.
-Don’t beg me! You can’t decide! How should I tell you?
-I will never forget it!
-Uhhh! Scary!
-And one day…
-Don’t you dare threaten me!
-… I will leave.
-In the meantime you will do as I say!
-No.
-You will!
-No.
-I am done with the talking! You are asking for it! Go back to your room. Move!
-…
-You won’t get out of here!
-…
-This is how this story ends!

The mother takes the baby girl by the arm and they both disappear behind a door that I imagine leads to the sleeping area. After a while, the mother comes back smiling:

-I am sorry if I have made a scene in front of you. Now you understand me?
-No.
-What do you mean? Haven’t you heard? Haven’t you see the type?
-I don’t get it…
-Are you judging me?
-How can I judge you if I don’t understand you?
-She is a baby girl and can’t decide what to do! I am the mother and I decide.
-Sure. But she said “I would like”…
-And then she said “I will leave!” Do you get it?
-And that’s true…One day she will…
-She was provoking me! Haven’t you noticed?
-No, I haven’t…
-Well, I can surely tell you haven’t live all time with your son!
-Or that I have had a mother like you…
-Why do you smile while saying this?
-Because my mother has been my springboard.
-Has it been useful?
-Sure! She was the one who gave the push towards my somersaults.
-Are you very close?
-We don’t need to be.
-How come?
-We are mother and daughter. Is there anything more profound?
-And with your son?
-Ask him.

Rome, in the day in which mothers are celebrated; and in my place the progeny as well. 2015 – Maria A. Listur

“La libertà non ha storia.”/“Freedom has no history.”

Mike George

-Questa volta non accetto un no!
-Mi scuso ma non ho altro che un no.
-Mi sembra scortese.
-Scortese sarei se non fossi sincera.
-Io non ti trovo totalmente sincera…
-Ah no? E cosa dovrei dirti.
-“Non m’invitare mai più!”
-E chi sono io per dirti cosa devi fare?
-Una donna immodesta!
-Perché ti dico no?
-Per dire proprio no.
-Non so cosa dirti perché…
-Perché sei superba!
-… perché non capisco come puoi continuare a dialogare con una donna che consideri così superficiale e in più quasi vecchia, con tante bellezze intelligenti e giovani in giro…
-Mie perversioni?
-Questo lo dici tu…
-Quanto ti stai divertendo?
-Con cosa?
-Con questa conversazione…
-Per niente, sto soltanto cercando di memorizzare…
-Che cosa?
-Il dialogo.
-Perché?
-Per scriverlo senza adattamenti… Non vorrei mi tradisse il mio gusto per i dialoghi teatrali.
-Non ti preoccupare che la tua ironia esula da qualsiasi paradigma artistico!
-Ironia?
-Causticità!
-Se accettassi il tuo invito cambieresti l’opinione che ti sei creato su di me?
-Sì.
-Come mai?
-Perché dimostreresti che sei capace di lasciar da parte, per due ore, tutto quello che è il tuo mondo per cercare di conoscere il mio!
-Quindi, se accetto la proposta, prima di passare con me le due ore, cambieresti immediatamente opinione?
-Sì.
-Allora meglio che non facciamo altro di quello che facciamo…
-Perché?
-… perché dopo quelle due ore ti potresti sentire peggio di quanto ti senti ora con il mio rifiuto.

Lui incomincia a ridere fino alle lacrime.

-Visto! Ti ho anche fatto ridere!
-Brava! Ora vestiti e andiamo perché il check-out e alle 11.

In quella parte del mondo che non è nazione. 2015 – Maria A. Listur

 
“Freedom has no history.”

Mike George

-This time I won’t take no for an answer!
-I am sorry but I have nothing but a no.
-It seems rude to me.
-I would be rude if I wasn’t sincere.
-I don’t find you totally sincere…
-Oh no? What should I tell you.
-“Don’t ever invite me again!”
-And who am I to tell you what you should do?
-An immodest woman!
-Because I said no?
-Because you are saying no.
-I don’t know what to say to you because…
-Because you are arrogant!
-…because I don’t understand how can you keep on talking with a woman that you consider superficial and to say more even older, with all those intelligent and young beauties around…
-Perversions of mine?
-This is what you are saying…
-How much fun are you having?
-With what?
-With this conversation…
-At all, I am just trying to memorize…
-What?
-The dialogue.
-Why?
-To write it without adaptations… I wouldn’t want to let my taste for theatre’s dialogues betray me.
-Don’t worry your irony is outside of every artistic paradigm!
-Irony?
-Causticity!
-If I’d accept the invite would you change your opinion you have created on me?
-Yes.
-How come?
-Because you would show that you are capable of putting aside, for two hours, all that is your world to try to know mine!
-Therefore, if I accept your proposition, before spending two hours with me, would you change immediately opinion?
-Yes.
-Then it is better if we don’t do anything else besides what we do…
-Why?
-…because after those two hours you could feel worse than you are feeling now with my rejection.

He starts laughing to tears.

-See! I even made you laugh!
-Bravo! Now get dress and let’s go because checkout is at 11.

In that part of the world that has no nation. 2015 – Maria A. Listur