IMMERSO

Sei – di ogni volo – l’aria tra le piume, sempre primo volo, sostegno incommensurabile. Immerso nella luce delle finestre che mi attendono, di alcune che furono e che vale la pena ricordare. 

Sei un tempio personale, il tempio.

Sei e sarai il passo, sempre in una nuova e prima passeggiata, dal tuo eterno fino alla vita che mi hai soleggiato. 

E oltre.

Merci beaucoup, Plum Village

Parigi, per dire “a presto” a Tich Nhat Hanh. 22 01 2022

Maria A. Listur

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FUNCIONES

Vivo o muerto

y tal vez más allá de mi muerte

seguirás siendo, como en ésta noche,

esa función de lo que llaman cerebro

que en algunos como nosotros

de corazón también se trata, de alma

y fuego. Seguirás siendo digo

eso que me llama a la caricia, a la fé

en la carne, en los besos, en la nada.

@emotionalashellyo art

 

Paris, 2021

Cuando los muertos parecen tan vivos.

Maria A. Listur

 

FUNZIONI

 

Vivo o morto

e forse oltre la mia morte

rimarrai, come stanotte,

quella funzione di quello che chiamano cervello

che in alcuni come noi

è anche cuore, anima

e fuoco. Sarai ancora dico

quello che mi chiama alla carezza, alla fede

nella carne, nei baci, nel nulla.

 

Parigi, 2021

Quando i morti sembrano così vivi

QUEL CHE SERVE

Tempo, per attendere 

la frase amica o contrariata

senza finirla nemmeno in testa.

Tempo, non più per piangere 

ma per seguire d’ogni lacrima 

la traiettoria o il deserto, nel suo intorno.

Tempo, per afferrare 

delle tristezze il radicamento non temporale 

ma sempre scritto, nella memoria.

Tempo, per rileggere ogni spasmo dell’emergenza 

nella sapienza di ogni respiro

se siamo in vita.

Jay Mark Johnson ph – L’écoulement du temps

Parigi, 08 2021

Maria A. Listur

DIEZ / DIECI / TEN

Pétalos negros para tu piel argentina

para el lado oblicuo de las cosas

para esa pena que se te caía en las puteadas

hacia la mano tierna que se regalaba al mundo

y un pétalo de agua que se deshace de risa

que se sabe potente come el agua lo sabe

y que no quiso ser como nosotros

y que es nosotros dondequiera que andamos.

Gracias entonces carne tierna de macho

gracias por darme una patria que es goleadora

allí y aquí, donde soy extranjera.


Wallpaper.com

Paris, lunar y brillante.

2020 – Maria A. Listur


Petali neri per la tua pelle argentina

per il lato obliquo delle cose

per quel dolore che cadeva dai tuoi vaffanculismi

verso la mano tenera che al mondo si regalava

e un petalo d’acqua che si disfà nella risata

che si sa potente quanto l’acqua lo sa

e che non voleva essere come noi

e che è noi ovunque noi ci rechiamo.

Grazie allora, tenera carne di maschio

grazie per avermi dato una patria che è vincitrice

là e qui, dove sono straniera.

Parigi, lunare e brillante.

Black petals for your Argentinean skin
for the oblique side of things
for that pain that would fall from your fuck-yous
towards the soft hand that gave itself to the world
and a water petal that crumbles in the laugh
that it knows to be powerful as much as the water knows
and that didn’t want to be like us
and that it is us everywhere we go.
Thank you then, tender flesh of male
thank you for giving me a homeland that is winner
there and here, where I am foreigner.

Paris, lunar and brilliant.
2020 – Maria A. Listur

IL GIORNO CHE GUARDA/THE DAY THAT WATCHES

Il centro di ogni cosa si decentra e si sfuoca

quando quello che ascolta non è più l’udito

ma la paura ancestrale della perpetuità;

quando l’occhio vuole le rose eppure il giorno

si chiede: come si fa a odorarle con tanto timore

quasi senza respiro, o almeno a lui sembra…

Staccati dai sensi, allarmati d’ignoto, 

spaventati dall’aria… Chissà!

Le Rose di Casa/The House Roses

Parigi, in vita. Per la vita, in prospettiva.

2020-Maria A. Listur

THE DAY THAT WATCHES

The center of everything decentralises and blurs
when what listens, it is not the hearing anymore
but the ancestral fear of perpetuity;
when the eye wants the roses yet the day
asks: how can they be smelled with such a fear
almost out of breath, or at least so it seems to him…
Detached by the senses, alarmed by the unknown,
frightened by the air… Who knows!

Paris, alive. For life, in perspective.
2020-Maria A. Listur

DALL’ALTRO LATO…/FROM THE OTHER SIDE…

… di quello sguardo di frantumata gioia
trovai la pena di chi per vivere finge vita,
o si accontenta di quel che a sé racconta
o sembra soddisfarsi quando vien creduto.
Vorrei riportati tutta la tua infanzia; e accartocciata
o spiegazzata nella quiete e nel suo rovescio
rifare insieme a te ogni tuo passo. Salvo, libero
e sollevato dalla storia che ti divide, che deperisce
il dolcissimo e nascosto altro tuo lato.

