PUREZZA

A quella sovranità che è carne e soffio

festeggio quelle onde che chiamiamo scelte.

Sollevata e dialogante

con e in ogni imposizioni

da prima di me, e oltre.

Pronta sempre a carezzare

aria e ossa di questo esistere

chiamato io

per limitatezza umana.

La “me” bambina guarda, allerta,

sa scorgere zone non franche

da salvaguardare : 

preziose creature

specchi del tutto, e non soltanto.

Teatro con la Giovane Compagnia di Attori di Verona.

Gabriele del Papa ph

2022, Parigi. Profondamente grata.

Maria A. Listur

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GIANNA ALFIER, Se Sono Rose…/if they are roses…

Signora Gianna Alfier, rendo a Lei la pagina, con profonda gratitudine: 

TRAINING INTERNAZIONALE PER ATTORI – Verona 2019
Maria A. Listur, trainer

Pienamente riuscito il Training Internazionale per Attori condotto da Maria A. Listur sulla tematica gestuale. Non più monologhi con attori immobili davanti ad un microfono e davanti ad un pubblico spesso annoiato, ma attori in continuo movimento nell’esplicazione del proprio personaggio. Corpo, mani, piedi rigorosamente scalzi. Una prova aperta al pubblico al Teatro Satiro di Verona dove aleggia un’idea di libertà che sfocia nella creatività degli artisti trainati dalla Listur. I monologhi sono scelti tra autori sei-settecenteschi come Shakespeare, Molière, Goldoni, Calderón della Barca. Gli attori si muovono in modo autonomo incastrando i propri personaggi l’uno con l’altro in un intrecciarsi di battute senza perdere il filo della trama, interpretando, dando voce al proprio personaggio fuori da ogni schema precostituito. Le parti si miscelano mantenendo l’individualità del personaggio puntualizzata anche dai toni della voce a volte sommessi, a volte squillanti. Un uccellino cinguetta i suoi pensieri dando avvio a questa maxi-performance che trova le sue radici in un desiderio di rinnovamento. L’immagine è simbolo dei nostri tempi e sarà con Sigismondo sempre presente nello spettacolo-prova immortalando locandiere fiere dei loro corteggiatori, una Giulietta datata che rifiuta il suicidio, Benedetto che cerca la sua amata e sfoga le tensioni a suon di batteria, un Don Giovanni nauseato dalle troppe donne innamorate, Desdemona che cerca il suo Otello ma trova solo Iago perfido, sfuggente e saltellante folletto.
Pazzia interpretativa? No, meglio, un teatro dell’assurdo “listurizzato” che prende avvio dall’improvvisazione degli attori con cambi di sedie, movimenti di corpi fino a coinvolgere il pubblico in quel piccolo spazio scenico nero con sullo sfondo un tracciato geometrico classico luminoso. Alla fine nessun spettatore si decide ad uscire nonostante l’invito con segnali manuali di Giulietta.
Un ballo molto gradito al pubblico che partecipa con gli attori sulle note di “Smorza è light” di Renzo Arbore, suggella il lavoro di : Jessica Azzinnari, Alessia Bartolomucci, Anna Fiorina Garofalo, Giovanni Giacomelli, William Moreschi, Emanuela Morozzi, Gabriele del Papa, Laura Pazzaglia.
Un lavoro originale questo ideato e condotto da Maria A. Listur, piuttosto difficile data la classicità dei personaggi scelti che sono stereotipi ben radicati nell’immaginario di ognuno di noi.
E, come recita il titolo, Se Sono Rose….

Gianna Alfier

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Gianna Alfier ph

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GIANNA ALFIER, if they are roses…

 

Madam Gianna Alfier, the page is yours, with profound gratitude:

