Perdurare/Lasting

Si lanciò in un bacio talmente intenso che con i denti urtò le mie labbra. Sentii il sapore del sangue nella bocca, senza però, riuscire a fermarmi. Era stato un bacio per farmi tacere. Avevo cercato di dirgli che, quando fa ripetere le improvvisazioni musicali a sua figlia, perché non trovandosi nella stessa stanza può sentirla ma non vederla quindi crede che certe meraviglie siano prodotto di un’altra allieva o allievo, la danneggia. Ancor di più se pensa sia “una bugiarda figlia di puttana…” Non sono arrivata a dirlo perché mentre dicevo: “Scusa ma secondo me hai sbagliato perché…”
Lui mi baciò anche il sangue.

Ha visto suo figlio – per molti anni – una volta l’anno e ogni volta che lo vedeva si dava una regola precisa: devo evitare di cercare di recuperare il tempo lineare.
Allora, quando lo rincontrava, per far diventare unico e sereno ogni gesto, cercava dentro di sé tutti i modi che conosceva e anche quelli da sperimentare provenienti da una conoscenza etica e filosofica che ammirava.
Diede anche un valore magico alle visualizzazioni: piccole note che coprivano i quindicimila chilometri di distanza, piume leggere che viaggiavano attraversando gli oceani per svegliarlo nell’ora in cui dall’altra sponda si pranza. Vidi per anni e anni chilometri di baci, di pane, di suono. Immaginazione. Pensieri.
La pittura è stato per tanto tempo un modo per scriversi. Lui disegnava e qualcuno della parte della famiglia che l’ha cresciuto spediva queste immagini. Sono stati quei disegni che rinforzarono la sua vita, che in ogni difficoltà hanno sollevato la speranza e ispirato musiche, pitture, parole di sostegno a chi non riusciva a crearsele.
Dopo un’eternità di solitudine, quando il figlio era vicino, cadde ai suoi piedi la cartella in cui aveva conservato le “lettere disegni”. Erano impeccabili, il tempo non li aveva nemmeno ingialliti. Alzò i fogli e li mise controluce. C’erano “lettere solco” per esprimere l’amore, “colori senza limiti” che attraversavano il foglio scolando verso i bordi, “case con tutti felici dentro” che riunivano le distanze, buste con incalcolabili “a te nel tuo giorno” “buon natale” “buon anno” “buon compleanno”… Prese uno di questi disegni dove il suo corpo contiene più mani. Lo incorniciò e lo posò sul pianoforte. Dopo qualche mese, il bambino – ora uomo – lo prese tra le mani e affermò:
-Questo te l’ho fatto io.
Si guardarono in silenzio. Poi, lui riguardò tutta la stanza piena di quadri, fece qualche nota sul pianoforte, si lasciò mettere a posto la cravatta e aggiunse:
-Quante cose belle ci ha fatto creare la distanza!

Mentre ci baciavamo, la sua forza mi spostò indietro, io persi l’equilibrio e per non cadere, mi dovetti appoggiare sul tavolo. Urtai un vaso di terracotta che si ruppe e mi fece un taglio nella mano. Il mio sangue sgorgò con una tale potenza che obbligò lui a prendere velocemente la tovaglia bianca del tavolo per appoggiarla sulla mia ferita. Mi aiutò a sedermi per terra mentre andò a prendere del disinfettante e della garza. Appoggiai il mio viso impaurito sulla tovaglia che mi copriva sia la mano che le gambe e la riempii di tracce rosse. Mi sentivo un grande pennello unto nel rosso.
Anche se lavammo più volte la tovaglia, con tanti prodotti speciali, le tracce non sono mai andate via. Io l’avrei buttata ma lui non me lo permise, volle conservarla, per “mia figlia quando sarà grande” disse. La figlia la vide estesa nello stenditoio del giardino, con impronte di bocche, scolature verso i lati, frammenti di rossolilla e dopo lunghi sguardi e silenzi disse:
-Papà guarda! Questa tovaglia sembra una grande bocca e tante piccole bocche che vogliono urlare!
Lui me lo raccontò al telefono. Rimanemmo tutti e due in silenzio ad apprezzare lo sguardo trasparente della sua bambina. Nel silenzio mi abitò, ancora una volta, il pensiero di Jorge Luis Borges: “Soltanto perdurano nel tempo le cose che non furono del tempo.”