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Kate Maldonado ph

Nel dolmen degli amici.
2020 – Maria A. Listur

 

FROM THE OTHER SIDE…

… of that glance of shattered joy
I found the pity of those who pretend life to live,
or settle for what they say about themselves
or seem satisfied when they are believed.
I wish I could give you back all of your childhood; and crumpled
or crinkled in the silence and in its reverse
redo with you each step of yours. Except, freed
and lifted from the story that divides you, that perishes
the sweet and hidden other side of yours.

In the dolmen of friends.
2020 – Maria A. Listur

A TRA POCO/SEE YOU SOON

Laddove non ero ancora
e tu già c’eri, là t’immagino
avvolta nel tuo blu preferito,
vergine dello sguardo di me
creatura ambulante e unica
inscritta e sospesa tra tuoi Sé
tra te e lui, tra te e il tempo
tra te e ogni addio.

“Hasta siempre” dunque,
ti rivedrò nelle curvature
delle palpebre riflesse allo specchio:
anteriori al mio sguardo
sciolte in generazioni, precise
mai sfaldate dall’abisso dell’eterno
indistruttibili come un colpo
amorevoli, accanite, nostre.

Montserrat Gudiol 1933 barcelona.jpg

Montserrat Gudiol, 1933
A mia madre/to my mother, 14 03 1933 – 01 04 2020

Parigi, quando aprile sa di nuovo.
2020 – Maria A. Listur

 

SEE YOU SOON

There where I wasn’t yet
and you were there, there I picture you
wrapped in your favorite blue,
virgin of the glance of me
unique and itinerant creature
inscribed and suspended in yourself
between you and him, between you and the time
between you and each farewell.

Therefore “Hasta siempre”,
I will see you in the arching
of the eyelids reflected in the mirror:
previous to my glance
diluted in generations, precise
never shattered from the abyss of the eternal
indestructible like a blow
loving, stubborn, ours.

Paris, when April tastes like new.
2020 – Maria A. Listur

Año Nuevo – Vite Nuove – New Lives

… para los chicos.

Hay lugares impensados de la vida de los otros
de esos gigantes nacidos de nuestro pecho
que nos generan nuevas vidas, otros espacios
eso que algunos han llamado el renacer. Es allí
donde me quedo, en la trayectoria
recorrida desde mis ojos hacia sus pieles
nuevas, generosas, esperanzadas,
y desde sus alturas, también mías.

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Hellín, España. 2018-19 – Maria A. Listur
Mientras se cocina el nuevo año/While cooking the New Year.

… per i giovani.

Ci sono luoghi impensati della vita degli altri
di quei giganti nati dal nostro petto
che generano nuove vite, altri spazi
quello che alcuni hanno chiamato il rinascere. Ed è lì
che io rimango, nella traiettoria
percorsa dai miei occhi verso le pelli loro
nuove, generose, speranzose,
e dalle loro altezze, anche mie.

…for the youngsters

There are some unexpected places of the others’ life
of those giants born in our chest
who generate new lives, other spaces
those that some people have called the rebirth. And it is there
that I endure, in the trajectory
covered by my eyes towards their skin
new, generous, full of hope,
and by their heights, mine as well.

ONORE/HONOR

Tra tutti i favori della Signora Terra,
– il più alto, il più sottile, indescrivibile –
dispensati a questo corpo non mio
piuttosto mio, in cammino,
è stato e continua a svelarsi
il figliare un angelo,
sentire le sue ali dispiegate nel ventre,
permettergli di sobillare
la mia mortale e friabile, ossea,
resilienza.

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Emanuela Morozzi ph
Tracer l’èphémère, 14 Juillet 2018 – Paris, æstival

Parigi, quando il silenzio permette lo sguardo
2018, Maria A. Listur

 

HONOR

Among all the favors from Lady Earth,
– the highest one, the finest one, the most indescribable one –
distributed to this body not mine
but rather mine, walking the path,
it has been and continues to unveil
giving birth to an angel,
feeling his wings spread out in the womb,
allow him to incite
my mortal and friable, osseous,
resilience.

Paris, when silence allows the glance
2018, Maria A. Listur

SATORI

A me piaceva la tua mancanza:
misurare la tua onirica sagoma accanto a me,
amavo contare il tempo – prima del tuo arrivo –
con la metrica dei passi da percorrere fino a noi.
E via tutta quest’aria che nessuno vede!
Via ogni limite!
Tutto sfuma per diventare
quel che voglio immaginare!
A me piaceva che mancasse qualcosa:
un teatro del vivere che si vuole incompiuto,
un canto che non richiama nessun uccello,
come se, anche il canto delle allodole, fosse il nostro
umano, spiumato, imperfetto, esiliato, torvo;
appunto, nostro.

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UNION – 2016, Paris – Porcellaine

Parigi, quando l’amore è genesi, anche roccia.
2016 – Maria A. Listur

 

SATORI

I did like missing you:
measuring your oneiric silhouette next to me,
I used to love to count time – before your arrival –
with the metrics of the steps to cover to reach us.
And off it goes all this air that no one sees!
Off it goes every limit!
Everything disperses to become
what I want to imagine!
I did like that something was missing:
a theatre of living that it is needed incomplete,
a chant that doesn’t call any bird,
as if, even the larks’ singing, was ours:
human, plucked, imperfect, exiled, surly;
ours, precisely.

Paris, when love is genesis, even rock.
2016 – Maria A. Listur