INTERNATIONAL TRAINING FOR ACTORS – Verona 2019
Maria A. Listur, trainer

Absolutely successful the International Training for Actors coordinated by Maria A. Listur on the theme of the gesture. No more monologues of actors standing motionless in front of a microphone and in front of a often bored audience, but actors continuously moving in the explication of their own character. Bodies, hands, feet rigorously bare. An open rehearsal for the audience at the Satiro Theatre of Verona where it flutters an idea of freedom that debouches in the creativity of the artists trained by Listur. The monologues chosen among authors of the sixteen-seventeen hundred like Shakespeare, Molière, Goldoni, Calderón de la Barca. Actors move autonomously interlocking their own characters with the others in a interweave of their lines without ever losing the thread of the plot, interpreting, giving voice to their own character out of any pre-established scheme. The parts do blend very well keeping the individuality of the character pinpointed also by the tone of the voice, sometimes soft, sometimes shrilling. A little bird chirps its own thoughts giving way to this mega performance that finds its own roots in the desire of renewal. The image is the symbol of our time and it will be with Sigismund always present in the show-rehearsal immortalizing innkeepers proud of their admirers, a dated Juliet who refuses the suicide, Benedetto who is looking for his lover and lets his steam off playing the drums, a Don Juan nauseated by the too many women in love, Desdemona who is searches her Othello but finds only Iago deceitful, elusive and hopping goblin.
Interpreted madness? No, better, a Theatre of the absurd “listurized” which starts from the improvisation of the actors shifting their chairs, movements of the body until the audience is involved in that small black scenic space with a classic luminous geometric trace in the background. In the end no person of the audience decides to leave despite Juliet’ hands gestures invitations.
A dance very appreciated by the audience that participates with the actors on the notes of “Smorza ‘e lights” by Renzo Arbore, sets the seal on the work of : Jessica Azzinnari, Alessia Bartolomucci, Anna Fiorina Garofalo, Giovanni Giacomelli, William Moreschi, Emanuela Morozzi, Gabriele del Papa, Laura Pazzaglia.
An original work authored and directed by Maria A. Listur, quite difficult considering the classicality of the chosen characters which are stereotypes well rooted in the imaginary of each one of us.
And, as the title says, If they are Roses….

Gianna Alfier

IGNORANZA/IGNORANCE

L’anticipo permanente nell’approdare,
ch’è altresì della puntualità, mancanza;
innalza solitudini durevoli,
preannuncia percorsi,
attualizza miracoli,
e adempia, soddisfa,
risarcisce, appaga,
infine, salda…
E vorrei ignorare il perché.

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Préparer – Laura Pazzaglia ph

Parigi, grigia come perla esotica
2019 – Maria A. Listur

 

IGNORANCE

The constant anticipation in the landing,
that is also lack of punctuality;
raises long lasting loneliness,
pre-announces paths,
renovates miracles,
and fulfills, satisfies,
compensates, appeases,
and finally, unifies…
And I would like to ignore why.

Paris, grey like an exotic pearl
2019 – Maria A. Listur

SCIOGLIERSI IN LINGUA/TWISTING THE TONGUE

Tra la bestia e chi vuol rimanere
bestia; scelgo sempre la bestia
anche se, chi bestiale vuol perdurare
può mostrarsi meno bestia.

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Avant Ex-Anima, Théâtre Équestre Zingaro
Annie Felten ph

2018, Aubervilliers – Maria A. Listur

 

TWISTING THE TONGUE

Between the beast and those who want to remain
beast; I always choose the beast
even if, those who want to persist
can show themselves less beast.

2018, Aubervilliers – Maria A. Listur

“La lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri.”/“Loyalty is a debt, and the most sacred one, towards ourselves, even before towards others.”


Luigi Pirandello

Siamo di fronte al suo ultimo lavoro; è già pronto per il prossimo, e qui intendo “prossimo” in quanto persone e in quanto successivo impegno.
Qualcuno che lo conosce poco domanda, con una sorte di ingenua superbia (come quella di chi anche conoscendolo di più lo chiama “loco”, pazzo in spagnolo):

– Perché non usa uno schermo nelle sue pièce teatrali? La gente capirebbe meglio, vedrebbe molto di più…

Il silenzio sembra una spugna capace di assorbire ogni colpo. La risposta si fa attendere. Io credo che in questi casi, lui si rallenti ma che non pensi; è la brama – dei sacrifici, delle rinunce, delle genialità che vengono lette come “follie” – che risponde:

– Il giorno in cui farò una pièce di teatro che racconti la storia della televisione sicuramente userò uno schermo.

E nel suo sguardo, quello che scopre linee dove alcuni vedono soltanto punti, si annuncia un sorriso identico a quello che trent’anni fa svelò tutto il mio freddo e lo trasformò in teatro.

Buenos Aires, con il maestro Adrián Blanco,
quando si beve il nostro vino e si mangia il nostro pane.

2018 – Maria A. Listur

 

“Loyalty is a debt, and the most sacred one, towards ourselves, even before towards others.”


