A/To Marijcke van der Maden

Le dissero che, in Italia, esisteva un paese a misura delle sue bambole, lei decise di conoscere quel paese. A Calcata, ciliegia su una delle bellissime torte del medioevo, e dal 1974 ricrea – con una pasta segreta e magica – le persone che sono parte del paese, allargando i personaggi di un presepe che somiglia ad una costellazione.

-Vieni che ti faccio vedere lo studio. Mi invita col sorriso negli occhi, l’Olanda nella lingua, la leggerezza nel passo.

Entro in una stanza nido dove siedono – accanto ad una stufa – dei piccoli esseri che stento a credere bambole. Sono le miniature di persone che non potrò mai conoscere.
Un Gesù bambino, che ora ha vent’anni, giace sull’erba sempre verde, nudo e sorridente.
C’è un popolo lì che è presepe.
Ci sono delle vecchie coppie che ora rinascono nel racconto di questa donna maga artista, capace di farli rivivere nel ricordo:
-Vedi quella lì con gli occhiali?
-Quella accanto al vecchietto seduto?
-Sì.
-Quella faceva la maglia a casa mia, tutte le sere. Una sera mi disse: “Sono arrabbiata! Questa sera non racconterò nessuna storia a Severino!” Ma io non capii, allora le chiesi: Quale storia? “Le storie che gli racconto da sempre, prima di dormire! Sono veramente arrabbiata!”, rispose.
Marijcke parla sotto lo sguardo complice delle sue creazioni, aggiunge:
-Ti rendi conto! Lei raccontava a suo marito, tutte le notti, una storia…
Il mio amico e poeta Policardo detto anche “il gatto” dice: “Basta si fermi, mi commuove tanto che mi fa piangere” mentre, in ginocchio, guarda tutto il presepe fatto di pasta di stelle. Dico:
-Le tue bambole mi mettono in attesa della loro parola.
-E’ perché conservano le storie. Ci sono dei giovani che vengono a vedere il presepe per rivedere i loro nonni e altri che vengono per sapere chi aggiungerò questo anno.
-E chi aggiungerai?
-Ancora non lo so.

Sulle pareti tanti personaggi storici, simbolici, poetici, metaforici insieme a quelli dell’inizio, quelli fatti per il figlio, di lana con gli occhi dipinti di blu. Lei spiega che da allora, da quattro decadi fa, cerca di trovare il materiale giusto per modellare espressioni vere e vive; finalmente lo ha inventato. Sorride guardando la mia profonda ammirazione, il mio stupore infantile, la commozione davanti al silenzio in cui ha creato la storia d’un luogo, ingrandito la sua casa per ospitare suoni, pianoforti e voci, svestirsi d’ogni appartenenza per trovare casa.
Mi congedo nella grazia e nella sicurezza di aver trovato una donna maga artista evocatrice grazie alla segnalazione di un altro amico, del Papa detto anche “la guida”.
Cammino per i vicoli di Calcata cercando di organizzare parole per rendere omaggio a tanta femminilità, infima pretesa di fronte alla grandezza delle sue miniature, mi lascio portare dalla meraviglia. Un pensiero accompagna la celebrazione: “Il soggetto non è niente. E’ l’impronunciabile quello che pronuncia.” Pascal Quignard

Calcata, che pende da un balcone dove si sceglie di resistere. 2011 – Maria A. Listur

To Marijcke van der Maden

They told her that in Italy existed a village that fitted her dolls scale, She decided to go to see it. In Calcata, a cherry on one of the beautiful medieval cakes, and since 1974 she recreates – with a magical secret material – the people that are part of the village, increasing the characters of a nativity scene that resembles a constellation.

-Come I will show you my studio. She invites me with a smile in the eyes, Holland in the tongue, lightness in the walk.

I enter in a nest room where are sitting – near a stove – some little being that I find hard to believe are dolls. They are the miniatures of persons that I will never know.
A baby Jesus, who know is twenty years old, is lying on the evergreen grass, naked and smiling.
There are people there that are a crèche
There are some old couples that now reborn in the tale of this artist witch woman, able to make them revive in the memory:

-You see that one with the glasses?
-The one near the old man sitting?
-Yes.
-She used to come knitting in my house, every night: “I am mad! Tonight I won’t tell no story to Severino!” But I didn’t understand, so I asked: What story? “The stories that I tell him all along, before sleeping! I am very upset!”, she said.
Marijcke talks under the friendly eyes of her creations, she adds:
-Do you realize! She told her husband, every night, a story…
My friend and poet Policardo also known as “the cat” says: “Please stop Madame, it moves me so much that makes me cry” while, kneeled, he is looking at the crèche made of stars paste. I say:
-Your dolls make me wait for their words.
-It’s because they preserve the stories. There are some youngster who come to see the nativity scene to see again their grand parents and others who come to see who will be added this year.
-Who are you going to add?
-I don’t know yet.

On the walls many historical, symbolical, poetical, metaphorical characters together with those she made in the beginning, those for the son, of wool with eye painted blue. She explains that since than, four decades ago, she has tried finding the right material to mold real and live expressions; finally she invented it.
She smiles looking at my profound admiration, my childish wonder, the emotional feeling in front a silence in which she created the history of a place, she widened her house to host sounds, pianos and voices, she undressed herself of every belonging to find home.
I take leave of her in the grace and in the certainty of having discovered an evocative witch artist woman thanks to the signalization of another friend, del Papa also known as “the guide”.
I walk the Calcata alleys trying to organize the words to homage so much womanhood, a low most pretention in front of the magnificence of her miniatures, I let myself be carried by the amaze. A thought comes along with celebration: “The subject is nothing. It is the unpronounceable that pronounces ” Pascal Quignard

Calcata, which hangs from a balcony where it is chosen to resist. 2011 – Maria A. Listur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...