DOPPIA VARIAZIONE/DOUBLE VARIATION

A Parigi, dopo la 14° Manifestazione dei Gillet Gialli, sabato 16 febbraio 2019 qualcuno suonerà le Variazioni Goldberg a Saint-Germain-des-Prés. Nell’andare verso l’abbazia, mi attraversa un odore che non riesco ad identificare. Gas? L’abbazia mi ristora con il suo profumo d’incenso, con il vuoto.
Il musicista suona e – dopo pochi secondi dall’inizio – sbaglia, trema, sbaglia nuovamente; la scomodità generale nella cappella appena restaurata si manifesta: sguardi tesi tra sconosciuti. Lo stato emotivo del musicista mi tende quindi, scelgo di variare spazio grazie alla memoria. Scelgo? No… Qualcosa di sensoriale mi catapulta nella Plaza de Mayo a Buenos Aires quasi quattro decadi fa. Sento nei muscoli la tensione di quelle corse, l’umano che teme, che grida e poi, il vuoto dopo la tempesta.
La continuazione di sbagli mi richiama a Saint-Germain-des-Prés. Gli sguardi del pubblico cadono a terra, imbarazzati. Plaza de Mayo si è sfumata ma non la voce di uno dei dittatori di quel tempo, evito di scivolare ancora nel tunnel delle somiglianze e anche nel frastuono dato dalla tensione di questo artista che oggi deve suonare.
Mentre cammino verso casa mi rendo conto che l’odore che percepisco non è soltanto gas. È odore d’impotenza.

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Saint-Germain-des-Prés

Parigi, 21 febbraio 2019
Maria A. Listur

 

DOUBLE VARIATION

In Paris, after the 14th Yellow Jacket protest, Saturday February 16th, 2019 someone will play the Goldberg Variations at Saint-Germain-des-Prés. Going towards the abbey, a smell goes through me that I can’t identify. Gas? The abbey restores me with its scent of incense, with its emptiness.
The musician plays and – after few seconds from beginning – misses, trembles, misses again; the general embarrassment in the freshly restored chapel appears: exchanges of glances among strangers. The emotional state of the musician tenses me so, I choose to vary space thanks to the memory. Do I choose? No… Something sensorial throws me in Plaza de Mayo in Buenos Aires almost four decades ago. I can feel in the muscles the tension of those runs, the human that fears, that screams and then, the emptiness after the storm.
The continuance of mistakes calls me back to Saint-Germain-des-Prés. The audience’s glances are falling to the ground embarrassed. Plaza de Mayo has disappeared but not the voice of one of the dictators of that time, I avoid to slip again into the tunnel of the similarities and also into the rumble caused by the tension of this artist who has to play today.
While walking towards home I realise that the stink that I smell it isn’t only gas. It is the smell of impotence.

Paris, February 21st, 2019
Maria A. Listur

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