Luigi Pirandello

We are in front of his last work; he is ready for the next one, and here I mean “next” as people and as following engagement.
Someone who knows him little asks, with a sort of ingenuous haughtiness (as the one of those that even knowing him more call him “loco”, crazy in Spanish):

– Why doesn’t he use a screen in his theatrical plays? People would understand more, would be able to see much more…

Silence seems a sponge able to absorb every blow. The answer is late to arrive. I believe in this case, he slows down but he doesn’t think; it is the longing – for the sacrifices, for the renouncements, for the genialities that are seen as “craziness” – that he replies:

– The day I’ll do a theatrical play that talks about the story of television I will surely use a screen.

And in his glance, that one that reveals the lines where some see only dots, a smile is announced identical to that one that thirty years ago unveiled the whole of my coldness and transformed it in theatre.

Buenos Aires, with master Adrián Blanco,
when we drink our wine and we eat our bread.

2018 – Maria A. Listur

“ […] nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata.”/“ […] in love like in art perseverance is everything. I don’t know if love at first sight, or the supernatural intuition exist. I know that endurance, coherence, reliability, duration do.”

Ennio Morricone

-Ti rendi conto che se dici a una persona che non stai usando l’intuizione ma che ogni cosa che fai è il prodotto dello studio costante la stai spostando dal potere dell’immaginario?
-Sì.
-L’arte è immaginario!
-Ah sì?
-Sì! L’intuizione è fondamentale!
-Non sono una fondamentalista! So che uno strumento allenato alla sua disciplina avrà un’intuizione nata dalla conoscenza invece che dalla disperazione per mancanza di mezzi consapevoli.
-Sembri un chirurgo!
-E cosa pensi che facciamo con le parole quando cantiamo o dobbiamo recitare? L’intuizione è al servizio non può essere una risorsa!

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Yin Yang, PROVA APERTA/OPEN REHERSAL – Artes Produzioni. ML ph
Teatro Satiro – Verona, Italia

Parigi, mentre si discute sui metodi di educazione.

 

“ […] in love like in art perseverance is everything. I don’t know if love at first sight, or the supernatural intuition exist. I know that endurance, coherence, reliability, duration do.”

Ennio Morricone

 

-Do you realize that if you tell a person that you are not using intuition but that everything you do is the result of constant study; you are moving him/her from the power of imaginary?
-Yes.
-The art of the imaginary!
-Ah yes?
-Yes! Intuition is fundamental!
-I am not a fundamentalist! I know that an instrument trained to its discipline will have an intuition born from knowledge instead of desperation for lack of conscious tools.
-You sound like a surgeon!
-And what do you think we do with words when we sing or we have to act? Intuition is to the service it can not be a resource!

Paris, while discussing over methods of education.

INTIMITÀ/INTIMACY

“Il teatro non è indispensabile.
Serve ad attraversare le frontiere fra te e me.”
diceva Jerzy Grotowski

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Verona, mentre si cerca l’altro, d’altri.
2018 – Maria A. Listur

 

INTIMACY

“Theatre is not essential.
It is necessary to cross the frontiers between you and me”

Jerzy Grotowski used to say.

Verona , while looking for the other, of others
2018 – Maria A. Listur

“Tutto può accadere nella vita, soprattutto niente.”/“Everything can happen in life, especially nothing.”

Michel Houellebecq

-“Signora, dovremo scrivere delle note sul suo lavoro… Da dove parte?”
-“Mmm…”
-“Una nota, un commento.”

Mi viene in mente una persona che lavora con me da alcuni anni nello sviluppo di progetti artistici, la quale alla domanda su cosa faceva come lavoro ha risposto – fiera, sorridente e seducente: “Io non faccio niente”.
Ci sono delle persone che hanno ammirato la dichiarazione – ripetuta più volte: “Io non faccio niente”.
Anche quando me lo racconta è paga della sua risposta quindi, la propongo anch’io, abitata da una costruzione semantica che, nella lingua francese, mi rende inesperta e candida, dico:

-“Io parto dal niente.”

I miei interlocutori non si rassegnano, io sì, mi rassegno e lascio la scelta a loro. Scelgono delle parole e delle frasi – grazie al cielo brevi – su questi ultimi e taciturni trenta nove anni di ricerca.

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Parigi-Roma, quando la luce brucia per svelare. 2017 – Maria A. Listur

 

“Everything can happen in life, especially nothing.”

