Babbo Natale esiste, sì./Santa Claus exists, yes.

-Chi è?
-Fiori.
-Da chi?
-R. A.
-Chi?
-R. A.
-Credo si sia sbagliato.
-Lei è la Signora Maria Listur?
-Sì.
-Allora Signora sono i suoi, mi fa salire?
-Non conosco la persona che me li invia, mi faccia la cortesia di portarseli.
-Mi hanno detto che se lei non li accettava dovevo dirle: “Ti ricordi della Tempesta di Turner?”
-Salga.

Londra. Tate Gallery. Un Natale sorride nella memoria.
Due sguardi s’incrociano nella mattinata grigia di Londra.
Uno di loro viaggia ad angolo con la prospettiva di qualcuno che conoscerà tra poco.
-Ama Turner.
-Sì. Sono rapita.
-Ma non si stanca?
-Di cosa?
-È in piedi da venti minuti.
-Sono davanti alla Tempesta di Neve.
-Parlavo della sua immobilità.
-Ah, credevo che stesse parlando del quadro.
-No! Ho soltanto questo quadro a casa.
-Fotografie o copie?
-Fotografie e copie.
-Copie buone?
-Vuole vederle? Abito dietro la galleria e se cerco di violentarla o ucciderla, la salverebbero subito. Vivo in un loft di vetro.
-Infrangibile?
-Doppio vetro, sì.
-Allora non mi sentirà nessuno…
-E se cerco d’illuminarla?
Il loft di vetro era di vetro e legno. Il soffitto era una Tempesta, il pavimento in legno era dipinto da una Tempesta che sosteneva lo spazio quasi vuoto. Su un cavalletto ancora un’altra Tempesta. In bagno una Tempesta avvolgeva, non si distinguevano i sanitari fatti in ocra, azzurro, grigio e blu.
E’ stato una tempesta.
A Londra.
Un inverno che sembrava si potesse bruciare di freddo.

I tulipani sono gialli. Il biglietto una stampa di Turner: Angelo ritto nel sole del 1846. Gialla Ocra Grigia Antracite. Una calligrafia riconoscibile dice: “A te, che sei sempre in piedi davanti a me, e guardi, godi. Buon Natale R. A.”
Scelgo un vecchio vaso per accogliere i signori della mia tavola, ogni tanto li osservo, da lontano, mentre taglio il cavolo cappuccio, ascolto il suono del fuoco, Tristano e Isotta nell’aria del crepuscolo. Ricca di spazi d’amore che la vita mi fa risuonare; ricordo: “La via della bellezza comincia nel piacere, aprendo il corpo dell’anima alla delizia, che è comunque ciò che si intende con la parola sensoriale “gusto”.” James Hillman

Roma, un giorno del mio Natale, nel sole. 2011 – Maria A. Listur

 

Santa Claus exists, yes.

-Who is it?
-Flowers.
-From who?
-R. A.
-Who?
-R. A.
-I think you’ve got it wrong.
-Are you Mrs. Maria Listur?
-Yes.
-Then Madame this must be yours, may I come?
-I don’t know the person who is sending, do me the favor of taking them with you.
-They have told me to tell you that if you didn’t accept them I should have told you: “ Do you remember Turner’s Snowstorm?”
-Come on in.

London. Tate Gallery. A Christmas smiles in the memory.
Two glances meet in the grey morning of London.
One of them is travelling at angle with a perspective of someone that will meet in few moments.
-You love Turner.
-Yes. I am spellbound.
-Don’t you get tired?
-Of what?
-You have been standing twenty minutes.
-I am in front of Snowstorm.
-I was talking about your stillness.
-Ah, I thought you were talking about the painting.
-No! I have only this painting in my house.
-Photographs or copies?
-Photographs and copies.
-Good copies?
-Do you want to see them? I live behind the gallery and if I try to rape you or kill you, they would save you right away. I live in a glass loft.
-Infrangible?
-Double coated, yes.
-Then nobody will hear me…
-And if I try to illuminate?
The glass loft was of glass and wood. The ceiling was a Storm, the wooden floor was painted in a Storm that was sustaining the almost empty space. On an easel again another Storm. In the toilet a Storm enshrouded, the ochre, azure, grey and blue bathroom fittings could not be distinguished.
It has been a storm.
In London.
A winter in which it seemed one could be burned by coldness.

The tulips are yellow. The card was a printing by Turner: The Angel Standing in the Sun of 1846. Yellow Ochre Grey Anthracite. A recognizable handwriting says: “To you, who is always standing in front of me, and look, enjoy. Merry Christmas R. A.”
I choose an old vase to welcome the lords of my table, every once in a while I observe them, from afar, while cutting the cabbage, I listen to the sound of fire, Tristan and Isolde in the air of the twilight. Enriched of love spaces that life makes me resound; I remember: “The path to beauty starts with pleasure, with opening up the body and the soul to delight which is, anyway, implicit in the sensorial word “taste”.”
James Hillman

Rome, a day of my Christmas, in the sun. 2011 – Maria A. Listur

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