Vicente Huidobro

“Eccomi qui al bordo dello spazio e lontano dalle circostanze
Io me ne vado teneramente come una luce
Verso il cammino delle apparenze”

Mentre mi guarda dal basso
festeggia col colore il nostro incontro
non riesco a rintracciare un posto comodo dove poggiarmi
scendo verso terra
raggiungo la posizione più facile della mia giornata
schiena allungata
sento i suoi occhi colpire i miei
m’invita ad avvicinarmi
m’avvicino strisciando senza abbassare lo sguardo
si allunga verso di me
restiamo di fronte
respiro i suoi vapori di basilico e menta
non ci muoviamo
non ci muoviamo
non ci muoviamo
minuti di mimetismo condiviso
usciamo dal mimetismo
mi bacia
la pelle è fredda
dice nella sua lingua:
“ti conosco da sempre”
io penso:
“come mai oggi mi sento una lucertola!”
mi sveglio dal mio sogno ridendo
faccio fatica a tornare umana
provo il mimetismo con il letto
poi con le porte bianche infine con la giornata grigia
scopro che mimetizzarsi è un riflesso di protezione
mi guardo allo specchio
per riunirmi con quello che sento
finalmente, scrivo.

Roma che presti i tuoi resti per far risuonare il vento. 2011 – Maria A. Listur

Vincente Huidoboro

“Here I am at the edge of the space and faraway from circumstances
I go tenderly like a light
Towards the walk of the appearances”

While he looks at me from below
he celebrates our encounter with colour
I can’t find a comfortable place where to lean
I get down towards the ground
I reach the easiest position of my day
back stretched
I feel his glance hitting mine
I go closer crawling without taking my glance off
he stretches towards me
we remain facing
I breathe his vapours of basil and mint
we don’t move
we don’t move
we don’t move
minutes of shared camouflage
we leave the camouflage
he kisses me
the skin is cold
he says in his language:
“I have known you all my life”
I think:
“how come I feel like a lizard!”
I wake up from my dream laughing
I struggle to return human
I try the camouflage in the bed
then with the white doors and finally with the grey day
I discover that to camouflage oneself is a reflex protection
I look at myself in the mirror
to reunify with what I am feeling
in the end, I write.

Rome that borrows your remains to let the wind resound. 2011 – Maria A. Listur

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