Roma, l’umidità ricorda Buenos Aires, 2010 – Maria A. Listur

Lasting

He dove in to a kiss in such an intense way that he hurt my lips. I could taste the blood in my mouth, without being able to stop. It was a kiss to make me quiet. I was trying to tell him that when he makes his daughter repeat musical improvisations, because, not being in the same room, he can hear her but not see her so he thinks that these wonders are a product of another student, he actually damages her. It is even worse when he thinks “what a liar son of a bitch…” I never got to the point of telling him so because while trying to say: “Sorry but I think you are wrong because…”
He kissed even my blood.

She saw her son – for many years – once a year and every time she saw him, she had a precise rule: I have to avoid trying to make up the linear time.
Therefore, when she met him, in order to make every gesture unique and serene, she would look inside her all the ways that she knew even those that had yet to be tested that came from an ethic and philosophical knowledge that she admired.
She gave also a magical value to visualization: small notes that would cover the fifteen thousand kilometers of distance, light feathers that would travel crossing the oceans to wake him on the time that, on the other side, usually lunch was served. For many years, I saw those kilometers of kisses, bread, sound. Imagination. Thoughts.
Painting has been for long time a way to write to each other. He would draw and somebody on the other side of the family who raised him would send those images. It was because of those drawings that his life has gained strength, which in every difficulty has raised hope and inspired music, paintings, words of support to those who could not create them alone.
After an eternity of loneliness, when the son was near, the briefcase in which she had preserved all the “letters drawings” fell at his feet.
They were flawless; time did not even discolor them. He picks the papers and held them against the light. There were “carved letters” to express love, “colors with no boundaries” that were crossing the sheet draining over the edge, “houses with everybody happy inside” that would reunite distances, envelops with countless “ to you in the day of” “Merry Christmas” “ Happy New Year” “ Happy Birthday”… He picks one drawing where his body had many hands. He framed it and put it on the piano. After few months. The child – now a man – took it in his hands and stated:
-I did this for you.
They look at each other in silence. Then he look again at the room full of paintings, played some notes on the piano, let her fix the necktie and added:
-We have created wonderful things thanks to distance!

While kissing, his strength moved me backwards, I lost my balance and to avoid falling, I had to hold on to the table. I bumped in to an earthenware pot, which broke and cut me on my hand. My blood poured with such strength that he was forced to take the white tablecloth to place it over my wound. He helped me sitting on the ground and went to fetch some disinfectant and gauzes. I leaned my frightened face on the cloth that covered my hand and legs and filled it with red traces. I felt like a big brush colored with red.
Even if we did wash the tablecloth many times with special products, the traces never left. I wanted to throw it away but he would never let me do so, he said he wanted to save it for her daughter when she would be big. She saw it stretched on the clotheshorse in the garden, with prints of mouths, draining spots on the side, fragments of lilac red, after long glances and silences said:
-Daddy look! This tablecloth looks like a big mouth and many small mouths that want to scream! He told me that over the phone. We both remained quiet appreciating the transparent glance of his daughter. In silence, I was inhabited, once again, by the thought of Jorge Luis Borges: “Only things last in time that were not of the time.”

Rome, the humidity resembles Buenos Aires, 2010 – Maria A. Listur

One thought on “Perdurare/Lasting

  1. Anonymous ha detto:

    L'ho aspettata…ogni giorno. Torna a me col sangue. Esiste un pennello grande quanto Lei?Pauroso direi, intinto nel rosso. Sperò mi lascerà conoscere il luogo delle sue tante mani. E il figlio che ha saputo ascoltare e attendere vivendo.

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