Il Tempo/The Time

“Credo nel Dio di Spinoza che si rivela nell’armonia di tutto ciò che esiste, ma non in un Dio che si occupa del destino e delle azione degli esseri umani.”
A. Einstein

Bussano alla porta.
-Buongiorno.
-Buongiorno.
-Bello essere vicini.
-Bello! Vieni entra.
-Hai fatto colazione?
-Ancora no.
-Vuoi che la facciamo insieme?
-Sì, ma… Non so se ho le cose che tu mangi. Se mi avessi avvertito ieri, te le avrei comperate…
-Mangio quello che hai.
-Vuoi scegliere tu?
-Dimmi cosa hai.
-Frutta, budino di soia, yogurt, burro, marmellata, biscotti senza zucchero, pane che faccio io, latte… di soia… Tanti tipi di fiocchi… Tu bevi cose calde?
-No. Dammi il budino.
-Soltanto budino?
-Sì. E tu cosa mangi?
-Frutta, tè e budino con i cereali.
Preparo mentre il suo sguardo viaggia da me ai pennelli appoggiati sulla tavola; osserva, seduto sul divano, a gambe incrociate. Servo. Mi sposto vicino ai fornelli per togliere l’acqua dal fuoco. Lui dice:
-Avevamo detto che mangiavamo insieme. Perché vai via?
-Sto portando il tè. Arrivo.
Mi siedo.
-Sei sola?
-No, ci sei tu.
-Dico fidanzata…
-Ah! No.
-E perché dormi in un letto a due piazze?
-Perché sono alta. Da quando ero piccola dormo in letti grandi.
-E da quando sei sola?
-Da due anni.
-E perché?
-Perché il mio fidanzato voleva andare a vivere nel Laos, ed io no…
-E perché?
-Perché voleva viaggiare…
-Hai fatto benissimo.
-Cosa?
-Di non andare!
-E perché?
-Perché se te ne andavi… Come facevamo a incontrarci!
Suonano alla porta. Apro. Una testa piena di riccioli entra in casa. Raggiunge il mio compagno di colazione. Con voce potente ordina:
-La mamma dice che devi scendere!
-Le puoi dire che tra venti minuti scendo?
-Tesoro, scendiamo ora… Andiamo. Non possiamo far attendere la mamma…
-E la tua? Dove sta?
-Lontano…
-Ma che fortuna!
Mentre salgo la scala – che porta dalla casa/albergo del mio vicino di casa alla mia – rifletto sulla direzionalità dell’interesse, della volontà, della crescita, m’interrogo sulla maturità dell’infanzia, sulla virilità dell’innocenza che abita nell’uomo bambino e sulla femminilità della semplicità che ospita la donna bambina. Ricordo B. Spinoza: “Gli uomini non si creano, ma soltanto si generano, e i loro corpi esistono già in precedenza, sia pure sotto altra forma.”

Roma, dove rincontrare il passato illumina futuri sconosciuti. 2012 – Maria A. Listur

 

The Time

“I believe in Spinoza’s God that reveals himself in the harmony of everything that exists, but not in a God that is involved in the destiny and actions of the human beings.”
A. Einstein

Somebody knocks on the door.
-Good day.
-Good day.
-Nice to be neighbors.
-Nice! Come on in.
-Have you had breakfast?
-Not yet.
-Do you want to have it with me?
-Yes but… I don’t know if I have the things that you eat. If you could have told me yesterday, I would have bought them…
-I’ll have what you have.
-Do you want to choose?
-Tell me what you have.
-Fruits, soy pudding, yoghurt, butter, marmalade, sugar free cookies, my homemade bread, soymilk… Many kinds of flakes… Do you drink hot things?
-No. Give me the pudding.
-Only pudding?
-Yes. What are you having?
-Fruits, tea and a pudding with cereals.
I prepare while his glance goes from me to my paintbrushes on the table; he observes, seated on the couch, cross-legged. I serve. I go back to the gas burners to take the water from the fire. He says:
-We agreed that we would have eaten together. Why do you go away?
-I am getting the tea, I am coming.
I sit.
-Are you alone?
-No, you are here.
-I meant engaged…
-Ah! No.
-And why do you sleep in a double bed?
-Because I am tall. I have been sleeping in big beds since I was little.
-And since how long have you been single?
-Two years.
-Why?
-My fiancé wanted to go live in Laos, and I didn’t want to…
-But why?
-Because he wanted to travel…
-You did well.
-What?
-Not going!
-Why?
-Because if you would have… How could we have met!
Somebody rings my doorbell. I open. A head full of curls enters the house. Reaches my breakfast partner. With a powerful voice he says:
-Mom says that you have to come down!
-Can you tell her that I am coming down in twenty minutes?
-Honey, let’s go now… Come on. We can’t make mom wait…
-And yours? Where is she?
-Far…
-How lucky!
While climbing the stairs – that leads to the house/hotel of my neighbor to mine – I think about the directionality of the interest, of the will, of the growing up, I interrogate myself on the maturity of childhood, on the manhood of the innocence that inhabits the man child and on the femininity of the simplicity that hosts the woman child. I remember B. Spinoza: “Men are not created, but they just generate, and their body already exist before, even under different shape.”

Rome, where meeting the past illuminates unknown futures. 2012 – Maria A. Listur

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...