Rouge

A chi serve.

Tra qualche giorno, tutto il mio corpo festeggerà. Festeggerà il tempo in cui una donna ed un uomo mi passavano la vita, mi davano un nome nel mondo; un mondo che, ogni mattina ed in ogni boccone, sento nuovo. Penso questo nella prima serata fredda di Roma, dopo la pioggia, mentre carezzo una sigaretta, ancora d’accendere.
Uno shaolin, travestito da cameriere, mi chiede:

-Mangia?
-Sì.
-Le porto il menù?
-Lei sa che conosco il menù. Lei cosa mangerebbe?
-Carne di vitella alla pesca.
-E’ il meglio d’oggi?
-Sì.
-L’ha mangiata?
-Sì.
-Me la porti.
-Vino?
-Scelga lei.
-Oggi non vuole pensare.
-Non voglio sentire.
-Ma quando berrà e mangerà, sentirà.
-Sì ma, tutto attutito…
-Da cosa?
-Dal suo gusto.
-E se non le piace?
-Sarà sempre il suo gusto a non piacermi.
-E se il mio gusto è troppo lontano dal suo…?
-La perdonerò soltanto perché siete bravissimi con gli accostamenti.
-Rosso di Montepulciano?
-E con il dolce il Marc di Champagne dell’altra volta…
-Le suggerisco un cognac…
-Vedremo più tardi.
-Allora non accetta – “in toto” – il mio gusto.
-Accetto il cognac.
-Vado.
-Mi fa accendere?
-Mi permette?
-La sigaretta.
Mentre allunga il fuoco raccolto nelle sue mani, mi guarda e dice:
-Auguri.
Rispondo senza aspirare la sigaretta ma gustando il sapore come fosse un sigaro:
-Per cosa?
-Si sente che lei sta festeggiando.
-Cosa?
-Qualcosa.
Si allontana dopo aver sorriso al mio silenzio.

Nell’attesa della mia carne alla pesca, torno alla lettura: “Gli artisti ignorano il secolo in cui soggiornano, loro porgono dei doni dell’altro mondo, dei mondi senza linguaggio, del mondo infinito, del mondo unico.” Pascal Quignard

Roma, sotto la piovosa luna di un autunno imbarazzato. 2011- Maria A. Listur

Rouge
To whom serves.

In few days, my whole body will celebrate. It will celebrate a time in which a woman and a man were passing me life, were giving me a name in the world; a world that, every morning and every bite, I feel new. I am thinking that in the first cold evening of Rome, after the rain, while caressing a cigarette, to be light yet. A shaolin, dressed up as a waiter, asks me:

-Do you eat?
-Yes.
-Shall I get you the menu?
-You know that I know the menu. What would you eat?
-Veal flavored with peach.
-It’s today’s best?
-Yes.
-Have you tried it?
-Yes.
-I’ll have it.
-Wine?
-You choose.
-Today you don’t want to think.
-I don’t want to feel.
-But when you will drink and eat, you will feel.
-Yes but, everything softened…
-From what?
-From your taste.
-And if you don’t like it?
-It will always be your taste that I didn’t like.
-And if my taste is too far from yours…?
-I will forgive you only because you are very good in combining.
-Red of Montepulciano?
-And with the dessert the Marc of Champagne of the last time…
-I suggest a cognac…
-We will see later.
-So you don’t accept – “in toto” – my taste.
-I accept the cognac.
-I’ll go.
-Can you light me?
-Do you allow me?
-The cigarette.
While stretching out the fire protected in his hands, he looks at me and says:
-Congratulations.
I reply without inhaling the cigarette but tasting the flavor as it was a cigar:
-For what?
-It’s perceptible that you are celebrating something.
-What?
-Something.
He goes away after smiling at my silence.

While waiting for my meat peach flavored, I go back to my reading: “Artists ignore the century in which they inhabit, they give presents of the other world, of the worlds without language, of the infinite world, of the unique world” Pascal Quignard

Rome, under the rainy moon of an embarrassed autumn. 2011- Maria A. Listur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...