Michel Houellebecq

-“Madame, we would like to write some notes about your job…Where do you start from?”
-“Umm…”
-“A note, a comment.”

It comes to my mind a person that has been working with me for some years in the development of artistic projects, who replied to the question on what was her job – proud, smiling and seductive: “I do nothing”.
There have been some people who have admired the declaration – many times repeated: “I do nothing”.
Even when she tells me she is content with her answer therefore, I will propose it as well, inhabited by a semantic construction that, in the French language, makes me inexpert and candid, I say:

-“I start form nothing.”

My interlocutors do not give up, I do, I give up and let the choice to them. They choose some words and phrases – thank heaven short – on these last and quiet thirty-nine years of research.

Paris-Rome, when the light burns to unveil. 2017 – Maria A. Listur

“… la paura e la speranza, tutto quanto rende l’uomo confuso.”“… fear and hope, that is all that makes a man confused.”

Stefan Zweig, Gli occhi dell’eterno fratello

-Delusa?
-Da troppo tempo non mi sono consentite le illusioni…
-Colpita?
-Colpita.
-Mi dispiace tanto…
-Sei accanto a me quindi posso permettermi un colpo di maggiore volume.
-Mi dispiace tanto ma credo di essermi quasi addormentata… Come fosse un colpo di sonno!
-Io mi sono addormentata… Non ti sentire in colpa…
-Ma… stiamo parlando del tuo referente, del tuo paradig…
-Che non avevo mai visto a teatro!
-Capisco…
-Lo so.
-Ti posso offrire dello champagne? E non per affogare le pene!
-Lo so. Champagne!
-Sai che mi sono sentita un po’ intimidita di venire qui, di vedere lo spettacolo… Non avrei mai immaginato che fosse così… Come dire?
-Brutto!
-Sì… Brutto. Quel che si dice un lavoro…
-Inutile!
-Sì… No…
-Puoi dirmi ogni cosa! Dopo questo mi sono tolta da ogni vertebra ogni tipo di peso estetico!
-Sicura?
-Sicura.
-E che hai messo tanto…
-Probabilmente l’ammirazione mi ha confuso!
-Allora… Io direi che questo spettacolo è fatto da persone che non sanno camminare!

Avignone, mentre il sole cade verso la mezzanotte e preannuncia uno nuovo, sconosciuto.

 
“… fear and hope, that is all that makes a man confused.”

Stefan Zweig, The Eyes of the Eternal Brother

-Disappointed?
-From far too long I wasn’t allowed to have illusions…
-Moved?
-Moved.
-I am really sorry…
-You are here next to me so I can take a blow of greater intensity.
-I am so sorry but I think I have almost fall asleep… As it was a sudden-onset sleep!
-I fell asleep too… Don’t feel sorry…
-But… we are talking about your referent, your paradig…
-That I had never seen on stage!
-I get it…
-I know.
-Can I offer you some champagne? And it’s not for sinking the pain!
-I know. Champagne!
-You know that I felt a bit intimidated to come here, to see this performance… I would have never imagined that it was like that… How can I say?
-Bad!
-Yes… Bad. What you’d call a work that is…
-Useless!
-Yes… No…
-You can say what you want! I have unloaded from each vertebra any kind of esthetic weight!
-Sure?
-Sure.
-But you have put some much…
-Probably admiration has confused me!
-Well… I would say that this performance is made by people who can’t walk!

Avignon, while the sun sets towards midnight and preannounces a new, unknown.

Opportunamente/Conveniently

A festeggiare t’invito
ora è l’ultimo istante.
Ogni petalo, già e tra poco,
sarà pioggia di ceneri.
Celebriamo il lampo!
Senza teatrino invisibile,
non per prova, t’invito.
I condizionali del mondo
sono la morte di Eros.
Respira… Ancora…
Quest’attimo è un confine,
preciso e costante
tra l’irrecuperabile e
il sogno d’accendere.

Sfere-5Sfere V – 2014 – Maria A. Listur

Parigi, quando tacere, conduce.
2014 – Maria A. Listur

 

Conveniently

To celebrate I invite you
now is the last moment.
Each petal, already and in a moment,
will be rain of ashes.
Lets celebrate the lightning!
Without invisible farce,
not to try, I invite you.
The conditional of the world
are the death of Eros.
Breathe… Again…
This instant is a threshold,
precise and constant
between the unrecoverable and
the dream of turning on.

Paris, when being silent, leads.
2014 – Maria A. Listur