Oltraggio al rumore/Outrage to Rumour

Silenzio

-Ti ho chiamato più volte.
-Non ero a Parigi.
-Ti ho chiamato anche a Roma.
-La mia segreteria telefonica cancella i messaggi quando si stacca la luce.
-E la posta elettronica?
-Non ho ricevuto niente.
-Mi puoi dare il numero del tuo telefono cellulare?
-Non posso.
-Sarebbe meglio che tu mi dicessi che non vuoi che ti cerchi?
-Ti mentirei.
-Allora perché non vuoi darmi il numero del cellulare?
-Perché lo dimentico spesso. Tu lo sai bene.
-E’ stata una coincidenza.
-Per andarlo a riprendere ci ho messo una settimana. Anche questo sarebbe una coincidenza?
-No, un disguido.
-No, una scelta di chi ama il silenzio e la comunicazione senza apparecchi elettronici.
-Imparo a fare i segnali col fumo?
-No, possiamo creare degli appuntamenti ogni volta che ci vediamo.
-Dimmi il prossimo.
-9 Febbraio, ore 17, alla sala da tè dietro il tuo studio.
-Vieni a Stoccolma?
-Verrò.
-Prenoto tutto io per sapere esattamente a che ora devo essere in aeroporto.
-No, alle 17 nella sala da tè. Arriverò.
-Avrei piacere ad ospitarti.
-No grazie, preferisco occuparmi dell’organizzazione personalmente.
-Allora ci vediamo il 9.
-Sì. Senza telefoni.
-E fino al 9 non ci sentiamo?
-Non vorrei…
-E se succede qualcosa per cui dobbiamo cambiare l’appuntamento.
-Non succederà niente.
-Mi incanti ma, mi disturbi.
-Ti voglio bene. Ti voglio molto bene.
Tornò allo studio. Alzò lo sguardo dalla partitura per poggiarlo sulla collezione di specchi attaccati sulla parete. Il suo viso si rifletteva su ognuno in modo diverso, si allungava anche nel riflesso sul pianoforte. I movimenti delle immagini la portarono a ricordare Eduardo Galeano: “La libertà offende. Isadora, donna degli occhi brillanti, nemica dichiarata della scuola, del matrimonio, della danza classica e di tutto quello che cerca d’ingabbiare il vento. Lei danza perché danzando gode, e danza quello che vuole, quando lo vuole e come lo vuole; e le orchestre tacciono davanti alla musica che nasce dal suo corpo”.

Roma, plumbea dea che la mia carne incombi. 2010 – Maria A. Listur

Outrage to Rumour
Silence

-I have called you several times
-I wasn’t in Paris
-I have called you in Rome.
-My answering machine cancels all the messages when power goes out.
-What about e-mail?
-I haven’t received anything.
-Can you give me the number of your mobile?
-I can’t.
-Wouldn’t it be better to tell me that you don’t want me to call you?
-I would lie to you.
-Then why don’t you want to give me your mobile number?
-Because I often forget it. And you know it.
-It was a coincidence.
– It took me a week to get it back. This is also would be a coincidence?
-No, it’s a snag.
-No, a choice of a person who loves silence and communication without electronic devices.
-Should I learn how to do smoke signal?
-No, we could create appointments every time we meet.
-Tell me the next one.
-The 9th of February, at 17:00, at the tearoom behind your studio.
-Will you come to Stockholm?
-I will.
-I will book every thing to know exactly at what time I have to be at the airport.
-Don’t, at 17 at the tearoom. I’ll be there.
-I would like to have you staying at my place.
-No thanks, I’d rather take care of it personally.
-Then I’ll see you the 9th.
-Yes. No phones.
-Until the 9th can’t we hear each other?
-I’d prefer not…
-And what about if something happens for which we have to change appointments.
-Nothing will happen.
-You enchant me but, you upset me.
-I love you. I really love you.
The person went back to the studio. Lift up the glance from the piano score to rest it on the collection of mirrors hanging from the wall. The person’s face was reflected on each one of them in a different way, it was also lengthened on the reflex on the piano. The movement of the images brought her to remember Eduardo Galeno: “Freedom offends. Isadora, woman of shining eyes, sworn enemy of school, marriage, of classic dance and of all that tries to encage the wind. She dances because she enjoys while dancing, and she dances what she wants, when she wants it and how she wants it; and the orchestras stop playing in front of the music that arises form her body”.

Rome, leaden goddess incumbent upon my flesh. 2011 – Maria A. Listur

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